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La città di Cosenza e l’intera Calabria piangono la scomparsa di Enzo Piperno, avvenuta l’11 agosto 2026.
La sua dipartita lascia un profondo vuoto e tanta malinconia in chi ha condiviso le lotte sociali e politiche non solo in Calabria, ma anche nella sinistra rivoluzionaria e antagonista italiana.
In particolare, la sua scomparsa è avvenuta con quella discrezione che ha sempre contraddistinto il suo agire politico e la sua intera esistenza.
La figura di un dirigente rivoluzionario
Enzo Piperno è stato uno dei dirigenti nazionali di primo piano di Lotta Continua.
Fu un protagonista della stagione delle lotte operaie e sociali degli anni Settanta.
Il suo impegno politico iniziò a Torino, tra il 1969 e il 1970, al fianco dei militanti che partecipavano alle manifestazioni davanti alla FIAT Mirafiori.
Successivamente, oltre all’attività in Lotta Continua e nel suo giornale, si dedicò a significative azioni concrete, anche in collaborazione con l’Arci, nell’ambito della solidarietà internazionalista.
Tra queste, spiccano i progetti con Arci Cultura e Sviluppo (Arcs), una ONG impegnata in opere di ricostruzione materiale e pacificazione a Mostar, di cui era responsabile.
L’impegno costante in Calabria
Nonostante le sue esperienze nazionali, Piperno ha continuato a mettere a disposizione la propria intelligenza politica e la sua passione nel corso dei decenni.
In Calabria, dove si è mosso molto negli anni e dove aveva scelto Decollatura come luogo preferito per le sue vacanze grazie a saldi legami politici pregressi, ha rappresentato una presenza importante.
La sua figura si è distinta nei movimenti, nelle battaglie per i diritti e nelle esperienze di partecipazione dal basso.
Il suo impegno in “Terre comuni”, per il recupero degli usi civici, e la sua partecipazione nei movimenti per la difesa del territorio testimoniano una continuità di un’idea politica fondata sulla partecipazione e sulla tutela dei beni comuni.
Radicalità e umanità: il segno di Enzo Piperno
Enzo aveva un modo unico di essere un compagno.
Era discreto, lontano da ogni protagonismo, dai modi garbati e cortesi, capace di ascoltare prima ancora di intervenire.
La sua gentilezza non implicava arrendevolezza: dietro quei modi pacati si celavano convinzioni politiche fortemente radicali.
Una grande intransigenza sui principi e una coerenza che non aveva bisogno di essere esibita erano i suoi tratti distintivi.
Era una radicalità senza arroganza, una fermezza senza aggressività.
Anche nel confronto politico, sapeva conservare rispetto per le persone, senza per questo attenuare la nettezza delle proprie idee.
Questo equilibrio tra rigore e umanità, tra radicalità e tenerezza, rappresentava forse una delle caratteristiche più belle della sua persona.
Un esempio di politica partecipativa
L’aspetto più significativo della sua storia è che Enzo non ha mai considerato la politica come una semplice pratica istituzionale.
Per lui, la politica era uno strumento per dare voce a chi non ne ha, organizzare il conflitto e costruire percorsi collettivi di cambiamento.
Lo ha fatto senza mai perdere quella dimensione umana che troppo spesso la politica finisce per smarrire.
Un compagno che ha attraversato decenni di lotte senza perdere la tenerezza.
Questa tenerezza non era debolezza, ma la forma più autentica della sua umanità e, al contempo, della sua idea di politica.
Come attivista di Rifondazione Comunista della Calabria, si sente il dovere di ricordarlo non solo come una figura importantissima della storia della sinistra radicale italiana. È stato un compagno che ha continuato, fino agli ultimi anni, a interrogarsi sul presente e a partecipare alle battaglie per una società più libera, equa e democratica.
Lo si ricorda ancora seduto in prima fila, nella realtà di movimento di Villaggio Europa, durante un’iniziativa di difesa dell’accoglienza e del diritto alla cittadinanza per tutti.
Ai suoi familiari e ai compagni giunga un forte abbraccio.
Il gruppo storico di Lotta Continua promuoverà un’iniziativa pubblica per ricordarne il ruolo e la personalità.
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