Il cnr studia canyon e dune sottomesse tra Capo Vaticano e lo Stretto

Questo post é stato letto 300 volte!

Una spedizione scientifica condotta dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) sta indagando le affascinanti e poco conosciute strutture sottomarine presenti tra Capo Vaticano e lo Stretto di Messina. L’obiettivo è studiare i canyon e le dune sottomesse, veri e propri paesaggi marini invisibili, che si estendono per centinaia di metri di profondità. Questa ricerca è fondamentale per comprendere dinamiche geologiche e ambientali di grande rilevanza per il territorio calabrese.

La spedizione Gaia blu e il sistema source-to-sink

La nave Gaia Blu del Cnr è attualmente in missione per esplorare questa zona, definita dagli scienziati un “sistema source-to-sink”. In pratica, i canyon e i canali sottomarini sono direttamente collegati ai fiumi della costa calabrese. Questi fiumi riversano in mare i sedimenti provenienti dalla terraferma, che poi si depositano a grandi profondità. Inoltre, le forti correnti dello Stretto di Messina contribuiscono a modellare estesi campi di dune sottomarine, simili a quelle desertiche ma immerse.

Obiettivi e metodologie della campagna s2s Calabria

La campagna, denominata S2S Calabria, ha diversi scopi primari. Innanzitutto, si propone di analizzare il movimento dei sedimenti dal litorale fino al fondale marino. In secondo luogo, intende definire la frequenza e le caratteristiche delle frane sottomarine. Infine, valuterà il ruolo di questi fenomeni nel trasporto e nell’accumulo di microplastiche verso i fondali profondi, una problematica ambientale di crescente preoccupazione.

Per raggiungere questi obiettivi, i ricercatori utilizzeranno diverse tecniche avanzate. Il sonar multibeam permetterà di creare una mappa dettagliata del fondale, che verrà confrontata con dati precedenti per osservare le variazioni nel tempo. Saranno effettuati profili sismici per studiare gli strati di sedimento sotto il fondale, mentre campionamenti diretti serviranno per analizzare i sedimenti e la microfauna presente. Non mancheranno misure oceanografiche per definire le dinamiche delle correnti di fondo.

Implicazioni per i cambiamenti climatici e i georischi

Questa campagna rientra nel più ampio progetto TERRAMAR2024 dell’Università Sapienza di Roma. Il progetto mira a studiare come i sistemi tra fiumi e canyon sottomarini abbiano reagito ai cambiamenti climatici a partire dall’ultima fase glaciale, circa ventimila anni fa. I dati raccolti non solo approfondiranno la conoscenza sul trasporto dei sedimenti, ma saranno cruciali per affrontare temi di rilevanza sociale. Tra questi, la risposta del sistema fiume-mare ai cambiamenti climatici, i georischi marini e l’inquinamento da rifiuti.

Il gruppo di ricerca è coordinato da Martina Pierdomenico del Cnr e da Daniele Casalbore del Dipartimento di Scienze della Terra della Sapienza. A bordo della nave Gaia Blu sono presenti anche ricercatori dell’Ispra e dell’Università di Palermo, dottorandi e post-doc, oltre a una studentessa universitaria selezionata tramite il bando Gaia Blu Ocean Generation Academy, che partecipa attivamente alle attività scientifiche. Questo impegno congiunto sottolinea l’importanza di un approccio multidisciplinare per la salvaguardia del nostro ambiente marino. Come abbiamo riportato, la nazionale di pallavolo al Palacalafiore ha animato Reggio Calabria, dimostrando l’importanza di eventi che valorizzano il territorio.

Questo post é stato letto 300 volte!

Author: Claudia