Radar interferometrico: verifica stato di salute di un antico ponte

Questo post é stato letto 36060 volte!

“Ridurre i costi e i tempi di intervento a vantaggio di una soluzione rapida, efficiente e innovativa”. Queste le parole del Prof. Paolo Mazzanti, Amministratore Delegato di NHAZCA S.r.l., spin-off di “Sapienza” Università di Roma e Docente di Telerilevamento alla “Sapienza” Università di Roma a valle delle attività svolte lo scorso Agosto ad Amantea per il censimento dello “stato di salute” del Ponte in Ferro sul Fiume Catocastro con Interferometria Radar Terrestre. “Tale tecnica”, spiega il Dott. Brunetti, Project Manager di NHAZCA, “consente di misurare rapidamente (fino a 200 volte al secondo) gli spostamenti di strutture o infrastrutture con accuratezza sub millimetrica, risultando quindi particolarmente idonea per la misura delle deformazioni (come in occasione del transito delle auto su un ponte) e delle vibrazioni alle quali sono sottoposte”.

Le attività, eseguite per conto del Comune di Amantea con il coordinamento dell’Ing. Clemente Caruso, sono volte all’analisi del comportamento strutturale dell’opera. “Il Ponte in Ferro”, spiega l’Ing. Francesco Lorello, Responsabile del Settore Lavori Pubblici del Comune di Amantea, “è un esempio di archeologia industriale del nostro Paese, in quanto costruito poco dopo la fine della Prima Guerra Mondiale (intorno al 1930); tuttavia, ad oggi e non è mai stato oggetto di interventi di manutenzione ordinaria, sebbene regolarmente aperto al traffico veicolare locale. Per questa ragione abbiamo ritenuto opportuno eseguire delle accurate indagini, anche avvalendoci di tecnologie innovative”.

L’impiego del sensore radar IBIS (Image By Interferometric Survey) della IDS S.p.A., opportunamente combinato con tecniche di rilievo Laser Scanner e Topografiche, ha consentito di eseguire tutte le misurazioni necessarie nell’arco di una sola giornata di lavoro, riducendo quindi fortemente i disagi al traffico veicolare e di conseguenza i costi.

La possibilità di acquisire informazioni completamente da remoto, senza la necessità di installare altre strumentazioni a contatto, ha consentito inoltre di portare avanti le attività senza arrecare alcun danno o disagio alla struttura.

“I dati acquisiti”, spiega l’Ing. Caruso, “saranno utilizzati per ricostruire il modello numerico della struttura, attraverso il quale verranno determinati i principali parametri che consentiranno di definire la capacità portante dell’opera e fare una stima della sua vita residua”.

“La rapidità di installazione della strumentazione IBIS”, afferma il Prof. Mazzanti, “in abbinamento a protocolli di intervento ad-hoc e ad altre tecniche di telerilevamento sulle quali NHAZCA vanta pluriennale esperienza, rendono la nostra azienda leader anche nel campo della gestione delle situazioni di emergenza dovute ai fenomeni di instabilità di natura idrogeologica o strutturale che quotidianamente rendono il nostro territorio estremamente fragile”.

Questo post é stato letto 36060 volte!

Author: Maria1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *