Palmi, commemorazione App. Condello e del Carabiniere Caruso

Palmi, commemorazione App. Condello e del Carabiniere Caruso

In occasione del Bicentenario della Fondazione, l’Arma dei Carabinieri solennizzerà gli anniversari dei fatti per i quali sono state concesse ai militari dell’Arma le Medaglie d’Oro al Valor Militare, al Valor Civile ed al Valore dell’Arma dei Carabinieri.

In particolare giorno 1 aprile 2014, alle ore 10.30, presso la Concattedrale di Palmi, il Cappellano Militare, Don Vincenzo Ruggiero, celebrerà una Santa Messa in ricordo dell’App. Stefano CONDELLO e del Car. Vincenzo CARUSO, decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Alle ore 11.30 la commemorazione proseguirà presso il cimitero dello stesso centro, ove sarà deposto un mazzo di fiori sul sepolcro dell’App. CONDELLO, con resa d’onori. Contemporaneamente analoghe cerimonie saranno officiate in Sicilia nei luoghi di sepoltura del Car. Vincenzo CARUSO.

L’Appuntato Stefano Condello (nato a Palmi il 12 aprile 1930 e deceduto in Taurianova il 1º aprile 1977) ha prestato servizio presso il nucleo radiomobile del Comando Compagnia Carabinieri di Taurianova.

Nel pomeriggio del 1º aprile 1977 si trovava in servizio di perlustrazione con altri due colleghi nelle campagne di Taurianova, in contrada Razzà; durante il servizio i militari notarono che presso un casolare isolato vi erano delle auto parcheggiate, tra cui quella di un pregiudicato della zona, e decisero di entrarvi, anche in considerazione che in quel periodo erano frequenti i sequestri di persona in Calabria.

Mentre l’Appuntato Condello e il Carabiniere Vincenzo Caruso si stavano avvicinando al casolare, dallo stesso partirono diversi colpi d’arma da fuoco che scatenarono un violento conflitto tra i militari e i malviventi.
Il mortale scontro portò al decesso dei due Carabinieri e dei due ‘ndranghetisti Rocco e Vincenzo Avignone, della ‘ndrina Avignone di Taurianova, mentre il terzo carabiniere, Pasquale Giacoppo, rimase illeso.

Da questo evento, tristemente noto come “la strage di Razzà“, dalla località in cui si trovava il casolare, partirono immediatamente le indagini che accertarono che nella cascina si stava svolgendo una riunione mafiosa per discutere di traffici illeciti e della spartizione di appalti pubblici. Lo sviluppo investigativo portò ad individuare 9 degli 11 partecipanti alla riunione (tanti erano i piatti sulla tavola imbandita) e a varie condanne comminate al termine del processo in corte d’assise a Palmi, il 21 luglio 1981, per oltre 200 anni di carcere.

L’Appuntato CONDELLO è stato insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” con la seguente motivazione:

«Capo equipaggio di autoradio, notate alcune autovetture — di cui una appartenente a pericoloso pregiudicato — che sostavano nelle adiacenze di casolare isolato, dopo aver lasciato all’esterno un dipendente carabiniere, vi si introduceva senza esitazione e, affrontato da due malviventi, ingaggiava violenta colluttazione, riuscendo a disarmarli delle pistole che impugnavano. Raggiunto da colpi di fucile da caccia da parte di altri malfattori sopraggiunti, sosteneva, con l’arma in dotazione, cruento scontro a fuoco ferendo gravemente uno degli aggressori.

Benché colpito in parti vitali, non desisteva dal suo fermissimo, eroico comportamento, fino a quando, stremato, si accasciava al suolo ove veniva barbaramente finito. Esempio luminoso di attaccamento al dovere spinto fino all’estremo sacrificio.» in Razzà di Taurianova (Reggio Calabria), 1º aprile 1977.

Anche il Car. Vincenzo CARUSO è stato insignito di Medaglia d’Oro al Valor Militare “alla memoria” con la seguente motivazione:

«Componente dell’equipaggio di autoradio, lasciato di vigilanza all’esterno di casolare isolato nel quale si era introdotto per controllo un graduato capo servizio, interveniva subito per dare man forte al superiore, fatto segno a numerosi colpi di arma da fuoco da parte di pregiudicati, ingaggiando con essi, con coraggio e consapevole ardimento, un cruento scontro a fuoco. Benché gravemente ferito, persisteva nell’azione uccidendo due malfattori fino a quando, privo di forze, si accasciava, stremato, al suolo, dove veniva barbaramente finito.» in Razzà di Taurianova (Reggio Calabria), 1º aprile 1977.

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