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Erosione costiera a San Lucido, persa oltre il 60%

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La spiaggia di San Lucido, in provincia di Cosenza, ha perso oltre il 60% della sua superficie emersa tra il 1954 e il 2018. Questa significativa riduzione, dovuta principalmente all’erosione costiera, ha un costo stimato di circa 12,5 milioni di euro per il ripascimento. Questi dati emergono dall’applicazione di CoDeC, un innovativo strumento sviluppato da Enea in collaborazione con Ispra e Cnr, sperimentato per la prima volta proprio lungo il litorale tirrenico di San Lucido.

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L’impatto dell’erosione sulla costa di San Lucido

In questo tratto di litorale, l’erosione e la pressione antropica minacciano da decenni gli ecosistemi locali, l’economia turistica e infrastrutture vitali come la ferrovia e la strada litoranea. I risultati dettagliati di questa sperimentazione sono stati pubblicati sulla rivista Land e sono stati resi noti anche dal periodico Eneainform@. La ricerca ha evidenziato come la perdita di spiaggia e il trasporto dei sedimenti siano fenomeni complessi.

Le cause della perdita di spiaggia e la storia del degrado

Attraverso l’analisi di ortofoto e dati satellitari, i ricercatori hanno ricostruito l’evoluzione del tratto costiero, quantificando la riduzione della superficie emersa nell’arco di 64 anni. Il fenomeno è strettamente legato all’urbanizzazione e alle opere di difesa rigida, che hanno alterato il naturale trasporto dei sedimenti. La vulnerabilità dell’area ha radici profonde; infatti, i processi erosivi sono documentati già dalla fine dell’Ottocento.

Questi primi segnali sono stati registrati in concomitanza con la costruzione della linea ferroviaria su strette terrazze costiere, particolarmente esposte al moto ondoso e all’instabilità dei versanti. Nel corso del tempo, si sono registrati danni significativi alle infrastrutture e conseguenze socioeconomiche rilevanti. Tra gli episodi più critici, si ricorda l’evento del 1985, quando la linea ferroviaria venne gravemente compromessa e rimase direttamente esposta all’azione delle mareggiate.

Stime e funzionamento del modello codec

Sulla base dei dati raccolti, il modello CoDeC ha stimato un fabbisogno di circa 540mila metri cubi di sedimenti per il ripascimento della spiaggia, con un costo di circa 12,5 milioni di euro. A questo intervento si aggiungerebbe la manutenzione, che richiederebbe circa 20mila metri cubi di sedimenti ogni anno, per una spesa annua di circa 300mila euro. È importante sottolineare che queste sono valutazioni elaborate attraverso il modello e non rappresentano l’annuncio di un finanziamento o l’avvio imminente di lavori.

Calcolo del degrado costiero: un nuovo strumento

CoDeC, acronimo di Calcolo del Degrado Costiero, è uno strumento avanzato che consente di stimare gli impatti economici e ambientali dell’erosione. Considera l’evoluzione delle spiagge, la presenza di infrastrutture e le dinamiche dei sedimenti. Questo modello permette di calcolare i volumi di sabbia necessari per il ripascimento degli arenili e i costi delle opere di difesa costiera, come i frangiflutti. Inoltre, CoDeC valuta le spese per il ripristino di infrastrutture ed ecosistemi danneggiati da eventi meteorologici estremi o da interventi antropici.

Per approfondimenti sui lavori di ripristino costiero, è possibile leggere anche dell’erosione costiera a Reggio Calabria.

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