Corigliano C., La TASI è una tassa che non dovevamo pagare.

Corigliano C., La TASI è una tassa che non dovevamo pagare.

Pagare le tasse è giusto in sé, ma ciò che riteniamo offensivo sono le politiche fiscali operate da questa amministrazione.  Dopo aver messo in campo un’opera di sensibilizzazione nel pagare le tasse al fine di evitare il commissariamento per dissesto finanziario, di fatti l’amministrazione si è auto-commissariata al Governo della città rinunciando a combattere gli sprechi, l’evasione fiscale ed a riqualificare i servizi, imponendo una tassazione insopportabile, ai soliti onesti, al solo fine di ripianare un debito prodotto sempre dagli stessi.
Nella legge che ha istituito la Tasi (147/2013) è stato previsto un contributo ai comuni per finanziare maggiori detrazioni per la tasi al fine di limitare il maggior peso fiscale sulle famiglie che nel 2013 risultavano esenti dal pagamento dell’IMU per l’abitazione principale. Questo contributo per il nostro comune ammonta ad 1,4 milioni di euro (fonte Ministero dell’economia e delle finanze).
Mentre nel 2013 l’aliquota IMU, per abitazioni principali, era al 2% con detrazioni di 200€ base, più 50€ per ogni figlio, nel 2014 ci ritroviamo un’aliquota TASI al 3,3% e con la sola detrazione di 50€ per figlio. Con questa manovra ci ritroviamo, nel 2014, un maggior peso fiscale sulle famiglie che già pagavano, e non solo, ma si va anche ad incidere in maniera significativa su quella platea di famiglie che risultava esente dal pagamento IMU 2013. Se a tutto ciò aggiungiamo il contributo dello Stato, 1,4 milioni di euro, è facile notare come la gestione fiscale del nostro comune venga fatta in maniera del tutto arbitraria: un contributo statale che non viene utilizzato con lo scopo per cui è stato costituito, visto l’aumento delle tasse su famiglie in gradi difficoltà economica, ma probabilmente per ripianare un deficit creato dai soliti noti.
Vogliamo far capire che sarebbe stato possibile prevedere maggiori esenzioni per la Tasi, scegliere aliquote diverse ed aumentare le riduzioni sulle famiglie, qualora oltre a fare un’efficace lotta all’evasione fiscale si fossero utilizzati, in maniera appropriata, i fondi messi a disposizione dallo stato al fine di creare maggiore equità e giustizia sociale. Invece l’amministrazione Geraci ci ha mostrato, in modo del tutto evidente, la propria visione sul nostro futuro: da un lato aumentare le tasse, in modo non commisurato, e dall’altro tagliare servizi, come scuolabus ed asili nido, ed operare assunzioni alquanto discutibili.
C’è bisogno di una idea concreta su come governare un territorio come il nostro. Chiedere e chiedersi di cosa ha realmente bisogno questa comunità per vivere invece di pensare solo a fare cassa.  Basta piangersi addosso, le risorse ci sono e questa impasse continua a favorire i soliti poteri clientelari, mentre le famiglie oneste e lavoratrici non ce la fanno più. 

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