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La violenza all’interno Degli Istituti penitenziari Calabresi continua a destare preoccupazione, in particolare a Corigliano Rossano.
L’ultimo grave episodio, una brutale aggressione agente Carcere, si è verificato sabato nel reparto Di Alta Sicurezza, dove un agente è stato violentemente aggredito da un detenuto.
La denuncia è stata presentata Da Simone Colapietro, segretario locale dell’Alleanza Sindacale Polizia Penitenziaria (AL.Si.P.Pe).
Dinamica dell’aggressione e le conseguenze per l’agente
L’aggressione e le lesioni subite
Secondo la ricostruzione del sindacalista, l’aggressione è scaturita da futili rivendicazioni legate al lavoro penitenziario.
Il detenuto, approfittando del momento di apertura delle celle per le passeggiate, si è introdotto illecitamente nel box di servizio del poliziotto e lo ha colpito violentemente al volto con pugni e schiaffi.
L’agente è stato trasportato d’urgenza al Pronto soccorso, dove gli sono state riscontrate diverse contusioni e una prognosi di cinque giorni.
Questo episodio evidenzia la crescente tensione e i rischi a cui sono esposti quotidianamente gli operatori penitenziari.
Le problematiche del sistema penitenziario Calabrese
Il paradosso dell’isolamento disciplinare
Al di là della vile aggressione, la segreteria Regionale dell’AL.Si.P.Pe ha sollevato un caso che rivela il totale collasso logistico e strutturale del sistema penitenziario.
Subito dopo l’aggressione, infatti, non è stato possibile applicare nei confronti del detenuto il regime di isolamento disciplinare.
Il medico di guardia ha negato il nullaosta a causa delle patologie psichiatriche del detenuto, certificando l’incompatibilità con la sanzione.
Questo rappresenta un paradosso che evidenzia le difficoltà nel gestire detenuti con problematiche specifiche.
Carenza di posti e sezioni idonee
A complicare ulteriormente la situazione, anche in presenza di un via libera medico, l’isolamento non sarebbe stato attuabile a causa della cronica mancanza di posti disponibili e dell’indisponibilità di sezioni idonee a separare i detenuti problematici Dagli altri.
Questa carenza strutturale contribuisce ad aumentare il clima di tensione e a rendere più complesso il mantenimento dell’ordine e Della Sicurezza all’interno delle carceri Calabresi.
La questione è stata già affrontata in altri contesti, come nel caso di nuovo CPR in Calabria, dove le reazioni politiche hanno sottolineato l’urgenza di interventi.
La situazione attuale richiede un’attenta riflessione e azioni concrete per garantire la Sicurezza del personale e il corretto funzionamento delle strutture penitenziarie.
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