Omicidio a Piscopio, vittima un 42enne

Omicidio a Piscopio, vittima un 42enne

Omicidio a Piscopio: ucciso da tre colpi di pistola Massimo Ripepi, 42enne di Vibo Valentia. Si attende l’esito dell’autopsia.

Omicidio a Piscopio, i particolari

Massimo Ripepi è stato ucciso lo scorso 21 ottobre intorno alle 13.00, a Piscopio, frazione di Vibo Valentia, da tre colpi di pistola calibro 7,65.

Per il 42enne di Vibo Valentia non c’è stato nulla da fare: inutili i soccorsi dei sanitari del 118 giunti con un’ambulanza dall’ospedale di Vibo Valentia.

Secondo le indagini sull’ Omicidio a Piscopio, condotte dalla Compagnia dei carabinieri e dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia, il suo assassino avrebbe sparato una decina di volte.

Ripepi, già il 4 giugno dello scorso anno, nel quartiere Affaccio di Vibo Valentia, era rimasto vittima di un tentato omicidio. A far fuoco all’epoca dei fatti, una persona con il viso coperto da un casco e giunta a bordo di uno scooter. Successivamente il figlio 16enne di Ripepi confessò che era stato lui a sparare poiché stanco dei continui maltrattamenti del genitore. Il ragazzo si trova ora in carcere.

Ricostruzione dei fatti

Si attende l’esito dell’autopsia sul corpo di Ripepi, in programma domani, oltre che l’esito degli esami dello stub ai quali si sono dovuti sottoporre alcune persone.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti effettuata dagli inquirenti, pare che il killer sia entrato prima nel circolo ricreativo nel quale si trovava l’uomo. In un tentativo di fuga, Ripepi è corso in strada, qui però, è stato ucciso da tre colpi di arma da fuoco. Sulla scena del delitto però si sono contati almeno dieci bossoli.

Il sicario, forse da solo o con dei complici, sarebbe poi scappato a bordo di un’auto verso lo svincolo autostradale delle Serre.

Gli inquirenti al momento non tralasciano alcuna pista, ma si suppone che il movente dell’omicidio sia da ricercare in ambito familiare. Ripepi era ritenuto anche un accanito giocatore d’azzardo. L’uomo aveva alle spalle un matrimonio fallito anche a causa del suo vizio per il gioco.

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