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Riace, 5 novembre 2026 – Il commissariamento del Comune di Riace si trasforma in un acceso scontro politico. Il sindaco Mimmo Lucano ha infatti contestato duramente la decisione della Prefettura di Reggio Calabria, definendola un “riace atto politico persecutorio” e annunciando un ricorso al Tar. La sua denuncia mira a evidenziare quello che considera un tentativo di colpire la sua esperienza amministrativa e il modello di governo locale.
La sospensione del Consiglio comunale è stata disposta dalla prefetta Clara Vaccaro. La motivazione ufficiale riguarda la mancata adozione degli atti relativi alla salvaguardia degli equilibri di bilancio 2026. Di conseguenza, la viceprefetta aggiunta Sara Ferri è stata nominata commissaria per la provvisoria amministrazione dell’ente, affiancata dalla subcommissaria Irene Vittoria Calabrò, in attesa della procedura di scioglimento del Consiglio comunale.
La contestazione di Lucano e le accuse alla minoranza
Lucano ha respinto fermamente le motivazioni del provvedimento, sostenendo che gli equilibri di bilancio erano stati preparati. Il sindaco ha inoltre accusato la minoranza consiliare di aver bloccato la nomina del primo dei non eletti della maggioranza, una mossa che avrebbe permesso di ristabilire il plenum del Consiglio. “La sospensione prefettizia del Consiglio comunale di Riace è una misura del tutto illegittima e per la quale ho già presentato ricorso al Tar”, ha dichiarato Lucano.
La ricostruzione del sindaco si contrappone a quella della Prefettura, la quale sostiene che il Comune non avrebbe rispettato il termine del 31 luglio per la verifica degli equilibri finanziari, ignorando anche una successiva diffida. Il commissario ad acta, nominato a settembre, aveva poi rilevato l’impossibilità di attestare il permanere degli equilibri di bilancio a causa della documentazione contabile insufficiente.
Scontro istituzionale e difesa del modello Riace
Lucano ha ampliato la sua contestazione oltre gli aspetti contabili, portando lo scontro sul terreno istituzionale. Ha accusato l’opposizione di aver impedito il ripristino della piena composizione del Consiglio comunale e ha sostenuto che la Prefettura avrebbe dovuto intervenire per superare lo stallo. “Tale comportamento – assolutamente scorretto e ingiustificabile dal punto di vista istituzionale, perché volto a soffocare la volontà popolare – avrebbe dovuto allertare la Prefettura di Reggio Calabria”, ha affermato Lucano.
Per il sindaco, la sospensione del Consiglio comunale rappresenta un atto politico persecutorio, mirato a fermare il modello di governo territoriale di Riace, basato sulla solidarietà e in opposizione alle narrative promosse dalle destre. Come abbiamo già riportato, il comune di Riace è stato commissariato, una decisione che ha generato ampie discussioni. Lucano ha ribadito la sua volontà di non arrendersi, richiamando le battaglie passate e accusando chi, a suo dire, utilizza strumenti amministrativi per ostacolare il suo percorso politico.
“Riace non si arresta”, ha concluso, confermando che la vicenda proseguirà sul piano della giustizia amministrativa.
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