Referendum sottosegretari Calabria: Opposizione all’attacco

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L’ex senatore del M5S Nicola Morra annuncia di aver depositato la richiesta di avvio del referendum sulla legge regionale che, modificando lo Statuto della Calabria, introduce due sottosegretari alla Presidenza della Giunta.

È la prima mossa formale contro una riforma che ha già fatto esplodere la polemica in Consiglio regionale. PD e M5S fanno fronte comune. Il centrodestra tira dritto.

Il referendum sui sottosegretari: cosa prevede la legge

La riforma, prevista dalla legge regionale del 3 marzo 2026, interviene sull’assetto della Giunta portando il numero degli assessori da sette a nove e introducendo la possibilità per il presidente di nominare fino a due sottosegretari con funzioni di supporto e coordinamento.

La richiesta è stata depositata presso il Segretariato generale del Consiglio regionale della Calabria. Il comitato promotore è composto da Nicola Morra, Antonio Piserà, Giovanna Canigiula, Francesco Di Lieto, Paola Levato e Vincenzo Scorza.

La base giuridica è chiara. «Quando si interviene sulle regole fondamentali di una Regione — dichiara Morra — la parola deve tornare ai cittadini. È questo il senso dell’articolo 123 della Costituzione: garantire la democrazia diretta sulle scelte più delicate».

Profili di incostituzionalità: l’accusa di Morra

Morra non si ferma ai costi. Alza il tiro sul piano giuridico. «Colpisce che possibili profili di incostituzionalità non siano stati rilevati neppure nel corso del dibattito in Consiglio regionale, nemmeno dalle opposizioni. Una distrazione grave, che rende ancora più necessario il ricorso al referendum».

Per lui non si tratta di una battaglia ideologica. «Le regole si condividono, non si impongono. E quando emergono dubbi sulla legittimità, è doveroso restituire la parola ai cittadini. Il referendum è uno strumento di garanzia. Rafforza la fiducia nelle istituzioni e restituisce centralità ai calabresi».

PD e M5S uniti: «Un tradimento verso i calabresi»

«Ogni giorno la realtà presenta il conto impietoso ai calabresi — denuncia Vittoria Baldino, vicepresidente M5S — e la risposta del centrodestra è aumentare le poltrone, moltiplicando i costi inutili della politica».

Il PD di Catanzaro spinge nella stessa direzione. La richiesta è quella di aprire un confronto «ampio e trasparente», fino alla possibilità di un pronunciamento popolare, affinché «sia la comunità calabrese a esprimersi sulle reali priorità della Regione».

Secondo i dem, la riforma è «una scelta funzionale esclusivamente a ridefinire gli equilibri politici della maggioranza, distogliendo ingenti risorse e attenzione dalle vere emergenze della Calabria, a partire da sanità e istruzione».

L’iter referendario è avviato. La parola passa ora agli uffici competenti. Poi, eventualmente, ai calabresi.

 

 

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Author: Consuelo