Regione Calabria, l’Assessore ai Lavori Pubblici Gentile interviene sull’edilizia sociale

Regione Calabria, l’Assessore ai Lavori Pubblici Gentile interviene sull’edilizia sociale

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Relativamente alle dichiarazioni fatte da alcuni esponenti politici e non, pubblicati nei giorni scorsi, l’Assessore regionale ai Lavori Pubblici Pino Gentile ha così commentato:

“La vergognosa gazzarra inscenata, ormai con cadenza quotidiana, da una ristretta lobby di esponenti politici dell’ex maggioranza, imprenditori edili e cooperative, a riguardo della vicenda della L. 36/08, più nota come il bando per l’edilizia sociale, ha, ormai, raggiunto limiti insopportabili, che denotano un clima ed una deriva nei quali non si riesce più ad individuare il confine che deve separare la politica dagli affari.

Comprendiamo – ha detto Gentile – l’ansia e la pervicacia con la quale si tenta di porre in essere ogni azione finalizzata esclusivamente ad impedire di assumere  decisioni che metterebbero in discussione l’intera architettura del procedimento che ha accompagnato la vicenda. Ritenevamo, al momento dell’insediamento del nuovo Governo Regionale, che fosse non solo un diritto, ma, soprattutto, un dovere, verificare i più importanti provvedimenti assunti nell’ultimo anno, al fine di riscontrare non solo la coerenza tra le finalità e le azioni intraprese, ma soprattutto la correttezza giuridico-amministrativa degli atti.

Purtroppo, e lo affermiamo con sincero rammarico, non tutti i provvedimenti esaminati potevano vantare quei requisiti di rigore, liceità e trasparenza che dovrebbero, sempre, accompagnare i procedimenti amministrativi. Nel caso della Legge n. 36/08 che, strumentalmente viene confusa con la recente disposizione normativa definita” Piano Casa”, la vicenda, poi,  ha assunto degli aspetti, addirittura, sconcertanti. Per essi, la nuova maggioranza di centrodestra si sta facendo carico di richiamare il rispetto e la coerenza con le finalità della Legge.

Quest’ultima, é bene evidenziarlo,  prevede contributi per l’acquisto della prima casa e per la realizzazione di alloggi a canone sostenibile, destinati alle famiglie meno abbienti, alle giovani coppie, pensionati a basso reddito, immigrati, ecc. Un’ ingente quantità di risorse, pari a circa 140 MEuro, sarebbero concentrate nelle mani di pochissimi operatori economici, riconducibili a 5-6 imprese edili e 3-4 cooperative, alcune delle quali riuscirebbero ad intercettare contributi per quasi 20 MEuro, determinando una fortissima sperequazione, sia sotto il profilo territoriale che tra i partecipati al bando. Senza contare la presenza di imprese, presenti in posizione utile in graduatoria, le quali, oltre ad avere attestato il possesso dei requisiti SOA, hanno anche effettuato l’avvalimento per altri operatori partecipanti allo stesso bando. Con risultati facilmente immaginabili. Alcuni imprenditori o rappresentanti di Cooperative esternano, quotidianamente, nella difesa di propri interessi ma, purtroppo, nelle vesti di esponenti delle proprie organizzazioni di categoria, con grave pregiudizio per la credibilità della rappresentanze medesime.

Sono gli stessi esponenti che fin dall’approvazione della Legge, alla stesura e pubblicazione del bando, ai lavori della commissione esaminatrice ed ai decreti finali di approvazione delle graduatorie, hanno presidiato, con fermezza militaresca, i tavoli intorno ai quali venivano assunte le decisioni a riguardo. Noi non li abbiamo consultati e non intendiamo farlo, perché riteniamo che chi ha contribuito, in modo determinante, ad un esito così distorto e difforme rispetto alle esigenze ed alle aspettative dei territori, non può oggi rivendicare il diritto di rappresentare le proprie categorie di appartenenza.

Nella gestione dei procedimenti della L. 36 sono state riscontrate gravi anomalie, sia nella formulazione degli atti propedeutici che nella estensione e gestione delle graduatorie. E’ solo per senso di responsabilità che non sono state intraprese azioni che avrebbero potuto portare al blocco dei finanziamenti per l’housing sociale.

La Legge 241 prevede la facoltà, per le pubbliche amministrazioni, di procedere all’annullamento di un provvedimento amministrativo qualora sussistano evidenti ragioni di pubblico interesse e quando queste siano prevalenti rispetto a quelle dei destinatari e dei controinteressati. Il Bando di concorso per la realizzazione degli alloggi di edilizia sociale, ai sensi della L. 36/08, appare fortemente viziato sia nella sua formulazione che nelle conseguente gestione, avendo fatto venir meno i presupposti fondamentali della legge di riferimento. Le forzature e le mistificazioni non possono rappresentare l’utile presupposto per intavolare confronti seri e scevri da interessi personali.

Se si afferma che l’interesse sia di cento imprese e, addirittura, di un indotto di moltissimi lavoratori, si nasconde la verità facendo prevalere le menzogne e la sterile propaganda. Per di più, quando la graduatoria rappresenta solo un presupposto, poiché per avere l’effettivo finanziamento occorre una preventiva verifica tecnica ed amministrativa, da parte della Regione, cosa che non è avvenuta. Inoltre, vale la pena evidenziare che, per espressa previsione del bando, l’inizio dei lavori è subordinato all’emissione del decreto del finanziamento. Non ci faremo intimidire ed irretire da chi, nel disperato tentativo di tutelare interessi particolari e personali, vuole impedire l’affermazione di un principio di giustizia ed onestà.”

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