Cetto La Qualunque alla conquista della Calabria

Cetto La Qualunque alla conquista della Calabria

cetto la qualunque

cetto la qualunque

di Giuseppina Sapone

Al grido trionfale di “Cchiù pilu pi tutti!” parte felicemente la carriera del politico di casa nostra Cetto La Qualunque, personaggio comico e controverso interpretato dall’attore Antonio Albanese. Uscito da poco al cinema, il film nel quale si narra l’ascesa del rampante Cetto, calabrese purosangue, trova uno straordinario vento a favore, certamente casuale ma fortunatissimo, nella cronaca di queste ultime settimane.

Il Rubygate, gli scandali a luci rosse che coinvolgono da tempo il premier e il suo entourage fanno da traino al film di Albanese, che al botteghino supera gli incassi di tutti gli altri film messi in programma.

Questa la trama del film prodotto dalla “Fandango” e diretto da G. Manfredonia: Cetto, imprenditore, torna dopo quattro lunghi anni di assenza al suo paese natio, e trova un candidato sindaco che non gradisce: allora, spinto dai fraterni amici che lo affiancano e lo sostengono senza remore, si propone come primo cittadino. Il suo programma d’intervento sul territorio (la Calabria tirrenica fra Lamezia e Scilla) prevede “pilu” (divertimento facile e legato al sesso) per tutti, cemento al posto dei resti archeologici, villette a schiera rigorosamente non ultimate sui versanti che scendono a picco sul mare e chi più ne ha più ne metta.

Cetto è un personaggio singolare: legatissimo alla sua terra, ignorante come una cucuzza, irrispettoso della dignità altrui, soprattutto femminile, e della legalità, grande estimatore di allegre donnine, è sinceramente convinto della bontà del suo pensiero e a suon di irripetibili espressioni dialettali mette a tacere il suo unico detrattore, l’avversario politico De Santis. Insomma, sembra davvero che nelle intenzioni di Albanese Cetto debba incarnare il politico italiano odierno, affarista, a volte perverso a cui ormai siamo abituati da tempo. Ma, dice Albanese, ridicolizzare certi comportamenti e modelli è ancora un buon modo per riflettere su di essi e capire che quelli che sembrano personaggi vincenti, in realtà sono patetici, pericolosi e ignoranti.

Nonostante la trama un po’ inconsistente e il doppiaggio in una parlata stranamente sicula, alcuni sketch sono ben riusciti, ma quel che più colpisce sono le splendide carrellate finali, panoramiche dello Stretto di Messina tra Punta Faro e Cannitello. A proposito di Stretto, sarà Cetto a costruire il Ponte… e sarà (ovviamente) un ponte “di pilu”…….

Maria Cristina Condello

Maria Cristina Condello ha conseguito la laurea Magistrale in "Informazione, Editoria e Giornalismo" presso L'Università degli Studi Roma Tre. Nel 2015 ha conseguito il Master di Secondo Livello in "Sviluppo Applicazioni Web, Mobile e Social Media". Dal 2016 è Direttore Responsabile della testata giornalistica ntacalabria.it

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