Portigliola, Reggio Calabria

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di Lilli Tripodi

Tra il comune di Sant’Ilario dello Ionio e quello di Locri, si stende una stretta lingua di terra all’interno della quale sono condensati tutti i sapori, gli odori e i colori tipici del paesaggio mediterraneo della Locride: le stagionali acque della Fiumara Portigliola con gli adiacenti agrumeti fragranti di zagara, le bionde messi, gli odorosi mandorli, le vigne dorate e gli argentei ulivi. Al culmine di questo scenario bucolico e ameno si può scorgere, a soli 100 m s.l.m. e ad appena 6 km dalla costa, l’abitato di Portigliola, con il tipico intreccio mediterraneo fatto di case e di strette vie che si arrampicano sulla collina. L’attuale centro di Portigliola sorge quasi in perfetta corrispondenza rispetto all’antica città magno – greca di Locri Epizephyri, i cui resti sono stati rinvenuti su un’area divisa tra il comune di Portigliola e quello di Locri. Portigliola è comunque nota per la presenza di altri reperti archeologici: le terrecotte votive e domestiche e gli oggetti destinati alla dea Persefone e alla dea Athena rinvenuti in una località tuttora chiamata “Cretelle”, per la natura argillosa del terreno da cui si ricavava la materia prima per fabbricare i medesimi oggetti; nella contrada “Quote di S. Francesco” sono invece venuti alla luce i resti di un convento di francescani e di sontuose ville con pavimenti musivi, residenze di soggiorno dell’antica aristocrazia greco-romana. Risalendo dalle arcane testimonianze che si celano sotto le suddette località costiere (Cretelle e Quote di S. Francesco) attraverso la strada provinciale, che dirama dalla SS 106, si giunge nuovamente al centro di Portigliola, la cui origine risale al 915, quando i saraceni invasero e saccheggiarono Locri Epizephyri, costringendo i suoi abitanti a trovare rifugio verso l’entroterra. Qui si possono ammirare le chiese di San Nicola di Bari, al cui interno viene conservato un mosaico risalente all’epoca della costruzione dell’edificio religioso (X secolo), e la chiesa matrice di San Leonardo, una chiesa del XIX secolo, a tre navate, situata nel centro del paese, con una facciata decorata con elementi classici.

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Author: Lilli Tripodi

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