Comitato Torrente Oliveto, preoccupante incremento di malattie oncologiche nel territorio di Motta S. Giovanni

Comitato Torrente Oliveto, preoccupante incremento di malattie oncologiche nel territorio di Motta S. Giovanni

Discarica a Lazzaro

Nel mese di gennaio 2009 il dott. Vincenzo Di Giuseppe, medico generico di Motta San Giovanni, in una nota diffusa dagli Organi di informazione, affermava, con un’accurata analisi supportata da inconfutabili dati in suo possesso, che nel Comune di Motta San Giovanni i tumori sono in continua crescita.

In tale occasione lo stesso medico, riferiva, tra l’altro, di avere discusso più volte, con il sindaco Paolo Laganà, al fine di capire il motivo per cui nel nostro comune vi fosse un picco così elevato di tali patologie e ravvisava, alla luce delle percentuali riscontrate, la necessità che il comune di Motta San Giovanni, in collaborazione con l’Azienda sanitaria provinciale 5, procedesse ad uno screening per studiare e valutare le cause della crescita esponenziale di queste patologie e la correlazione delle stesse con l’ambiente, caratterizzato da una compromissione qualitativa dell’acqua, dell’aria e del territorio.

Anche la scrivente associazione, pur non avendo gli incontrovertibili dati del dott. Vincenzo Di Giuseppe, ma essendo a conoscenza del reale numero di casi oncologici presenti sul territorio di Lazzaro e paesi limitrofi, dell’incidenza di mortalità per tumori e dell’incidenza di ospedalizzazione, aveva richiesto ad alcune Istituzioni, tra cui al Ministro del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali, che si attivasse immediatamente la commissione medica dell’ASL e altri Istituti scientifici per verificarne le cause.

A Riguardo l’ASP di Reggio Calabria, dopo poco tempo, risulta che abbia designato una commissione costituita dai Dottori: Nucera, Minniti, Malluzzo, Di Giuseppe, Biasi, il responsabile dell’Arpacal, e presieduta dal Dott.Battista. La suddetta Commissione dell’Azienda Sanitaria aveva comunicato, “sic et simpliciter”, attraverso gli Organi d’informazione che ” Nulla di allarmante” era stato riscontrato sul territorio di Lazzaro e Motta San Giovanni, monitorato per via di una infondata notizia che asseriva l’aumento di incidenza tumorale. Il possibile inquinamento ambientale è stato, quindi, smentito categoricamente dalla precitata competente Azienda sanitaria provinciale.

Lo scrivente Comitato non si può permettere il lusso di entrare nella tematica in questione, ma ben conosce i fatti che accadono nell’ambiente che lo circonda e rileva che il territorio è minacciato come la nostra salute. Da subito le rassicurazioni dell’ASP 5 sono apparse poco convincenti e troppo frettolose,  tenuto anche conto che la Calabria è la prima Regione d’Italia per incidenza di leucemie e che attualmente l’incidenza delle patologie neoplastiche non è misurabile giacché manca il registro dei tumori e pertanto l’attività di ricerca e di scrittura si presenterebbe alquanto lunga e laboriosa dovendosi svolgere anche indagini presso gli archivi delle strutture ospedaliere.

Non avevamo alcun dubbio sulla fondatezza dell’allarme lanciato dal dott. Vincenzo Di Giuseppe, al quale rinnoviamo la nostra incondizionata stima e fiducia. Oggi i fatti gli danno ragione. Tanto è vero che contrariamente a quanto affermato lo scorso anno dall’ASP, da uno studio  statistico che sta conducendo il medico Giuseppe Cosentino, specialista ginecologo dell’ASP 5, è emerso l’aumento delle patologie tumorali sul territorio ionico reggino. Un dato impressionante afferma lo stesso medico che non può essere taciuto oltre. I dati  emersi  impongono l’adozione – per tempo- di tutte le precauzioni possibili a tutela della salute pubblica.

In effetti, il preoccupante aumento delle patologie tumorali è stato una delle principali spinte propulsive all’organizzazione dell’importante congresso-convegno scientifico che si è tenuto nei giorni di venerdi 16 e sabato 17 ottobre u.s. nella sala auditorium “Nicola Calipari” di “Palazzo Campanella”, sede del Consiglio Regionale. A conclusione del convegno il dott. Giuseppe Cosentino ha assicurato la prosecuzione del  programma coinvolgendo anche le Amministrazioni comunali  per cercare di capire cosa determina l’altissima incidenza delle malattie oncologiche sul territorio reggino.

I sopracitati contraddittori riscontri fanno molto riflettere, pongono inquietanti interrogativi e rafforzano il nostro convincimento ovvero che le Istituzioni locali non dimostrano il giusto interessamento alle problematiche ambientali esistenti nel territorio di Motta San Giovanni che da anni espongono ad alto rischio la salute dei cittadini e cercano in tutti i modi di nascondere la verità.

Per quanto riguarda le compromissioni ambientali sul territorio di Lazzaro che minacciano la salute della collettività dobbiamo rilevare che sebbene: a) i depuratori non funzionano e i torrenti scaricano veleni nel mare si asserisce che le acque marine oltre ad essere balneabili sono anche potabili; b) siano stati trasportati ed interrati oltre 100.000 tonnellate di rifiuti tossici, prodotti dalla Centrale ENEL di Brindisi, in una cava di Lazzaro; c) la preoccupante situazione di compromissione ambientale in località Comunia/Sant’Ilario originata dalla discarica comunale di rsu dismessa nel 2003, all’interno della quale è stata riscontrata da alcuni Organi istituzionali addirittura la presenza di un gregge al pascolo; d) nella vasta area circostante alla discarica sia stato riscontrato  l’interramento di fanghi di depurazione prodotti da un impianto di compostaggio che non si esclude possa emettere nell’atmosfera sostanze inquinanti ( su quest’ultimo argomento l’Assessore al Bilancio del Comune di Motta San Giovanni nella seduta consiliare tenutasi a fine settembre u.s. ha presentato una mozione sulla tematica in questione con la quale si riconosce, tra l’altro,  il perdurare da lungo tempo della situazione che reca gravi disagi alla popolazione, divenuta ormai insostenibile, e poneva  in risalto che dalla conclamata presenza di esalazioni potrebbe accompagnarsi la diffusione di gas o altre sostanze nocive alla salute); e) nel torrente Oliveto vengono interrati rifiuti anche pericolosi, tra cui numerose lastre di eternit; f) negli alvei fluviali  inquinati da rifiuti e scarichi fognari,e non solo fognari, a cielo aperto sia stata collocata la condotta idrica che eroga acqua alla popolazione; le istituzioni rimanendo indifferenti si preoccupano di affermare frettolosamente che non c’è nulla di allarmante nel territorio di Lazzaro.

Così non va. I conti non tornano. Se realmente le Istituzioni ritengono che nel territorio di Lazzaro non ci sia nulla di allarmante è legittimo pensare allora che nessun provvedimento verrà mai preso a riguardo, e ciò non può essere accettato. Forse lo scopo di tali categoriche affermazioni vuole essere quello di non creare allarmismi tra la cittadinanza, ma l’allarmismo più pericoloso non è forse il silenzio e il voler nascondere a tutti i costi alla popolazione come stiano effettivamente le cose ?

Poiché il notevole incremento delle malattie neoplastiche che si registra nel nostro territorio non si rileva nei Comuni viciniori (ad esempio Roghudi, Bagaladi), bisognerebbe orientare le ricerche su agenti etiologici locali.

Fiduciosi della sensibilità delle Istituzioni in indirizzo sulla problematica, attendiamo un riscontro alla presente con adeguata sollecitudine e ringraziando per l’attenzione che presterete alla presente richiesta, porgiamo cordiali saluti.

Comitato Spontaneo “Torrente Oliveto”

Rappresentato da Vincenzo Crea

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