Questo post é stato letto 1510 volte!
Domani Brancaleone non va semplicemente al voto per rinnovare il proprio Consiglio comunale; domani Brancaleone è chiamata a guardarsi allo specchio, a riconoscere le proprie ferite e, finalmente, a decidere di curarle.
Per troppo tempo abbiamo guardato a questo comune con l’occhio rassegnato di chi pensa che le cose “sono sempre andate così e mai cambieranno”. Abbiamo visto i giovani valigie alla mano, le saracinesche abbassarsi, la bellezza struggente della nostra terra offuscata da una stanchezza che sa di rinuncia. Ma la rassegnazione è il peggior nemico del futuro, ed è tempo di cacciarla via.
La salute del Comune è nelle nostre mani
Quando entreremo nella cabina elettorale, davanti a quella scheda, non saremo soli. Con noi ci saranno le speranze dei nostri figli, i sacrifici dei nostri anziani, il diritto sacrosanto di vivere in un paese dignitoso, pulito, vivo.
Il voto non è una delega in bianco, né un favore da fare a un amico. È l’unica, vera medicina per la salute del nostro Comune.
Un comune “sano” è un luogo dove l’ordinario diventa straordinario: dove l’acqua scorre regolarmente, dove i servizi funzionano, dove il turismo non è un miraggio estivo ma una certezza, e dove la trasparenza torna a essere la stella polare della macchina amministrativa. Curare Brancaleone significa restituirle il respiro che merita, liberandola dalle tossine dell’apatia.
Il potere invisibile di un piccolo gesto
Spesso ci sentiamo impotenti di fronte ai grandi problemi. Ci chiediamo: “Cosa può cambiare il mio singolo voto?”.
La risposta è: tutto.
Il cambiamento non scende dall’alto come un miracolo; si costruisce un voto alla volta, una coscienza alla volta. Quella matita copiativa che stringeremo tra le dita ha un peso specifico immenso. È lo strumento più democratico, potente e rivoluzionario che possediamo per dire: “Io ci sono, io amo questo posto e pretendo un futuro diverso”.
Votare è un atto d’amore verso la nostra terra.
Votare è un dovere verso chi Brancaleone l’ha costruita con il sudore.
Votare è un diritto per chi vuole restare e non è più disposto a scappare.
L’ora del riscatto
Non lasciamo che siano gli altri a decidere per noi. Non permettiamo all’astensionismo di vincere, perché il silenzio di oggi diventa il rimpianto di domani. Brancaleone ha bisogno di una cura d’urto fatta di competenza, passione, aria fresca e amore viscerale per il territorio.
Domenica e lunedi’, quando chiuderemo la porta della cabina alle nostre spalle, ricordiamoci che la salute di Brancaleone dipendera’ da quel preciso istante.
Questo post é stato letto 1510 volte!

