Svolto convegno del Comitato Area Grecanica per il NO

Svolto convegno del Comitato Area Grecanica per il NO

di Domenico Musolino

Se si dovesse, malauguratamente, verificare la  prevalenza del Sì al referendum del 4 dicembre si potrebbero riaprire inquietanti scenari circa la costruzione della Centrale a Carbone. E’ quanto emerso nel corso di una riunione del “Comitato Area Grecanica per il NO“al referendum Costituzionale tenutosi nei locali della Biblioteca comunale con l’adesione e gli interventi del Sindaco di Montebello Jonico, Ugo Suraci; del vice sindaco di  Melito Porto Salvo, avvocato Domenico Marcianò; del medico psicologo Sandro Antolitano Coordinatore del Comitato ed ex sindaco di Palizzi; del responsabile del Partito socialista area grecanica, Antonio Perpiglia; dell’avvocato Carmelo Palmisano responsabile del Partito Repubblicano per l’area Metropolitana; di Ercole Nucera  rappresentante regionale del partito socialista ed ex sindaco di Roccaforte del Greco; di Domenico Larosa del Movimento difesa ambientale di Condofuri, di Francesco Manti del Comittao NO al carbone, del portavoce  del Movimento 5 Stelle  di Motta  San Giovanni, Pietro Denisi; di Dario Fotia  e Giusppe Rodà  di “Area Grecanica in Movimento”; di  Domenico Musolino referente  del “Comitato  Nazionale per la Difesa della Costituzione  O.L. Scalfaro”; di Santo Federico ex assessore comunale; di Giuseppe Nicolò e Tino Praticò  e del professore Piero Sgrò, che ha moderato l’incontro, ed altri cittadini.

incontro referendum area grecanica

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Nel corso dell’ approfondito dibattito, secondo tutti i partecipanti, fra l’altro è emersa la grave e possibile ipotesi che con la ” sciagurata” approvazione della legge di riforma Costituzionale detta Renzi- Boschi ed in considerazione del potere, praticamente assoluto, che avrebbe il capo del governo rispetto al Parlamento, alla Regione, alla Città Metropolitana ed ai Comuni potrebbe arrogarsi anche il potere  di decidere  la costruzione della Centrale a carbone di Saline J.

Il sindaco Ugo Suraci, anche su sollecitazione di Francesco Manti, ha  fortemente sostenuto che l’impegno dell’Amministrazione Comunale per il NO alla centrale a carbone sarò difeso in ogni sede e con ogni mezzo legale,  così come  l’impegno per l’attivazione del porto ormai quasi ingoiato dalla sabbia.

Tutti gli intervenuti hanno evidenziato e ribadito  tutte le negatività e contraddizioni della cosiddetta  riforma Costituzionale targata Renzi- Boschi, che non abolisce il Senato che, invece,  sarà composto da senatori – ambulanti nominati e non eletti e che godranno anche dell’immunità parlamentare, non abbassa i costi della politica ma sperpera impropriamente denaro pubblico, non semplifica ma complica l’iter legislativo e normativo di approvazione delle leggi, che stravolge la forma repubblicana dello Stato dando poteri eccessivi e speciali al capo del governo.

I convegnisti hanno sostenuto che la formulazione del quesito elettorale è una sprezzante violazione e calpesta  in maniera subdola, arrogante e vergognosa l’articolo n. 16 delle legge n.ro 352 del 25 maggio 1970 con una scheda elettorale (amplificata  in modo paranoico e martellante dalla informazioni di regime, TV e trasmissioni radiofoniche) che è un inqualificabile e antidemocratico  spot elettorale in favore del governo e impedisce, di fatto,  ai cittadini di esprimere  liberamente il proprio voto sui 47 articoli  che tale “tragi- comica” legge Boschi- Renzi vuole trasformare e svuotare di contenuti.

L’assemblea unanimente ha  ribadito che, se approvata, tramite il sì al referendum, la legge Renzi- Boschi di riforma costituzionale, la stessa Costituzione, sarebbe completamente stravolta anche nei principi fondamentali, ad iniziare dall’articolo 1 “la sovranità appartiene al popolo….” il quale si vede togliere il diritto di voto, come già avviene per le Città Metropolitane  e per le Province.

Per tutti questi motivi, e di tanti altri, emersi nel corso dell’ incontro, secondo tutti partecipanti, si è palesata con ogni evidenza  la necessità del voto NO, per consentire la vittoria del NO, per la difesa dell’impianto e dei valori democratici e repubblicani e della difesa della stessa Costituzione che ha garantito libertà e democrazia al popolo italiano.

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