Dopo la chiusura dei lavori di un finanziamento ottenuto nel 2007 di 2,5 milioni di euro, un milione erogato dalla Comunità Montana Versante Jonico Meridionale e l’altro milione e mezzo dalla stessa Associazione, sono stati riconsegnati ufficialmente, dall’Amministrazione comunale di Bova Marina all’Associazione Italiana per la Sclerosi Multipla, gli immobili destinati ad ospitare la struttura.
<<Si sono succedute molte amministrazioni, con due commissariamenti, prima di arrivare ad oggi – ha detto il sindaco Giovanni Squillaci durante la conferenza stampa indetta per informare sullo stato dei fatti-. Sono trascorsi sedici anni per ultimare dei lavori che l’Aism solitamente, in altre parti d’Italia, compie in soli tre anni. Il centro ovviamente non è ancora ultimato – ha spiegato -, ma la giornata resta comunque di grande importanza>>.
Le competenze a questo punto, conclusi i lavori della ditta incaricata, ripassano all’Aism.
<<La Calabria, la Provincia, il Comune e la Comunità Montana – ha detto Squillaci – consegnano i lavori ancora da ultimare all’Associazione, che ha già stanziato altri 450 mila euro per il 2009, e che avrà la competenza fino alla realizzazione completa dell’intera struttura>>.
Secondo il sindaco di Bova Marina il completamento dell’opera <<avverrà in breve tempo, sicuramente entro 12 mesi dall’avvenuto collaudo delle parti interessate dai lavori>>.
Alla conferenza stampa erano presenti anche l’arch. Alessandro Franco dell’Impresa Archeo di Locri, il rup Gino Mangiola della Comunità Montana ed il direttore dei lavori ing. Francesco Maisano.
Squillaci ha detto <<mi sento sollevato, per essere riuscito a levare l’incombenza alla Calabria, non mi sono mai dimenticato del centro, e chi sostiene questo dice solo nefandezze. Ho deciso di entrare in politica per perseguire l’obiettivo di consegnare ai cittadini l’opera ultimata che sarà utile solo agli ammalati. Confido nell’operato dell’Associazione perché ha i fondi giusti, le competenze tecniche e soprattutto è esente da qualsiasi pastoia burocratica>>.
Il manufatto nuovo consegnato all’Aism, costruito a fianco dell’ex seminario vescovile restaurato, può ospitare fino a 80 pazienti. L’immobile non è ovviamente ancora compiuto definitivamente, c’è un cantiere aperto con parti finite ed altre che attendono di essere ultimate.
Ma l’opera sarà presto completata. Il sindaco ne è convinto.
Un morto in un agguato a Vallefiorita, in provincia di Catanzaro. Giovanni Bruno é stato raggiunto da sette colpi di arma da fuoco ed é morto su un’ambulanza nel tragitto verso l’ospedale. Bruno, secondo quanto e’ stato riferito dagli investigatori, e’ stato avvicinato dai suoi assassini e colpito in diverse parti del colpo, forse con piu’ armi. Sull’omicidio indagano i carabinieri della Compagnia di Girifalco. L’omicidio di Bruno e’ il sesto che si verifica nella zona jonica a cavallo tra le province di Catanzaro e Reggio Calabria dopo le uccisioni, nell’arco di una decina di mesi, di Vittorio Sia, ucciso a Soverato, lo scorso 22 aprile, e di Giovanni Vallelonga, Domenico Vallelonga, Domenico Chiefari e Francesco Muccari. Bruno era ritenuto un elemento di spicco delle cosche della zona jonica del catanzarese.
“Una volta tanto, a proposito delle promesse dei politici, si può dire che gli impegni sono onorati”. E’ euforico Nino Romeo, consigliere provinciale, durante la sua disamina dei vari lavori di ammodernamento che stanno interessando l’area grecanica e che mirano al ripristino, ed al completamento, dei lavori inerenti importanti punti strategici siti lungo il territorio. “Gli ammodernamenti dell’asse viario tra Melito ed il Borgo di Pentidattilo – informa Romeo – sono quasi giunti a conclusione. Infatti, il primo lotto di intervento è stato portato a termine e l’Amministrazione Provinciale sta procedendo a tappe forzate a definire il secondo ed ultimo”. Continua, quindi, l’intervento lungo il tragitto che collega il borgo antico di Pentidattilo con il resto del comune di Melito Porto Salvo. Un luogo di inestimabile valore storico e di indubbia attrattiva paesaggistica che in questi giorni sarà meta anche dei fedeli che raggiungeranno la montagna dalla cinque dita per assistere alla processione in onore di Maria SS di Porto Salvo. “ Dopo la conclusione di suddetti lavori, – continua il consigliere provinciale Nino Romeo – raggiungere Pentidattilo sarà semplice ed il tragitto sarà in piena sicurezza. La messa a norma del percorso stradale e le opere di risanamento nelle sue vicinanze faranno di questo splendido borgo una meta ineludibile nei percorsi turistici della nostra Provincia ed avvicinerà ulteriormente i forestieri alle bellezze del nostro territorio”.
L’interesse dell’Amministrazione Provinciale non si ferma al Borgo di Pentidattilo. Infatti, “è in corso di ammodernamento – continua lo stesso Romeo – la strada provinciale S.Elia-Montebello-Fossato con messa in opere delle reti paramassi, rifacimento dei parapetti, bitumazione dei percorsi degradati”. Un’opera necessaria che cercherà di lenire i gravi disagi presenti lungo questa arteria stradale che rappresenta l’unica via di collegamento del mare con la zona interna del comune di Montebello Jonico.
La sintesi degli interventi dell’amministrazione provinciale di Reggio Calabria lungo il territorio grecanico non ha “risparmiato” l’opera di ristrutturazione del ponte che, attraversando il Tuccio, porta all’abitato di Prunella, la cui costruzione riporta ai tempi passati e “i cuoi lavori sono iniziati in questi giorni” .
“Per concludere – chiosa Romeo – è in corso di definizione il progetto di ammodernamento del secondo lotto della strada che da Saline Joniche, passando per Stinò e Lianò, porta a Masella”.
Tutto questi interventi sono frutto dell’attenzione che “il dottor Nino Romeo, consigliere provinciale, – conclude Romeo – ed il dottore Gesualdo Costantino, vice presidente della Giunta, hanno riservato a questo territorio per anni dimenticato e trascurato”.
Approvato il Bilancio di previsione annuale e pluriennale 2010-2012. E’ questo il dato saliente dell’ultima seduta consiliare tenutasi nel comune di Bagaladi.
La nuova amministrazione guidata dal primo cittadino Federico Curatola si è trovata di fronte al primo appuntamento importante dopo le elezioni dello scorso mese di marzo.
Si conclude, quindi, l’iter per il documento finanziario, approvato dalla Giunta Comunale nello scorso mese di Aprile, che è stato esaminato positivamente dal consiglio insieme alla relazione previsionale e programmatica e agli atti allegati, nonché del parere positivo del revisore dei conti.
Necessita, come si evince dal bilancio, l’attuazione di programmi tesi a permettere maggiori introiti comunali diminuendo, al contempo, la spesa per permettere la normale fruizione dei servizi.
“E’ necessario che tutti collaborino per aiutare le casse dell’Ente a respirare. A fronte di spese “certe” – ha dichiarato il sindaco, che ha anche la delega al Bilancio ed alla Programmazione Economica – ci troviamo delle entrate “previste” ma che toppo spesso poi sono di gran lunga inferiori a ciò che era stato fissato”. La situazione spinge l’ente ad un cambio di rotta in quanto “esiste, in tal modo, l’impossibilità di programmare e gestire oltre l’ordinario”. Curatola traccia anche un quadro generale della vita economica del comune di Bagaladi informando, altresì i cittadini, che “abbiamo scongiurato l’aumento dei tributi comunali, che rimarranno dunque invariati anche per quest’anno. Tuttavia dovremo operare una stretta sulle entrate contributive per poter garantire la salute finanziaria del Comune”.
Durante il civico consesso sono stati approvati anche altri punti all’ordine del giorno. Infatti, sono state programmate delle opere di riqualificazione del centro abitato ed il miglioramento della viabilità interna oltre alla metanizzazione ed al Parco Eolico i cui lavori partiranno a breve Tutti aspetti che fanno parte del piano triennale delle Opere Pubbliche.
Durante la riunione consiliare, Federico Curatola ha ringraziato “l’Ente Provinciale per il lavoro proficuo che sta eseguendo lungo la strada provinciale che deve fare i conti con dei problemi annosi”. I punti di messa in sicurezza più critici ricadenti nel territorio di Bagaladi sono oggetto di soluzioni tampone per migliorare la viabilità. “In attesa – come sottolineato dal sindaco – di una programmazione seria di interventi mirati al miglioramento della rete viaria”.
Giuseppe Antonio Accorinti, 51 anni, detto “Peppone”, considerato il boss dell’omonimo clan, implicato in numerosi processi di mafia, é ritornato in carcere dopo un provvedimento da parte del tribunale di Vibo Valentia che i militari dell’Arma, diretti dal maresciallo Carmine Pica, gli hanno notificato nella serata di ieri. Accoroniti, sottoposto all’obbligo di dimora a Zungri, il comune del vibonese dove risiede, era stato piu’ volte segnalato in altre località alla guida della sua auto, fra l’altro senza patente.
Una donna é rimasta ferita in modo non grave a Rossano a causa del cedimento di una parte dell’impalcatura di un palazzo in ristrutturazione nel centro storico. Il danno é stato provocato dal forte vento. La donna é stata soccorsa a trasportata in ospedale per accertamenti. Il cedimento dell’impalcatura ha danneggiato anche tre automobili parcheggiate nei paraggi. Sul posto é intervenuta la polizia municipale che ha transennato l’area.
Grave episodio di violenza in danno di una donna rumena di 57 anni ieri mattina alle ore 12.00 circa presso la Stazione di San Gregorio, in provincia di Reggio Calabria. Mentre la malcapitata si trovava all’interno della stazione in attesa di prendere un treno, un giovane di 25 anni di Rosarno, Daniele Caminiti, tentava un approccio nei suoi confronti ottenendo un netto rifiuto. Allontanatasi dal giovane, la donna pensava di essersi messa al sicuro dalle sue attenzioni, quando all’improvviso veniva aggredita alle spalle e colpita con violenza dietro la nuca. Una volta a terra, il giovane con violenza la colpiva ripetutamente e dopo aver tentato di estorcergli del denaro, la trascinava per i piedi all’interno dei bagni della stazione e l’aggrediva sessualmente. Dopo i ripetuti tentativi di difesa della donna, quest’ultima riusciva ad approfittare di un momento di distrazione dell’aggressore, rifugiandosi in una carrozza di un treno appena giunto allontanandosi definitivamente dalla zona. Veniva allertata la Sala Operativa della Questura, in sinergia con la Centrale Operativa dei Carabinieri che raccoglieva la prima notizia dell’odioso reato, e un equipaggio del Nucleo Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura riusciva ad individuare il giovane che presumibilmente si era reso responsabile della violenza sessuale. La donna veniva accompagnata al pronto Soccorso i cui sanitari accertavano l’avvenuta aggressione sessuale e le percosse subite. Una volta arrivata in Questura per denunciare l’episodio, la povera vittima riconosceva immediatamente nel Caminiti il suo aggressore e sulla base delle prime ammissioni dello stesso e di altri elementi investigativi, quest’ultimo veniva dichiarato in arresto per violenza sessuale, tentata rapina, lesioni e minacce.-
Dopo gli adempimenti di rito il giovane veniva tradotto presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria come disposto dall’A.G. procedente. Nella mattinata odierna il giudizio di convalida dell’arresto.
Questa mattina il personale del Commissariato di Polizia di Stato di Palmi ha rinvenuto, in due siti diversi, entrambi nel comune di Bagnara Calabra, armi ed esplosivi e ha proceduto all’arresto di due persone.
In particolare, alle ore 7,00 circa, in Bagnara, in un terreno confinante con i binari delle Ferrovie dello Stato, sito alle spalle dell’abitazione di Antonino Catalano, classe 45, veniva rinvenuto, sotterrato, un cilindro in plastica lungo 60 cm. contenente oltre 3 chilogrammi di esplosivo, nonché munizionamento di pistole e fucili.
Antonio Catalano è stato conseguentemente arrestato.
Sempre nel corso della stessa operazione, un altro equipaggio del predetto Commissariato rinveniva in un terreno sito in c/da Pellegrina di Bagnara, di proprietà di Antonio Cardillo, classe 67, operaio, un secchio, interrato ai piedi di un albero, contenente due pistole con matricole abrase, rispettivamente cal. 9 e cal. 7.65, nonché numerose cartucce, alcune delle quali di tipo perforante.
Anche Cardillo Antonino veniva, pertanto, tratto in arresto.
Francesco Scali, 64 anni, responsabile della Camera del lavoro della Cgil di San Ferdinando é stato ferito stasera da alcuni colpi di pistola mentre si trovava a bordo della sua auto. A sparare, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stata una sola persona che ha fatto fuoco quattro volte. Due proiettili hanno raggiunto Scali al braccio ed alla spalla sinistra. Soccorso da alcuni parenti e portato nell’ospedale di Gioia Tauro, l’uomo, incensurato, é stato ricoverato, ma le sue condizioni non sono gravi. I carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno subito avviato le indagini.
di Francesco Iriti
Cos’è cambiato nella scuola e nella società odierna? Cosa si aspettano i genitori dalla scuola e come si interfaccia quest’ultima con la famiglia? E’ possibile usare linguaggi comuni e stringere una forte alleanza educativa o rispettare il patto di corresponsabilità?” Sono alcuni degli interrogativi che hanno rappresentato l’incipit della serie di incontri tenutosi nell’aula Magna della Direzione Didattica Megali di Melito Porto Salvo. Molti i temi introdotti dagli appuntamenti avviati dalla Dirigente Scolastica, nonché Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione, Concetta Sinicropi che ha interessato docenti, genitori e vari rappresentanti delle diverse agenzie formative sul tema scuola-famiglia-territorio. Folto il pubblico che ha preso parte agli incontri sull’alleanza educativa e patto di corresponsabilità. Agli incontri ha partecipato Sandro Autolitano, in qualità di relatore esperto in problematiche dell’età evolutiva. Nel corso degli incontri, ai quali secondo l’Assessore Sinicropi seguiranno altri nel prossimo futuro con lo specifico scopo di coinvolgere i maggiori responsabili del sistema educativo che fa capo alla nostra comunità, è stata registrato un crescente interesse da parte degli adulti, pronti a mettersi in gioco per essere educati alla genitorialità. La scuola vuole entrare a far parte di questa sinergia tra le parti e per questo intende rivedere il proprio operato, rendendolo sempre più aderente ai bisogni dei giovani e della società di oggi. Nelle prossime settimane sarà interessante conoscere la posizione della Chiesa e del mondo associazionistico nei confronti di questa situazione. Importante sapere che in questo periodo di disaffezione generale, il mondo della scuola si sta muovendo in tal senso per permettere un maggior coinvolgimento di genitori e docenti alla vera realtà circostante.
La Giunta ha avviato la discussione sui rilievi fatti dal Governo sul Piano di rientro del Servizio sanitario regionale
La Giunta regionale si è riunita sotto la presidenza del Governatore Giuseppe Scopelliti per discutere, in particolare, una serie di provvedimenti legati al piano di rientro del servizio sanitario regionale.
Su proposta del Presidente Scopelliti, previa istruttoria del Dipartimento “Tutela della salute”, l’Esecutivo – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – ha approvato una serie di delibere finalizzate a superare i rilievi mossi dai tavoli ministeriali in merito allo stato di attuazione del Piano di rientro del servizio sanitario regionale. Per alcune delle proposte fatte dal Dipartimento, il Presidente ha ravvisato, però, l’opportunità, prima del loro esame, di un preventivo confronto con le associazioni di categoria interessate.
Il dibattito sul tema è stato, quindi, aggiornato a successive sedute, anche in relazione agli incontri che il Presidente Scopelliti avrà nei prossimi giorni con i Ministri competenti.
La Giunta ha approvato, inoltre, una proposta di legge su “Definizione del sistema di finanziamento della SUA”.
Su proposta dell’Assessore all’Urbanistica Piero Aiello, la Giunta ha, quindi, approvato un disegno di legge finalizzato alla proroga di sei mesi per la redazione dei Piani di adeguamento degli strumenti urbanistici regionali, da parte dei Comuni calabresi. Questo eviterà a molti comuni il disagio del commissariamento. La proposta passa ora al vaglio del Consiglio regionale.
La Giunta ha, poi, nominato il dottor Francesco Zoccali, Responsabile dell’Apq “In materia e-government e società dell’informazione nella regione Calabria” e dell’Apq “Legalità e sicurezza per lo sviluppo della regione “Antonino Scopelliti” e del II atto integrativo.
L’esecutivo ha, infine, avviato il procedimento di verifica per Vincenzo Domenico Scuteri, Direttore generale dell’Asp di Crotone, ai fini della riconferma o meno nelle relative funzioni. o.m.
Il Nucleo Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, nell’ambito del piano di controllo del territorio predisposto dal Questore Dott. Carmelo Casabona, finalizzato a prevenire i reati c.d. “predatori” hanno operato altri due arresti.
Intorno alle 00.40 circa, la Sala Operativa inviava due equipaggi nella zona di via Mercalli in quanto un cittadino aveva segnalato la presenza di due persone intente ad armeggiare intorno ad uno scooter.
Prima del sopraggiungere delle volanti, i due sospetti scappavano, forse disturbati nella loro azione, verso il Ponte Calopinace, ma grazie alle indicazioni fornite alla Sala Operativa da un cittadino testimone dell’evento, i due malfattori venivano riconosciuti ed immediatamente intercettati da un equipaggio delle “Pantere”. I due individui venivano identificati per i cittadini rumeni ROSCHA Costantin classe 1990 e R. S. minore di anni 16, quest’ultimo con precedenti di polizia per furto. Mentre i due soggetti venivano condotti in Questura per gli accertamenti di rito, un altro equipaggio delle “volanti” acclarava che effettivamente i due rumeni avevano tentato di asportare lo scooter parcheggiato in via Mercalli, il quale presentava il bloccasterzo forzato. Nel corso della perquisizione effettuata a bordo dell’altro scooter utilizzato per la fuga, il personale operante rinveniva e sottoponeva a sequestro un arnese utilizzato per lo scasso. All’esito della attività investigativa, i due rumeni venivano dichiarati in stato di arresto per il reato di tentato furto aggravato e mentre il maggiorenne veniva custodito presso le camere di sicurezza della Questura, il minore veniva accompagnato presso il CPA di via Marsala come disposto dal Sostituto Procuratore di turno presso il Tribunale dei Minori.
La formazione reggina del presidente Armando Paviglianiti ha vinto per la quarta volta lo scudetto tricolore nel Goalball maschile.
Rinnovato, quindi, il successo gia ottenuto lo scorso anno e nelle stagioni 2003-2004 e 2006-2007.
Questa volta i reggini sono stati un autentico schiaccia sassi, facendo l’en-plein con dieci vittorie su dieci gare disputate, ed infliggendo nelle gare di Campionato ben tre “cappotti”, praticamente concludendo anzitempo le gare per manifesta superiorità (10 a 0).
Il titolo di campione d’Italia nel massimo campionato di Goalball Maschile organizzato dal Comitato italiano Paralimpico è arrivato sul campo di Avellino nella seconda giornata di Gare (girone di ritorno), dopo che nella fase di andate erano state poste tutte le premesse con una indiscutibile imbattibilità.
La Reggina Uic, ha superato nell’ordine della classifica finale conclusa con 30 punti , la Dis. Visivi “Omero” Bergamo (24 punti), battuta nettamente per 11 a 5 e per 13 a 7; terza la Nuova Realtà Campana (16 p.), quarta la Colosimo Napoli (13 p.), quinta Teramo NonVed (6 p.), ed ultima la Polisportiva Picena a quota zero.
E’ certamente questo un momento di grande gloria per il sodalizio reggino, che negli anni scorsi ha anche vinto una Coppa Italia di Torball e un Super Coppa nel 2006-2007 e dalle quale manca soltanto un scudetto tricolore nel Torball, nel cui Campionato è arrivato per molte volte secondo.
Punti di forza indiscutibili della squadra sono i tre nazionali azzurri Emanuele Nicolò, Salvatore Parisi ed Antonino Rosace ben affiancati da Domenico Ligato e Giulio Mauro: insieme in questo travolgente Campionato hanno realizzato ben 118 reti subendone soltanto 38. Alla società sono arrivate importanti felicitazioni da parte di tutto il movimento sportivo per disabili della Calabria che la considera la punta di diamante del movimento, unitamente alle congratulazioni dei massimi rappresenti del CONI, della Regione Calabria, della Provincia e del Comune di Reggio Calabria.
Questa mattina é scattata l‘operazione ‘White night’. I carabinieri di Crotone a Isola Capo Rizzuto sono intervenuti nei confronti di nove persone accusate a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Il provvedimento é stato emesso dal gip distrettuale di Catanzaro su richiesta della Direzione distrettuale antimafia in seguito alle indagini del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Crotone. I carabinieri hanno svelato l’esistenza di due organizzazioni, alleate fra di loro, che smerciavano cocaina. All’interno dei gruppi sono stati individuati i rispettivi leader e i loro ‘assistenti’, che avevano varie mansioni quali autista-corriere, procacciatore di clienti, ma comunque quasi tutti accomunati dall’attivita’ di pusher. Lo stupefacente proveniva dal crotonese e dal reggino, e veniva ceduto anche a minorenni. Lo spaccio si svolgeva nei pressi di esercizi pubblici dislocati lungo la fascia ionica calabrese. Durante le perquisizioni sono state rinvenute armi e munizioni. Nel corso dell’operazione sono stati impiegati 80 carabinieri dell’arma territoriale, della Motovedetta classe 800 di Crotone, dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria ed unita’ cinofile del Goc di Vibo Valentia.
L’Assessore Regionale alle Attività Produttive Antonio Caridi, sin dall’insediamento, si è posto come obiettivo quello di dare risposte efficaci a necessità concrete. In questa ottica – informa una nota dell’Ufficio stampa della Giunta – s’inserisce la pubblicazione di un bando che rivolge la sua attenzione alle piccole e medie imprese che intendono dotarsi di sistemi di sicurezza, per fronteggiare il problema dilagante della microcriminalità. “I soggetti beneficiari – ha dichiarato Caridi – sono i più vari, dalle piccole e medie imprese commerciali, come quelle che prestano attività di vendita al dettaglio o quelle di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, le attività di rivendita di generi di monopolio, di prodotti farmaceutici, di distribuzione di carburanti in impianti stradali ed autostradali e di rivendita di stampa quotidiana e periodica. I tipi di intervento – continua Caridi – si basano essenzialmente su sistemi di collegamento in video a colori con istituti di vigilanza e forze dell’ordine e la predisposizione di sistemi elettronici di protezione e blindatura dei locali, antifurto ed antincendio. L’entità dell’aiuto si realizza nella misura del 50% della spesa ammissibile, a seconda delle risorse disponibili, e non oltre un contributo di 5.000 euro per ogni impresa beneficiaria. Con tale misura – conclude l’Assessore alle Attività produttive – s’intende tutelare tutte le imprese dai possibili fatti criminosi che spesso si verificano a danno di molti, ma avendo, allo stesso tempo, anche una funzione di prevenzione passiva, al fine di creare un utile deterrente”
Continuano i disagi dopo la chiusura del tratto autostradale dell’A3 in seguito alla caduta di un pesante masso che si é registrata nella giornata di ieri e che, per fortuna, non ha provocato una tragedia. Tutto il traffico al momento é stato diretto verso le vie cittadine di Scilla, in provincia di Reggio Calabria. L’Anas intanto sta provvedendo alla messa in sicurezza della montagna, si registrano ancora però forti disagi alla circolazione.
di Francesco Iriti
L’ultimo consiglio comunale tenutosi a Melito Porto Salvo ha previsto vari momenti di riflessione che ha visto “scendere in campo” i vari esponenti dell’amministrazione comunale pronti a darsi battaglia soprattutto in merito a vari questioni legale al bilancio. Luigi Marcianò è “sceso in campo” additando vari motivi che, a suo avviso, non sono stati rispettati in merito ai bilanci di previsione oltre a vari aspetti all’interno della vita politica melitese. In particolare il consigliere capogruppo Margherita, nonché coordinatore regionale API (Alleanza per l’Italia) ha evidenziato che “la previsione di spesa 2010 è aumentata rispetto al 2009. I maggiori capitoli di spese riguardano il servizio idrico e quello relativo ai RSU. Non sono stati previsti investimenti nel settore commercio, industria, artigianato e agricoltura”. I problemi di bilancio per Marcianò riguarderebbero anche “l’aliquota Ici che è rimasta inalterata nonostante la presenza della società che gestisce gli incassi dei tributi che avrebbe dovuto incrementare le entrate e quindi permettere una redistribuzione delle risorse in un’ottica di equità fiscale. L’addizionale Irpef, rimasta invariata, non è stata rivista al ribasso. I servizi e le condizioni di migliore qualità della vita sono addirittura peggiorati. Manca un controllo di gestione e un sistema di qualità tale da garantire migliore efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa atta a rendere evidente il tempo impiegato per raggiungere gli obiettivi.
Marcianò sottolinea anche che “la funzione dei servizi sociali, rispetto all’anno precedente, anche se sono stati previsti diversi servizi per giovani, anziani e disabili, ha subito una riduzione delle risorse finanziare complessive che ricadrà sui servizi alle persone e sulla qualità di vita dei soggetti più svantaggiati con l’aggravante che l’APQ non è stato presentato così come promesso”. Nella disamina del consigliere della minoranza non mancano rimandi circa “le assunzioni di personale nei vari settori vitali per il comune che non sono state ancora effettuate con una drastica riduzione delle unità lavorative mentre il personale dipendente è demotivato e privato della formazione necessaria a stare in linea con i tempi e la tecnologia moderna. Inoltre, i funzionari a capo di strutture rigide devono fare i conti con il malcontento del personale che non è incentivato a lavorare per obiettivi e con professionalità”.
Luigi Marcianò passa poi a discutere di alcuni problemi salienti che riguarderebbero la questione del comune melitese quali “la delocalizzazione dei Rom che ancora non è completa così come non è stata effettuata l’assegnazione degli alloggi ATERP per le quali chiedo al presidente del consiglio che sia istituita una commissione d’inchiesta. I parcheggi previsti in prossimità della stazione non sono mai stati realizzati così come le barriere architettoniche esistenti mai abbattute, anzi sempre più evidenti e i marciapiedi sempre più rovinati così come tutta la segnaletica stradale orizzontale e verticale. Le opere pubbliche iniziate e non completate entro i termini previsti nel progetto”.
“L’indebitamento dell’Ente è arrivato con una evoluzione – conclude Marcianò – per ammortamento prestiti a oltre 15 milioni di euro per la quale chiedo che intervenga subito la commissione d’inchiesta”.
L’Amministrazione Comunale di Gioia Tauro punta al recupero della storia del territorio gioiese, da tempo, ormai, trascurata ed a rischio di essere dimenticata.
La richiesta di collaborazione inoltrata alla Sovrintendenza dei Beni Archeologici della Calabria è stata prontamente accolta dalla dott.ssa Iannelli, Direttrice di Zona dell’Ufficio, che, nella mattinata del 10 maggio scorso, è venuta a Gioia Tauro ad incontrare il Sindaco Bellofiore e l’Assessore alla Cultura Della Vedova e gran parte della Giunta, con i quali ha effettuato dei sopralluoghi presso il Palazzo Baldari, il deposito dell’archivio storico in località Piano della Fosse e l’immobile denominato Le Cisterne.
L’Amministrazione Comunale ha scelto la cornice del maestoso Palazzo Baldari, immobile settecentesco di evidente pregio storico ed architettonico, per ospitare una struttura culturalmente polifunzionale che sia adeguata alla nascita di una nuova primavera culturale in città.
Il fascino della location e la bontà del progetto, hanno persuaso la Sovrintendenza ai Beni Culturali, che fornirà al Comune alcuni dei reperti dell’antica Metauros utili all’allestimento di una mostra sul tema delle origini cittadine per l’intera durata del periodo estivo.
La fattiva collaborazione e l’operosità della Sovrintendenza è stata valutata con entusiasmo ed apprezzamento dal Sindaco Bellofiore, che confida sul cospicuo patrimonio di reperti in possesso del settore per puntare alla realizzazione di un vero e proprio museo sull’antica Metauria, idoneo a mantenere saldo il ricordo delle origini e degli usi cittadini, patrimonio della memoria ed apporto imprescindibile alla crescita sociale della città ed all’evoluzione culturale delle future generazioni.
Nella medesima ottica di valorizzazione del passato, l’Amministrazione ha comunicato alla Dott.ssa Iannelli l’intenzione di salvaguardare il patrimonio documentale e librario custodito presso l’attuale deposito provvisorio, in funzione dell’allestimento dell’archivio storico comunale.
E’ soltanto attraverso il recupero della storia della città, del suo passato, che si può innestare nella coscienza collettiva quel senso di appartenenza necessario per fare ritornare in auge le sorti della città.
Si é costituito questa mattina Michele Di Puppo, 46 anni, ritenuto il presunto boss della ‘ndrangheta di Cosenza che era sfuggito all’esecuzione del provvedimento di fermo emesso nei suoi confronti dalla Dda di Catanzaro nell’ambito dell’operazione su un’estorsione ai danni di un imprenditore di Amantea (Cs), Salvatore De Seta. Di Puppo.
Nell‘aprile del 2016, il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha revocato la misura cautelare in carcere nei suoi confronti. Di Puppo, quindi, é ritornato in liberta’.
Fabrizio Arena, di 30 anni, figlio del boss di Isola Capo Rizzuto, è stato arrestato stamattina dai Carabinieri di Crotone. Arena, latitante dall’aprile del 2009, era destinatario di due ordinanze di custodia cautelare, omicidi, tentati omicidi e droga e armi. L’uomo é stato trovato nella frazione Steccato nel corso di un’operazione che ha visto impegnati circa 100 uomini.
“Esprimiamo la nostra soddisfazione per l’esito positivo dei Festeggiamenti in onore di Maria SS. di Porto Salvo che si sono svolti a Melito nei giorni 23, 24 e 25 Aprile”. C’è euforia nella componente laica del comitato festa, composta da Giancarlo Liberati, Memè Minniti, Peppe Muscianisi, Pina Costantino Azzarà, Santina Familiari Romeo, nei tre rappresentanti dei portatori di vara ed altri preziosi collaboratori e collaboratrici per il successo dell’evento tanto atteso che registra da anni nella località melitese.
Perfetto il mix tra le iniziative religiose e quelle legate alla tradizione popolare. Un particolare ringraziamento è andato ai sacerdoti Don Benvenuto Malara, Don Cosimo Latella e Don Gaston Yamb ed al vescovo di Locri-Gerace, Mons. Giuseppe Fiorini Morosini. Un successo reso possibile grazie all’ausilio ed all’aiuto offerto dai tanti sponsor, dall’amministrazione comunale e provinciale, dalle testate giornalistiche che hanno diffuso l’evento e a tutti i cittadini. Non potevano mancare, altresì, le figure dei Portatori di Vara di Pentedattilo, dei Pescatori del Rione Marina e dei “Terrazzani” del Paese Vecchio che con la loro passione e devozione alla Madonna hanno esaltato i valori della fede e delle tradizioni
Con il proprio operato, il Comitato, si è adoperato “per rilanciare lo spirito dell’importante celebrazione sia sotto l’aspetto dei festeggiamenti civili ma soprattutto ha inteso rimarcare l’importanza dell’aspetto religioso e liturgico quale fondamento essenziale legato alla solennità dell’evento che più dell’aspetto tradizionale ed esteriore è rivolto alla riflessione interiore dei fedeli che quest’anno erano particolarmente numerosi”.
Il Comitato è già al lavoro per i Festeggiamenti “estivi” in onore della Madonna di Porto Salvo che, da diversi anni per consuetudine, si svolgono il 14 Agosto, periodo in cui molti emigranti tornano a Melito mentre é in fase di programmazione l’edizione 2011 che sarà ancora più ricca di piacevoli novità e costituirà la base del rilancio della festa sotto il profilo della tradizione e della trasmissione della fede.
I carabinieri della stazione di Melito Porto Salvo intorno alle ore 03:00 intervenivano nei pressi della via Lembo, dove ignoti avevano incendiato l’autovettura Toyota Yaris, di proprietà di D. A. A., impiegato, di anni 57.
Il 1° giugno i centotrentacinque vincitori dei concorsi del Consiglio regionale entreranno in servizio. La comunicazione é arrivata direttamente dal presidente del Consiglio regionale Francesco Talarico, insieme all’intero Ufficio di Presidenza, incontrando una delegazione dei giovani che sono stati protagonisti nei giorni scorsi di un presidio permanente presso Palazzo Campanella.
La delegazione dei vincitori dei concorsi ha preso atto della positiva svolta della vicenda ed ha ringraziato il Presidente e l’Ufficio di Presidenza del Consiglio.
Adesso non rimane altro che il tempo materiale per permettere la sottoscrizione dei contratti di lavoro.
Primo consiglio comunale del Sapone bis. Giovedì mattina alle ore 9.30 si terrà il tanto atteso civico consesso per conoscere le prime mosse dell’amministrazione che guiderà il comune di San Lorenzo nel prossimo quinquennio. Quattro i punti all’ordine del giorno che vedrà il ritorno sugli scranni di Palazzo Rossi della minoranza. Si inizierà con l’esame delle condizioni di eleggibilità e compatibilità del sindaco eletto e dei consiglieri comunali. Il sindaco presterà giuramento. Il secondo punto verterà sulla presa d’atto della nomina dei componenti della giunta comun e del vicesindaco e la presentazione degli indirizzi generali di governo. Il terzo punto riguarderà l’elezione del presidente del consiglio mentre a seguire si provvederà alla nomina dei componenti della commissione elettorale comunale.
C’è grande attesa intorno alle scelte che il sindaco Pasquale Sapone effettuerà nella ripartizione delle varie deleghe assessorili e non solo. Bolle molto in pentola anche perché sono ben sei le cariche ambite dai consiglieri eletti nelle file della maggioranza oltre ai sei posti (4 di maggioranza e due di minoranza) per quanto concerne la composizione della commissione elettorale. Sicuramente Sapone riproporrà la ripartizione di meritocrazia utilizzata durante il primo mandato quando furono nominati assessori coloro che avevano ottenuto più voti nelle rispettive frazioni. Un dato da non sottovalutare che sicuramente prevederà qualche sorpresa e qualche “cambio” rispetto al passato. Infatti, l’ex vice sindaco Giuseppe Floccari è risultato il primo eletto della lista “Ancora Uniti per San Lorenzo” nella frazione di San Pantaleone con Carmelo Domenico Iacopino, ex assessore, che si è piazzato al “secondo” posto. Domenico Pannuti, ex assessore al bilancio, dopo la larga affermazione a San Lorenzo, dovrebbe riottenere la conferma della stessa carica. Interessante saranno le scelte intorno alla figura di Carmelo Upennini che è risultato il consigliere con il maggior numero di voti in assoluto. 134 in totale per l’assessore uscente ai lavori pubblici e personale, di cui ben 70 nella frazione di San Fantino. Per Upennini non è esclusa la carica di vice sindaco anche se molto dipenderà anche dalla “questione” San Pantaleo. Le recenti elezioni comunali hanno rivalutato ulteriormente Santo Spataro, prima presidente del consiglio, che dopo aver ottenuto un exploit con 67 voti a San Lorenzo Marina, si candida a ricoprire un assessorato. Intricata, invece, la situazione a Chorio dove Sandro Natale Alessandro ha avuto la meglio su Antonino Mafrici di un solo voto (68 vs 67). Un nodo da sciogliere che potrebbe portare il primo cittadino laurentino ad optare per una delle due cariche “vacanti”, in direzione di quella del presidente del consiglio. C’è da considerare che rispetto al precedente mandato, bisogna “rimpiazzare” ben due assessorati quali quello ai servizi sociali e pubblica istruzione, prima ricoperto da Leonardo Crea, e quello alle attività produttive, svolto da Lorenzo Cormaci, che è rimasto fuori dalla maggioranza dopo il risultato delle urne.
Scontati, quindi, per una questione di par condicio, i nomi dei consiglieri che comporranno la commissione elettorale: Emilia Cannizzaro, Annunziato Pannuti, Danilo Sebastian Romeo e Caterina Meduri per la maggioranza mentre Giuditta Manglaviti e Antonio Mangiola dovrebbero essere i membri scelti tra le file dell’opposizione.
Armando Berlingieri, 58 anni, é stato arrestato dai carabinieri a Lametia Terme dopo essere stato colto da raptus improvviso che l’ha portato a tentare di uccidere la nipotina di sette anni. Appena sveglio, l’uomo é andato in cucina, ha afferrato un coltello e tentato di scagliarsi contro la bambina con l’intenzione di colpirla al collo. Per fortuna la madre della piccola é riuscita a sottrarla alla furia omicida, ingaggiando con il genitore una colluttazione che le ha provocato tagli alla mano. Le urla hanno richiamato l’attenzione dei vicini che hanno chiamato i carabinieri. I militari hanno immobilizzato l’uomo e arrestato.
Un intervento al servizio del mondo della scuola. Infatti, nel comune di Montebello Jonico saranno presi dei provvedimenti per la messa in sicurezza della scuola elementare. Il plesso interessato da tale intervento sarà quello di Saline Joniche. Nei giorni scorsi è stato approvato il progetto esecutivo per permettere la messa in atto degli interventi previsti che riguardano il piano straordinario di attuazione 2009 in materia di edilizia scolastica. Il presente documento riprende la delibera di giunta regionale dello scorso 25 aprile mirato a salvaguardare l’incolumità degli alunni che popolano le scuole dei vari plessi cittadini. Si tratta di un impegno importante visto che, molte volte, le strutture adibite a luoghi scolastici sono privi delle normali norme di sicurezza o necessitano di piccoli interventi tesi a migliorare la vivibilità degli stessi.
Importante operazione quella compiuta dalla polizia a Reggio Calabria ed in provincia. 63 gli arresti che si stanno eseguendo con l’accusa di far parte di un gruppo dedito al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti. Tra gli arrestati figurano anche persone ritenute vicine a cosche della ‘ndrangheta operanti sia in città che nella zona ionica della provincia. Secondo l’accusa, i componenti del gruppo si rifornivano di droga che poi spacciavano a Reggio Calabria e in altre zone della provincia. Una parte della sostanza finiva anche sulle piazze di Roma e Milano, dove stamani sono stati eseguiti alcuni arresti.
Nel corso delle indagini, coordinate dalla Dda di Reggio Calabria e condotte dalla squadra mobile, sono state sequestrate ingenti quantità di eroina, hascisc e marijuana.
Nelle prossime ore si avranno ulteriori aggiornamenti.
“Solo un mese fa pronosticavo la netta vittoria di Peppe Scopelliti e garantivo ai nostri elettori i riscontri positivi e tutto il consenso che il futuro Presidente avrebbe conseguito in ogni angolo della Calabria. Oggi, seppur dispiaciuto di non poter proseguire in prima linea nell’impegno per la mia gente, sono estremamente felice di riscontrare il suo successo e quanto i calabresi abbiano creduto con lui nella possibilità di un vero cambiamento per questa regione. Ma anche di quanta fiducia sia stata riposta nella visione e nella capacità amministrativa del centrodestra”. Le parole sono dell’ex Consigliere Regionale del PdL, Antonio Pizzini, esponente del tirreno cosentino che non ha trovato conferma nella competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale. “Non sempre i nostri sogni e i nostri progetti possono trovare realizzazione, ma questo non significa che bisogna abbandonare l’impegno o le battaglie politiche. Lavorerò e proseguirò con maggiore vigore per ottenere ancora risultati utili allo sviluppo e al benessere dei miei concittadini. Secondo le volontà del mio partito e dei vertici regionali, perseguirò con infaticabile senso del dovere nella realizzazione di quanto proclamato nel corso della mia campagna elettorale. Ho ricevuto un importante e significativo consenso da tutta la provincia di Cosenza e tutto questo rappresenta per me un’esortazione a mantenere energica e dinamica la mia attività politica. Con responsabilità e riconoscenza per quanti mi hanno preferito, mi attiverò affinché la mia opera possa essere utile al progetto di cambiamento del nostro Presidente Scopelliti, oltre a quanto programmeranno gli Assessori di questa Giunta. A loro e ai Consiglieri Regionali di tutti gli schieramenti rivolgo le mie più vive congratulazioni, nonché un partecipato augurio per un proficuo lavoro e i miei più sentiti e sinceri complimenti per l’attestazione ricevuta. Come calabrese e come cittadino impegnato, con certezza assoluta, affermo che la guida e il destino della nostra regione sono degnamente riposte nelle mani di un giovane e brillante uomo politico. Così come sono sicuro che questo valido gruppo di Consiglieri di centrodestra saprà ben rappresentare le istanze dei tanti territori di questa regione e che, in tempi brevi, sapranno risolvere gli atavici problemi della Calabria. Inoltre, sono decisamente convinto che, anche da Presidente della Regione, Scopelliti saprà proseguire il lavoro di modernizzazione e di efficienza della macchina amministrativa già ben avviato come sindaco di Reggio Calabria. Un lavoro intenso e fruttuoso che vedrà la Calabria finalmente riscattata dal periodo buio e di abbandono del governo Loiero”.
Jean Paul è un ragazzo africano che studia con profitto a Reggio Calabria. Porta con se il ricordo di una delle tante pagine tragiche del secolo passato.
Il secolo delle 2 guerre mondiali e dei tanti genocidi.
Ci viene subito alla mente la persecuzione degli ebrei, ma purtroppo, questa è un’altra storia e ci sconvolge ancor di più sapere che non abbiamo imparato abbastanza, perchè quello di cui andremo a parlare è storia quasi attuale.
Lui è originario del Ruanda, una nazione africana che ha conosciuto la parola GENOCIDIO.
Il Ruanda è un paese dell’Africa Centrale poco sotto L’EQUATORE, confina a Nord con l’Uganda, a Sud con il Burundi, a Ovest con la Repubblica Democratica del Congo e ad Est con la Tanzania. Il Paese, grande di 26.338 km², è conosciuto come il “Paese delle mille colline” per i numerosi rilievi che ne caratterizzano il territorio, abiato da 8 milioni circa di abitanti.
Era esattamente il 7 Aprile 1994 quando cominciò la mattanza.
Le radici del genocidio risalgono al tempo del colonialismo in Africa. Il motto dei colonizzatori “Divide et impera”,cioè “Dividere per meglio comandare”, ha avuto molto successo in Ruanda che poi ha portato al genocidio. In effetti prima del colonialismo i nomi Hutu, Tutsi e Twa esistevano in Ruanda ma con il senso di tutto diverso da quello che ha avuto dal colonialismo in poi. Mentre prima del colonialismo essere Hutu, Tutsi o Twa era un fatto di distinzione tra allevatori( Tutsi), coltivatori( Hutu) e cacciatori( Twa), dal colonialismo in poi la distinzione è diventata divisione. Quando la regione del Ruanda-Burundi fu esplorata e colonizzata dai tedeschi prima (dal 1895 al 1916) e dai belgi poi (dal 1916 al 1962) i rapporti tra i tre gruppi etnici cambiò. Con la colonizzazione tedesca e belga fu’ cosi’ introdotto in Ruanda il concetto di razza, che trova la sua massima espressione razziale nel 1933 quando i belgi inserirono l’etnia sui documenti ufficiali di identità. Da qui iniziano delle divisioni basate sulle etnie, nelle scuole, nel lavoro etc. Questo odio cresceva pian piano e nel 1959 i primi tutsi vengono ammazzati e lasciano in massa il paese.
Sta per avvenire quello che la Madonna di Kibeho aveva detto nel 1981 ” convertitevi e recitate il rosario perchè si vedrà molto sangue nelle strade del Ruanda”. E così avvenne. I ruandesi di etnia Tutsi, che erano stati cacciati dal paese, chiedevano sempre di tornare in Ruanda ma la risposta del governo era la famosa frase del “il Ruanda è pieno come un bicchiere di acqua”, e quindi non avrebbero avuto posto dove abitare. A un certo punto questi al confine con l’Uganda si armano e decidono di tornare nel 1990 iniziando la guerra contro il governo ruandese che non li voleva, fino a quanto il 6 Aprile 1994, accade l’irreparabile. Un attentato fa cadere l’aereo del presidente del Ruanda Juvenal Habyarimana. Erano quasi le ore 20.00 e da lì la radio nazionale e la televisione iniziano a dare degli avvisi terrorizzanti dicendo di non uscire di casa, che i tutsi avevano ammazzato il presidente e quindi i tutsi dovevano morire tutti. Così dal giorno 7 aprile inizia il genocidio.
Un fattore considerato importante per il genocidio è l’intenzione genocida, il desiderio di distruggere la popolazione vittima in quanto tale. Nel caso del Ruanda, si trattava proprio di questo cioè di distruggere tutte le persone dell’etnia Tutsi in quanto tale, ricco o povero, anziano o bambino, uomo o donna, sano o ammalato non aveva l’importanza, bastava essere dell’etnia Tutsi per essere ammazzato subito, e guai a uno dell’etnia Twa o Hutu che andava contro questo idea. Questo è il vero genocidio che ha sperimentato il Ruanda dal 07 aprile al 19 luglio 1994. Il caso più esplicito del genocidio in Ruanda è il marito dell’etnia Hutu che ammazzava la moglie dell’etnia Tutsi e lasciava i suoi figli perché nella cultura ruandese si prende l’etnia del padre e non della madre.
Durante il genocidio in Ruanda, i tutsi sono stati uccisi a colpi di machete e di armi da fuoco, altri sono stati bruciati vivi sia nelle loro case che all’aria aperta, altri sono stati sepolti vivi. Durante la giornata si andava alla caccia di Tutsi anche con i cani come chi caccia un animale selvatico. Chi veniva trovato faceva una vera e propria via crucis andando verso una fossa comune per essere gettato vivo. Molti testimoni dicono che alcuni pagavano affinchè venisserro ammazzati a colpi di pistola ed evitare di essere gettati vivi nelle fosse comuni. Tantissime donne e anche bambine furono violentate, moltissime presero delle malattie sessualmente trasmissibili. Le case, le chiese, i luoghi pubblici come le scuole e altri uffici, sono stati distrutti e bruciati per togliere ogni possibilità ai tutsi di potersi nascondere.
Sapere il motivo per cui i ruandesi sono riusciti oggi a vivere di nuovo insieme rimane un mistero come lo è anche il motivo più profondo per cui si sono ammazzati tra di loro. Spesso quando c’è l’odio sembra che l’amore non è mai esistito, ma per vedere questo amore bisogna guardare con gli occhi del cuore e non con gli occhi della testa. Spesso gli occhi della testa non riescono a distinguere il vero dal falso, anche perché alle volte la differenza tra il vero e il falso è sottile.
Tra le cose belle che il Ruanda ha fatto per riconciliare il paese c’è il Gacaca, che è una forma di giustizia ispirata alla tradizione locale, istituito per gestire le centinaia di migliaia di persone accusate di crimini durante il genocidio.
Tutti i ruandesi in generale si sono resi conto che ormai qualcosa deve cambiare e ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità.
Non è un percorso facile ma non per questo è impossibile. I passi che fa il Ruanda giorno per giorno in tutti i campi, danno una grande speranza. Si cerca di andare avanti a tutti i costi. Una delle tante cose che fanno vedere i passi che sta facendo il Ruanda è che dal novembre del 2009 il Rwanda è diventato ufficialmente il 54° membro del Commonwealth, l’organizzazione che riunisce in maggioranza le ex colonie britanniche. Il Ruanda è il secondo Stato africano dopo il Mozambico ad essere ammesso nel Commonwealth , pur non essendo mai divenuto una colonia britannica. Comunque tutti i Ruandesi, cattolici e non cattolici collaborano a cercare delle risposte sempre più concrete a delle ferite del genocidio che nonostante 16 anni di differenza si fanno sentire nella povertà e solitudine di tanti bambini che hanno perso i genitori e sono rimasti soli senza nessuno, nelle vedove che sono rimaste senza mariti né figli a volte con delle ferite fisiche. Le ferite del genocidio rimangono anche a chi ha ammazzato delle persone e non riesce a cancellare dentro di sé ciò che ha fatto nonostante abbia avuto il perdono da parte dei familiari delle vittime, ma le ferite rimangono anche in tanti ruandesi che hanno i loro cari che hanno partecipato nel genocidio e non vogliono chiedere perdono. Ricordiamoci che è un dolore non solo vedere tuo padre ammazzato senza motivo ma è altrettanto doloroso vedere tuo padre ammazzare una persona senza motivo. Ma oltre tutto, il Ruanda guarda avanti con gli occhi fiduciosi con la speranza di superare tutti i limiti che gli impediscono di andare avanti come vorrebbe.
Grazie a Jean Paul Habimana per la sua testimonianza, perchè queste cose non accadano mai più.
I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Reggio Calabria hanno tratto in arresto sette cittadini indiani con l’accusa di rissa aggravata. L’episodio si é verificato nella notte tra Pasqua e Pasquetta.
Tre le pattuglie intervenute in piazza Sant’Anna, intorno alla mezzanotte, dove sette cittadini indiani continuavano a pestarsi violentemente anche utilizzando vetri di bottiglie rotte. Nemmeno l’arrivo dei militari ha placato gli animi: in due hanno tentato di rifugiarsi nel portone di un condominio vicino ma sono stati raggiunti e bloccati. I restanti hanno continuato a prendersi a calci e pugni venendo tuttavia fermati e bloccati dai carabinieri intervenuti in massa. Solo una persona è ricorsa alle cure del 118, ha riportato ferite e contusioni alla testa. Nella tasca di uno dei giovani indiani i militari hanno rinvenuto e sequestrato un taglierino.
Gli arrestati hanno dichiarato ai militari che avevano in quella sera festeggiato una tipica ricorrenza indiana e avevano bevuto un po.
Gli indiani sono stati arrestati con l’accusa di rissa aggravata.
Un peschereccio é affondato la notte scorsa per cause in corso di accertamento in un tratto di mare antistante la Marina di Catanzaro. Entrambe le persone che erano a bordo sono riuscite a salvarsi. Il proprietario dell’imbarcazione, S.G.. di 62 anni, é stato salvato da due poliziotti che si sono tuffati in acqua raggiungendolo mentre l’altra persona a bordo, di origini tunisine, T.M. di 42 anni, é riuscito a raggiungere la spiaggia a nuoto.
“Raccogliendo l’appello da me rivolto ieri ai dirigenti generali della Regione e degli enti sub-regionali in carica di dimettersi, per facilitare il naturale processo di cambiamento, il direttore generale dell’azienda ospedaliera Pugliese Ciaccio di Catanzaro, Francesco Perri, ha offerto stamani la propria disponibilita’ a recedere dall’incarico conferitogli”. Lo ha detto Giuseppe Scopelliti, neopresidente della Regione Calabria.
”Si tratta di una dichiarazione di volontà concreta e coerente, che ho molto apprezzato – dice Scopelliti – e che dimostra le capacità umane, la sensibilità e la professionalità del dirigente Perri”.
”La riorganizzazione strutturale della Regione – conclude Scopelliti – non può prescindere dall’intera rivistazione del comparto burocratic , settore vitale e propulsivo, che deve diventare lo strumento operativo dell’azione politica di rinnovamento della Regione”.
Nella giornata di ieri il personale del Commissariato di Polizia di Taurianova ha eseguito un provvedimento di carcerazione emesso dal Tribunale di Milano nei confronti di Attilio Berlingeri, classe 1967, residente in Taurianova (RC). L’uomo é ritenuto responsabile di estorsione e rapina in concorso. Dovrà scontare una pena di 3 anni, 10 mesi e 12 giorni.
Il bambino di 17 mesi coinvolto nell’incidente dello scorso 12 marzo sull’A3 tra lo svincolo di Catona e Gallico, è uscito questa mattina dalla terapina intensiva ed è stata sciolta la prognosi riservata.
Il piccolo rimane tuttavia ancora sotto osservazione ma è fuori pericolo.
62.63% il numero dei cittadini che si sono recati alle urne in provincia di Reggio Calabria. Sui 511398 aventi diritto, hanno votato in 320313. La provincia di Reggio Calabria ha ottenuto il “record” rispetto agli altri distretti calabresi.