Vibo Valentia, il PdCI contro abrograzione XII disposizione transitoria e finale della Costituzione

Vibo Valentia, il PdCI contro abrograzione XII disposizione transitoria e finale della Costituzione

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Per la nascita di una costituzione c’è bisogno, come spiegano nelle prime lezioni di diritto costituzionale, di un “fatto costituente”. Nel nostro paese questo “fatto” fu la resistenza partigiana che si oppose alla Repubblica di Salò. Era il 15 luglio 1946 quando l’assemblea costituente affidò ad una commissione di 75 membri la stesura della costituzione. I padri costituenti, politici come De Nicola e Terracini, pensarono bene, oltre a garantire i diritti fondamentali dell’uomo; di vietare la riorganizzazione del disciolto partito fascista. Quello che per anni vessò l’Italia, trascinandola in guerra con le clave contro nazioni molto più organizzate; quello colpevole dell’omicidio Matteotti; dell’incarcerazione di Gramsci. Il fascismo fu la negazione a tutte le fedi politiche.

Tornando al divieto di riorganizzazione del partito fascista, divieto ignorato ampiamente come possiamo vedere oggi con i tanti partiti pseudo fascisti presenti sul territorio, il sen. Bevilacqua, eletto nella circoscrizione di Vibo Valentia, insieme ad altri senatori del pdl fra cui De Eccher (imputato come co-protagonista per la strage di piazza Fontana), ha ben pensato di presentare, giorno 29 marzo 2011, al senato un atto in cui si richiede l’abrogazione della XII Disposizione transitoria e finale della costituzione.
In questa norma, contenuta nella costituzione, si legge al primo comma: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.”

Quindi, nonostante Vibo stia attraversando un periodo durissimo, basti pensare ai cassintegrati della Soft 4 Web o al dissesto idrogeologico che sta facendo precipitare in un baratro le frazioni come le Vene o Triparni senza contare la zona di cancello rosso a Vibo città. E non dimentichiamo il più evidente e scandaloso problema dell’acqua che 7 mesi ormai interessa la cittadinanza. In tutto questo trambusto, anziché portare all’attenzione del parlamento i problemi del vibonese (motivo per cui è stato eletto) il senatore Bevilacqua, ha pensato che il male più urgente, una delle prime cose da fare è trovare il modo per magari poter ricostituire (senza violare la legge) il partito fascista!

Magari si poteva pensare che nell’anno del 150 anniversario dell’unità d’Italia, per rispettare quanti ci hanno permesso con le loro lotte di superare il periodo più triste della nostra storia d’Italia, il senatore pensasse bene di proporre di ripulire la città da tutti i suoi innumerevoli simboli fascisti. Ad esempio i fasci littori adattati a portalampade presenti nella camera del consiglio comunale o alle scritte ingiuriose come le svastiche, le croci celtiche, le lodi al duce e le scritte razziste che riempiono i muri, privando la città della sua giusta dignità.

Il fascismo non è un’ideale, non ha politiche economiche o sociali alla base dei suoi principi. Il fascismo è “odio” in tutte le sue forme d’espressione.

Forse, anziché pensare di abrogare l’apologia del fascismo, dovremmo pensare di proporre una legge che aggiunga ai consueti simboli della Repubblica Italiana presenti negli uffici istituzionali, quali la bandiera Italiana e la fotografia del Presidente della Repubblica, un’immagine che ricordi la resistenza partigiana.

La resistenza e la lotta partigiana sono la base della nostra Repubblica, senza di essa non avremmo mai potuto respirare l’aria fresca della libertà. Questo partito del PdL pieno di ex-fascisti riciclati sta cercando di inquinare le nostre idee e di limitare la nostra libertà di pensiero.
Dobbiamo opporci a tutto questo, ora e sempre resistenza!

Category Politica

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