Reggio Calabria, PA.C.E. sulla fiscalità di vantaggio

Reggio Calabria, PA.C.E. sulla fiscalità di vantaggio

massimo ripepi

massimo ripepi

Dopo l’incontro del Pres. Berlusconi a Bruxelles (il 12 marzo scorso) e la proposta del ministro Tremonti (relativa al rilancio di Milano) in merito ai temi delicatissimi della fiscalità di vantaggio e degli aiuti per le aree depresse, noi di PA.C.E. (che abbiamo dedicato a questo argomento un ruolo privilegiato nel nostro programma elettorale) auspichiamo che la Comunità Europea  e il Governo diano velocemente corso ai provvedimenti relativi.

Infatti se con l’introduzione del federalismo fiscale, si vengono a creare le condizioni, almeno ipotetiche, perché le Regioni governino al meglio le risorse interne, con il vantaggio di poter disporre immediatamente di una parte delle stesse senza dover attendere i trasferimenti dal Governo, il ricorso soprattutto alla fiscalità di vantaggio creerebbe ulteriori condizioni di sviluppo favorendo l’iniziativa imprenditoriale nelle aree depresse come la nostra.

Questo perché, a nostro modo di vedere, è maturo il tempo di riorganizzare in maniera strutturale il sistema degli aiuti comunitari prendendo atto che, nonostante gli importi consistenti messi a disposizione fino ad oggi, non hanno avuto il riscontro, in termini di sviluppo economico, che pure era lecito attendersi. In questa riorganizzazione complessiva delle risorse locali bisogna prendere due precise direzioni: la prima nel concentrare gli sforzi per la risoluzione di problemi endemici legati a infrastrutture e sistema dei trasporti, fortemente penalizzati nella nostra Regione e mortificati fino ad oggi (ma nell’azione dell’attuale Giunta Regionale si scorgono fortunatamente i prodromi di un deciso cambiamento di rotta in tal senso); la seconda strada da percorrere è quella che porta ad attrarre nuovi investimenti, creando le basi anche e soprattutto con misure di ordine fiscale per favorire gli insediamenti produttivi di imprese italiane ed europee.

I provvedimenti potrebbero riguardare ad esempio l’esenzione parziale dell’IRES (cioè l’imposta sul reddito delle società), per le imprese che investono al SUD, con aliquote di esenzione crescenti indicizzate all’effettiva capacità di creare occupazione; stessa cosa è ipotizzabile per l’IRAP (l’imposta regionale sulle attività produttive) che potrebbe venire abbattuta con le stesse modalità validate per l’IRES (non pensiamo ad una esenzione totale visto che da questo introito si genera buona parte della copertura delle spese sanitarie); da ultimo si potrebbero immaginare misure come l’esenzione sugli utili che vengono reinvestiti in nuove iniziative industriali nella stessa Regione o, per le imprese estere, una flat tax al 10% per quelle che spostano il loro domicilio nelle aree a forte depressione economica.

Dunque lo scenario che PACE propone è quello di una economia regionale dinamica che premi, grazie alla defiscalizzazione, quelle imprese (italiane o straniere) che sceglieranno di venire ad investire nella nostra terra; pensiamo dunque sia necessario concentrare l’attenzione non sulle risorse pubbliche ma su quelle private, adeguando e migliorando le infrastrutture alle necessità di una siffatta economia. Ma dovranno cambiare anche le regole a tutela del buon funzionamento, mettendo in stretta correlazione gli incentivi alle imprese con la effettiva capacità di incidere sul territorio, creando occupazione ed economia di ritorno: solo così si eviterà di veder sorgere come in passato cattedrali nel deserto utili solo al godimento di benefici per chi le costruisce.

Infine Noi di PACE siamo convinti che l’unica prospettiva di crescita e di ripresa sociale ed economica del nostro paese passi necessariamente attraverso lo sviluppo del Mezzogiorno: così come siamo fermi assertori che la dignità di ogni cittadino vada garantita con la possibilità di accedere al lavoro e di sentirsi attore dell’economia nazionale e non semplice spettatore.

Category Politica

Maria Cristina Condello

Maria Cristina Condello ha conseguito la laurea Magistrale in "Informazione, Editoria e Giornalismo" presso L'Università degli Studi Roma Tre. Nel 2015 ha conseguito il Master di Secondo Livello in "Sviluppo Applicazioni Web, Mobile e Social Media". Dal 2016 è Direttore Responsabile della testata giornalistica ntacalabria.it

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