Confartigianato: “Comuni calabresi attivino definizione esaustiva per tributi non incassati”

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Tarsu, canone acqua, suolo pubblico sono solo una parte dell’enorme contenzioso esistente tra Comuni, Cittadini e Imprese. Una situazione veramente grave, che condiziona l’attività degli enti locali  per i mancati introiti  e nel contempo pone in grande difficoltà Famiglie e Imprese, che non hanno potuto pagare  alle scadenze previste i tributi,  oggi di fatto inevasi.

E’ evidente che ci permettiamo di entrare nel merito di questa spinosa vicenda,  preso atto delle quotidiane esasperate istanze di tantissimi cittadini, tartassati da un servizio di riscossione burocratico e vessatorio, che rende impossibile una soluzione equa, ragionevole e che, pertanto, ,  chiedono costantemente conforto e assistenza alla nostra Confederazione.

Non vogliamo difendere e avallare chi a suo tempo non ha pagato  i tributi dovuti, ma considerata la reale situazione socio-economica  e anche, perché no,  l’esigenza impellente degli  stessi Enti locali ad introitare  le somme  dovute da cittadini ed imprese,  (preso atto anche dei tanti tagli di cui i Comuni, loro malgrado, sono protagonisti) vogliamo proporre una soluzione che  di fatto consentirebbe a  tantissimi cittadini ed imprese  di sistemare le proprie pendenze con il Comune di appartenenza e nel contempo consentire agli enti di avere quella liquidità che oggi manca loro per poter erogare almeno  i servizi più semplici e, molto spesso, essenziali.

In sintesi,  proponiamo il pagamento di tutte le somme  maturate e non pagate nell’ultimo quinquennio così come segue:

PAGAMENTO DELLA  SOLA QUOTA CAPITALE DEL TRIBUTO DOVUTO MAGGIORATO SOLO EVENTUALMENTE DEGLI  INTERESSI LEGALI NEL CONTEMPO MATURATI, SENZA ALCUN BALZELLO AGGIUNTIVO CHE DI FATTO E’  IL VERO MOTIVO PER CUI TANTISSIMI CITTADINI ED IMPRESE NEGLI ANNI  SUCCESSIVI NON HANNO POI POTUTO PAGARE.

 

Cosi facendo,  riteniamo di poter ottenere un duplice effetto: recupero immediato da parte degli Enti locali di cifre importanti  incagliate negli anni e ritorno in bonis dei nostri concittadini che entrerebbero di fatto nella schiera di quei contribuenti virtuosi. Una soluzione di fatto concreta e fattibile autonomamente da parte di ogni consiglio comunale, che dimostrerebbe attenzione e vicinanza verso  tutti i cittadini  meno fortunati, che in questi ultimi anni hanno subito il costo più alto  di una crisi devastante e senza precedenti.

La nostra speranza è che questa soluzione venga accolta nell’interesse di tutte quelle realtà familiari ed imprenditoriali, che stanno accusando stress e tensioni al limite della sopravvivenza. Non vogliamo ricordare atti estremi e manifestazioni  eclatanti, di cittadini che vivono in solitudine la grande crisi economica, che stanno riempiendo  le cronache del lavoro e delle imprese, ma riteniamo che una profonda riflessione vada fatta e che necessitano decisioni rapide e straordinarie.

Questi sono i momenti nei quali occorre passare dalle parole ai fatti. Tantissimi Comuni in Italia lo hanno fatto; non comprendiamo il perché da noi non si cerchino soluzioni a problematiche concrete.

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