Operazione Ecosistema, i nomi degli arrestati

Operazione Ecosistema, i nomi degli arrestati

Sono in tutto 18 le persone arrestate stamani nell’ambito dell’Operazione Ecosistema: 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui 3 già detenuti , 9 agli arresti domiciliari e 4 obblighi di presentazione alla P.G..

Le persone destinatarie del provvedimento cautelare sono ritenute responsabili, a vario titolo, di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, turbata libertà degli incanti, violenza privata, estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, tutte ipotesi aggravate dall’aver agito con modalità mafiose e per agevolare la cosca di riferimento; falsa testimonianza, corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, detenzione e porto illegale in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi comuni da sparo.

Le indagini si sviluppano quale approfondimento delle risultanze assunte nell’ambito delle operazioni “ADA” e “ULTIMA SPIAGGIA” nei confronti delle articolazioni territoriali della ‘ndrangheta facenti capo alle famiglie “IAMONTE” e “PAVIGLIANITI”, operanti nei comuni di Melito di Porto Salvo, San Lorenzo (RC), Bagaladi (RC) e Condofuri (RC).

Il monitoraggio tecnico di amministratori locali ha indotto a focalizzare l’attenzione verso il settore dell’imprenditoria, in particolare all’indirizzo di Rosario Azzarà, imprenditore operante nel settore dei rifiuti con la passione per la politica, titolare della ditta “ASED srl”. Il remunerativo settore della raccolta rifiuti è emerso fondarsi su un meccanismo di aggiudicazione degli appalti sulla scorta del quale alcune società, riunitesi in un cartello di imprese, sono riuscite a creare di fatto un regime di monopolio, forti del sostegno derivante dalla criminalità organizzata locale.

Ne sono prova i rapporti intrattenuti da Rosario Azzarà, a cui si contesta il concorso esterno in associazione mafiosa, con esponenti di primo piano della cosca Iamonte, egemone nel comprensorio di Melito Porto Salvo, che hanno reso possibile, nel corso degli anni, il consolidamento in posizione leaderistica della propria azienda. 

Risultano destinatari di provvedimento cautelare agli arresti domiciliari il Sindaco di Bova Marina, Crupi Vincenzo Rosario, il Vicesindaco del Comune di Brancaleone Benavoli Giuseppe, l’Assessore del Comune di Brancaleone Zappia Alfredo, l’ex Sindaco del Comune di Melito Porto Salvo, Iaria Giuseppe, l’Ing. Franco Maisano, ex responsabile dell’ufficio tecnico di Melito Porto Salvo, il Dirigente della Provincia di Reggio Calabria, l’ingegnere Carmelo Barbaro, Elio Familiari, 50 anni e Gabriele Vincenzo Familiari, 33 anni e Giuseppe Saverio Zoccoli, imprenditore, 60 anni.

Obbligo di presentazione alla P.G. e obbligo di dimora per l’assessore all’ambiente del comune di Brancaleone, Domenico Giuseppe Marino, per Linarello Giuseppe, imprenditore, per Ferraro Angelino, dipendente della ditta”ASED” e per Trapani Salvatore, Assessore con delega a “Sport,turismo,spettacolo,affari generali e legali, arredo urbano, rapporto con le associazioni poltiche per i gemellaggi” del comune di Condofuri.

Per Rosario Azzarà, 71 anni e Carmelo Ciccone, 55 anni è stata disposta la custodia cautelare in carcere.

Inoltre sono state emesse ordinanze di custodia cautelare in carcere per Angelo Paviglianiti, 59 anni; Natale Paviglianiti, 46 anni, Settimo Paviglianiti, 50 anni, già detenuti per altri procedimenti giudiziari.

Emessi anche quattro avvisi di garanzia nei confronti del consigliere regionale, Francesco Cannizzaro, dell’ex consigliere regionale Pasquale Maria Tripodi, del sindaco di Motta San Giovanni, Paolo Laganà, e del sindaco di Palizzi, Arturo Walter Scerbo.

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