Metropolitana leggera Cosenza-Rende, Barbanti (M5S): “Un boomerang sull’area urbana”

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La storia della metropolitana leggera Cosenza-Rende non è che la – solita, per il Mezzogiorno e la Calabria, in particolare – prova che il fine quasi mai giustifica i mezzi ; soprattutto se i mezzi in questione sono alquanto obsoleti e il fine assai aleatorio. Non dimentichiamoci infatti che quest’opera fu pensata negli anni ’90, più di vent’anni fa : un tempo in cui il mondo è cambiato radicalmente e durante il quale i giudizi di convenienza sono mutati, soprattutto per le note questioni legate alla sostenibilità dei trasporti.

La nostra interrogazione ai Ministri dell’Economica e dello Sviluppo Economico e delle Politiche Europee vuol mettere in evidenza il rischio (ma forse sarebbe meglio parlare di elevata probabilità) che si apprestano a correre i Comuni di Cosenza e Rende nel dare il via libera al sistema metropolitano suddetto. I contro di questo progetto sono tanti, cominciando dall’impatto che esso avrebbe sull’assetto urbanistico della città : impatto, a nostro avviso, disastroso e che potrebbe pregiudicare proprio l’integrazione urbanistica di quartieri che – negli anni – ha cambiato il volto dell’urbe e del suo hinterland.
Capiamo bene che le questioni ambientali sono l’ultimo dei pensieri di una certa classe politica locale, assai avvezza alla deturpazione di citt à e territorio, ma vorremmo ricordare anche i problemi tecnici e finanziari. E visto che ormai – a torto o a ragione – sono i soldi il motore che fa muovere la politica, allora basti ricordare – su tutte – l’esperienza negativa capitata alla città di Messina, dove la realizzazione – nelle intenzioni – di un progetto simile, oltre a svuotare le casse del Comune, ha prodotto danni ingenti nel tessuto urbano, facendo perdere a interi quartieri la loro stessa identità. Rischiare di commettere un errore simile alla luce di questa esperienza costituirebbe un comportamento insensato.
Ma c’è di più. Nel bando modificato è previsto che l’offerente dovrà prevedere una ripartizione dei costi tra la programmazione 2007/2013 e la programmazione successiva, ma la decisione CE n. 1573 – cui il bando fa riferimento – stabilisce di identificare con due fasi “chiaramente identificabili” gli obiettivi materiali e finanziari del progetto che, invece, non sono in alcun modo identificati (e, oserei dire, identificabili) nel crono-programma del progetto : il rischio è che la procedura, avviata con grave ritardo dalla Regione Calabria, potrebbe comportare il mancato rispetto delle norme comunitarie, comportando il mancato riconoscimento delle spese sostenute e con conseguente disimpegno di fondi FESR ed obbligo di restituzione da parte dell’Italia all’Unione Europea.
Alla luce di tale elevata probabilità siamo convinti che il mega progetto possa rappresentare un boomerang pronto a colpire l’Area Urbana, le casse dei Comuni interessati, pregiudicando – infine – l’assetto urbanistico dell’hinterland. Crediamo, invece, che si possano adottare soluzioni meno costose e più efficaci, puntando magari su un sistema di mobilità sostenibile di ultima generazione : sarebbe meno invasivo, meno dispendioso e sicuramente più gradito alla popolazione, almeno quanto lo scampato pericolo dell’ennesimo spreco di risorse.
Sebastiano Barbanti
Cittadino in Parlamento
Movimento 5 Stelle

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Author: Maria Cristina Condello

Maria Cristina Condello ha conseguito la laurea Magistrale in "Informazione, Editoria e Giornalismo" presso L'Università degli Studi Roma Tre. Nel 2015 ha conseguito il Master di Secondo Livello in "Sviluppo Applicazioni Web, Mobile e Social Media". Dal 2016 è Direttore Responsabile della testata giornalistica ntacalabria.it

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