Reggio Calabria, la replica del PdCI all’offensiva di Rifondazione Comunista

Reggio Calabria, la replica del PdCI all’offensiva di Rifondazione Comunista

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L’offensiva e astratta replica del ristrettissimo vertice di Rifondazione ci obbliga a ritornare sull’argomento, ma non per portare all’infinito la polemica che certamente nuoce a tutti e spiace a tanti progressisti e democratici che vogliono, come noi, una Sinistra unita, forte e non litigiosa.

Sia chiaro: non metteremo punto e a capo fino a quando non sarà definita e chiarita la questione, per nulla pecuniaria, del vergognoso mancato rispetto di patti ed accordi, da parte del PRC, stipulati in merito alla gestione delle risorse economiche e della composizione della struttura del gruppo regionale. Si tratta di punti precisi sui quali i vertici del PRC svicolano e non rispondono, tentando, al contrario, di sollevare inutili e inconsistenti polveroni. Un atteggiamento che attesta e rende lampante il mancato rispetto dei patti.

Pertanto, torniamo a domandare.

È vero o è falso che il consigliere regionale De Gaetano non ha mai sentito il dovere politico di aprire una discussione sulla strategia di contrasto ed opposizione da attuare nel Consiglio regionale contro la giunta Scopelliti che, già in questi pochi mesi, sta dimostrando la sua pericolosità ?

Temiamo, visti i silenzi e le azioni inesistenti di questi mesi, che De Gaetano abbia scelto, alla faccia dei lavoratori e dei meno abbienti, di tacere e di non disturbare Scopelliti e la destra calabrese.

È vero o è falso che il Segretario nazionale di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero ha letteralmente definito “indecente” il comportamento del consigliere regionale, nonché Segretario regionale del partito, Nino De Gaetano in merito al comportamento avuto con il PdCI ?

È vero o falso che non vi è nessuna presenza del PdCI nelle strutture consiliari e del gruppo regionale della sedicente Federazione della Sinistra ?

È vero o è falso che il Consiglio Nazionale della Federazione della Sinistra ha rivolto a tutti i comitati e gruppi consiliari regionali, quindi anche a quelli calabresi, l’invito a ripartire le risorse spettanti ai due partiti, PdCI e PRC, protagonisti del raggiungimento del quorum? E se vero è, come vero è, come spiega Rifondazione la palese inosservanza di codesto invito? Dobbiamo dedurre che la volontà negativa del consigliere De Gaetano sta al di sopra della volontà dei segretari nazionali del PRC e del PdCI ? Dobbiamo ritenere, in più, che, come in tutti i partiti fasulli, i gruppi consiliari o gli eletti contano più del Partito e dei suoi organismi dirigenti? Dobbiamo pensare che il consigliere eletto considera il patrimonio di voti e di risorse della FdS come una cosa propria, privata e personale?

Questo è successo. I tentativi di sviare i termini della questione e di non rispondere si commentano da soli.

In Calabria le ingenti risorse, che da maggio in poi sono arrivate al gruppo regionale della Federazione della Sinistra, che non può essere soggettivamente ridotto al monogruppo consiliare del PRC, non sono state assegnate agli organismi regionali dei due partiti, ma sono state trattenute e gestite unilateralmente dal consigliere De Gaetano.

Domandiamo: è questo un atteggiamento corretto e leale ? O non è, come in effetti è, un’appropriazione indebita, cioè una sconcezza sul piano politico e morale ?

Queste erano le nostre semplicissime ed elementari domande alle quali, però, la segreteria reggina del Prc ha replicato di non avere ruolo a rispondere.

E allora a che titolo parlano? A nome di chi replicano?

Ripetiamo: i fatti sono banalissimi e su questi si deve rispondere. Non si può rivoltare la frittata, tentando la scorciatoia della risibile accusa che la nostra richiesta d’osservanza del patto nazionale non è che una misera volontà di “gestione del potere” e di soldi, che, guarda caso, il monogruppo del consigliere Nino De Gaetano intasca mensilmente e gestisce in perfetta solitudine e sicuramente non per devolverli agli orfani dei caduti dell’Afghanistan.

La questione è prettamente politica. È la questione di come si guarda alla costruzione della FdS: o con l’occhio del custode del salvadanaio o con l’occhio ai problemi, enormi, dei lavoratori e dei disoccupati.

Vi è un’evidente scollatura tra le tante compagne e i tanti compagni di base di Rifondazione di varie parti della Calabria, i quali, venuti a conoscenza dei fatti in questione, ci hanno manifestato la loro sincera solidarietà e il loro sdegno per il comportamento di un ristrettissimo gruppo di persone che, evidentemente, non vuole e teme l’unità dei comunisti e la costruzione della Federazione della Sinistra. Gli stessi che contestualmente millantano l’esistenza del gruppo consiliare della FdS: uno sfregio nei confronti di migliaia di militanti ed elettori che hanno permesso, alle recenti elezioni regionali, il superamento, d’un soffio, dello sbarramento.

I Comunisti Italiani non si sono fatti mai domare e, soprattutto, credono e perseguono l’unità dei comunisti, quelli veri. Se il consigliere De Gaetano pensa di domarli attraverso il mancato riconoscimento delle spettanti risorse finanziarie, si sbaglia di grosso. Come si sbaglia nel continuare a pensare che il patrimonio di tutti sia un bottino di parte.

Perciò rimaniamo stupiti quando tutta la nostra posizione sulla mancanza di una politica di opposizione, sulle risorse del gruppo, sulla struttura del gruppo, sul personale del gruppo viene ridotta dal segretario provinciale di Rifondazione ad un “risentimento per aver perso il seggio di consigliere regionale a vantaggio del Prc”.  Noi pensiamo che, invece, il risentimento dovrebbero averlo nei confronti dell’altro consigliere regionale del sedicente gruppo della FdS, Ferdinando Aiello, il quale dopo avere preso i voti dei comunisti in maniera trasformistica ha cambiato partito ed è passato a Sel. Noi saremo anche miopi, come ci rimprovera il segretario del Prc, ma è indubbio che egli è affetto da cecità pilotata.

Inoltre, dovere sopportare, da parte della segreteria del Prc, l’invito ad occuparci di politica è quanto di più osceno si potesse affermare, poiché sono notori il nostro quotidiano impegno e la nostra attività che ci permettono di essere, con orgoglio, uno dei pochi baluardi di denuncia e resistenza civile contro il decadimento morale e civile che attanaglia la società, reggina e calabrese, ostaggio della ’ndrangheta e delle sue pesanti collusioni trasversali con il sistema politico.

Sulla politica e sulla coerenza non abbiamo bisogno di insegnamenti da alcuno. Semmai qualche lezione possiamo accettare da loro, ovviamente se ne sono in grado, sul rispetto dei patti e degli accordi.

Sappiamo che la base, sia del PdCI che del PRC, vuole l’unità, ci ha chiesto insistentemente di fare l’unità e di stare uniti. Noi siamo stati sempre e vi rimarremo su questo terreno. Perseguiremo il progetto unitario. E perciò facciamo appello alle compagne e ai compagni che, giustamente, amano l’unità, ai dirigenti sinceri e ai compagni di base del PRC, affinchè facciano sentire la loro voce per l’unità dei comunisti, quelli veri e senza maschera, e per l’affermazione dell’indispensabile etica e costume comunista.

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