DL Sanità, il CSI chiede al governo di “spendere bene” per gli sportivi

DL Sanità, il CSI chiede al governo di “spendere bene” per gli sportivi

Paolo Cicciù Presidente Provinciale e Consigliere Nazionale Csi

Paolo Cicciù Presidente Provinciale e Consigliere Nazionale Csi

Defibrillatori, c’è l’ok del Consiglio dei Ministri; nel nuovo Decreto Legge 158/2012 , meglio noto come “Dl Sanità”, infatti il Governo ha varato una normativa (che dovrà passare ancora le forche caudine delle Camere) che prevede « defibrillatori in tutte le strutture sportive in cui ci siano competizioni agonistiche, semiagonistiche e dilettanti e nuove forme di certificazione dell’idoneità per chiunque pratichi sport ».

Nel mero mondo delle idee, un grande salto in avanti: noi del Centro Sportivo Italiano, in primis nella persona del presidente nazionale Massimo Achini, chiediamo di passare dalle illuminazioni ai fatti. Infatti, come è ben noto la traduzione in oneri pare debba ricadere sulle spalle delle famiglie dei giovani atleti o su quelle delle società sportive, che in questo tempo di crisi si trovano a fare i conti con la coperta troppo corta.

Il CSI non ha dubbi con chi schierarsi: dalla parte degli sportivi, costi quel che costi. Una scelta di campo – quella del CSI – che ha nella quotidianità un’applicazione pratica nelle relazioni, negli spogliatoi dei campi di gioco, nelle sedi delle associazioni, delle parrocchie, delle società sportive che sposano il Centro Sportivo Italiano e la sua vision. Un’azione che deve essere anche di monito verso chi ci amministra: il vero manifesto da far sottoscrivere agli sportivi è il diritto/dovere alla prevenzione. « Le vere riforme – sottolinea Massimo Achini, presidente nazionale del CSI –  non fanno solo spendere meno, ma anche spendere meglio. Per questo chiediamo di sapere se si prevedono investimenti a copertura di queste novità ». Un diritto/dovere, come sancisce la nostra costituzione, deve essere garantito o quantomeno reso possibile alle tasche di tutti: il punto cruciale è proprio qui, di concerto con la presidenza nazionale, il comitato di Reggio Calabria, che – come l’opinione pubblica e i mass media ricorderanno bene – sono anni che si contraddistingue per ricercare una soluzione ad hoc per la tutela della salute dell’atleta affiliato al CSI, lancia la sua proposta.


« Stiamo lavorando – afferma Paolo Cicciù, presidente provinciale del CSI e coordinatore nazionale del campionato Oratorio Cup – per predisporre in ogni campo da gioco del nostro comitato un “punto blu CSI”, dotato di defibrillatore e di personale qualificato ad utilizzarlo in caso di necessità. Stiamo operando in cooperazione con La Feluca Srl per rendere tutto questo vicino alle possibilità economiche di ciascuna associazione, parrocchia o società sportiva a noi affiliata al fine di potersi dotare di questa strumentazione necessaria per la tutela degli sportivi cha andranno a compiere attività motoria presso quella struttura”.

Oggi lo sport di base svolge un ruolo straordinariamente importante in termini di tutela della salute di molti milioni di cittadini, e si possono certamente fare altri grandi passi avanti. Va però ricordato che attualmente il 55% del budget dello sport di base pesa sulle spalle delle famiglie, a fronte del 19% fornito da Stato e Amministrazioni locali. Per di più, queste percentuali non tengono conto dei tagli ai contributi allo sport resisi necessari per la crisi finanziaria in atto. « La situazione è delicata – conclude Cicciù – ma noi del CSI siamo abituati a cogliere sempre un germe di speranza attiva:  nel programma del Festival dello Sport Educativo che si terrà in ottobre a Reggio Calabria, ci siamo già attivati per progettare e realizzare un incontro dedicato esclusivamente al tema della tutela dello Sport e, in tale sede, verrà presentato nei dettagli anche il progetto “punto blu CSI”, una risorsa per tutti ».

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