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Barbara Gallavotti, biologa e nota autrice televisiva, ha ricevuto a Cosenza il prestigioso Premio per la Cultura Mediterranea nella sezione Cultura dell’Informazione. Durante l’occasione, ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale, sostenendo che l’intelligenza artificiale non fa paura, ma necessita di regole chiare e collaborazione internazionale per uno sviluppo etico e sicuro. La divulgatrice scientifica ha evidenziato come l’errore umano spesso nasca da informazioni scorrette, un concetto esplorato nel suo libro “Confini invisibili”.
L’importanza della trasparenza nelle emergenze sanitarie
Gallavotti ha sottolineato l’importanza della trasparenza informativa, soprattutto in contesti di emergenza sanitaria. Ha citato il caso della presunta peste polmonare a Irkutsk, in Siberia, dove la scarsa circolazione delle informazioni ha generato allarme e dicerie. Questo episodio, secondo la biologa, evidenzia le debolezze della collaborazione internazionale e l’indebolimento di organizzazioni come l’OMS, incapaci di imporre procedure standardizzate.
Il pericolo della disinformazione e gli errori storici
Nel suo libro “Confini invisibili”, Gallavotti racconta come nella Londra del Seicento, durante la peste, si uccidevano cani e gatti, credendoli portatori del contagio, favorendo così la proliferazione dei topi e delle pulci, veri vettori della malattia. Questo esempio storico serve a monito per gli errori che si rischiano oggi con la cattiva informazione, come nel caso del legame infondato tra vaccini e autismo, che ha portato a morti evitabili per morbillo negli Stati Uniti. La disinformazione può avere conseguenze letali.
La comunicazione del rischio e l’intelligenza artificiale
La pandemia ha rappresentato una grande lezione sulla comunicazione del rischio. Gallavotti ha spiegato che l’opposizione alla scienza spesso non deriva dall’ignoranza, ma dalla paura o dall’influenza del gruppo sociale. Chi divulga la scienza deve essere trasparente, rispettoso e considerare seriamente le motivazioni alla base delle scelte sbagliate.
Affidabilità delle macchine e l’automation bias
Sul fronte dell’intelligenza artificiale, tema centrale del suo libro “Il futuro è già qui”, Gallavotti ha riflettuto sull’affidabilità delle macchine come fonti di informazione scientifica. Ha menzionato programmi come AlphaFold, vincitore del Nobel per la chimica nel 2024, capace di prevedere la struttura tridimensionale delle proteine, un contributo fondamentale per lo sviluppo di nuovi farmaci.
Tuttavia, ha avvertito sul “pregiudizio dell’automazione” (automation bias), la tendenza a fidarsi ciecamente di strumenti potenti, sottolineando la necessità di stabilire dove e come debba intervenire l’essere umano. Per approfondire, si può leggere anche l’articolo sul Premio Cultura Mediterranea al Rendano di Cosenza.
Regole e pace per un futuro con l’ia
La biologa ha concluso ribadendo che l’intelligenza artificiale costringe a ridefinire concetti come intelligenza, creatività e consapevolezza. Per evitare usi impropri, servono regole chiare e una collaborazione internazionale basata sulla fiducia reciproca. La pace, intesa come fiducia nell’altro, è fondamentale non solo per affrontare i cambiamenti climatici e le emergenze sanitarie, ma anche per regolamentare efficacemente lo sviluppo tecnologico.
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