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Decine di pazienti si sono presentati questa mattina davanti al Pronto Soccorso del GOM di Reggio Calabria, dopo la sospensione dei trattamenti nel centro dialisi San Giorgio di Pellaro. Questa situazione, definita una vera e propria emergenza dialisi a Reggio Calabria, è il culmine di criticità che si trascinano ormai da anni, come denunciato da Francesco Puntillo, coordinatore regionale Fintred.
La carenza di posti rene e le difficoltà dei pazienti
“Nel Comune di Reggio Calabria mancano 29 posti rene. Lo denunciamo da dieci anni, ma non si è mai arrivati a una soluzione”, ha spiegato il dottor Puntillo. Il centro San Giorgio, che fino alla scorsa settimana seguiva numerosi pazienti, ha sospeso i trattamenti a causa dell’impossibilità di completare il percorso di accreditamento. Questo perché, secondo Puntillo, manca il riconoscimento regionale del fabbisogno, quantificato proprio in 29 posti rene nell’ASP di Reggio Calabria, concentrati nel capoluogo.
Ai pazienti sono state proposte alternative fuori città, come Melito Porto Salvo, Scilla per la dialisi notturna o persino Taurianova. Tuttavia, molte di queste persone, affette da invalidità e con difficoltà economiche e familiari, non sono in grado di spostarsi. La decisione di presentarsi al GOM è stata quindi una scelta obbligata per chiedere assistenza.
Il ruolo del GOM e l’appello al presidente Occhiuto
Il Grande Ospedale Metropolitano sta svolgendo un ruolo cruciale in queste ore, come sottolineato da Puntillo. “Il GOM ha 27 postazioni per due turni al giorno, tutte sature tra pazienti acuti e numerosi cronici. In questi anni si è sobbarcato un peso che spetterebbe all’ASP”. L’ospedale, comprendendo la delicatezza della situazione, sta cercando di garantire assistenza ai pazienti rimasti senza trattamento.
Al centro della denuncia vi è anche un Decreto del Commissario ad Acta (DCA) che, secondo Fintred, sarebbe stato predisposto già nel 2025 per affrontare il problema del fabbisogno dialitico. “Nel gennaio 2025 abbiamo partecipato a una Commissione di Vigilanza in Consiglio regionale. Il rappresentante del Dipartimento Tutela della Salute dell’epoca, Tommaso Calabrò, si impegnò a produrre un DCA che, secondo quanto ci era stato detto, sarebbe stato approvato”. Tuttavia, il provvedimento è rimasto in sospeso.
Puntillo sostiene che il DCA sia stato predisposto e trasmesso al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, senza però essere firmato. “Quel DCA è rimasto chiuso in un cassetto. Chiediamo al presidente Occhiuto di aprirlo e firmarlo. Mi disse che avrebbe verificato e che avrebbe affrontato il problema.
Da allora non abbiamo avuto risposte”. La richiesta è chiara: ottenere il riconoscimento del fabbisogno per garantire un servizio territoriale stabile ai pazienti cronici. Come abbiamo riportato, la vittoria di Cannizzaro a Reggio Calabria rinforza Occhiuto, il quale potrebbe ora agire con maggiore determinazione.
Disparità nel servizio dialitico regionale
La situazione di Reggio Calabria appare in contrasto con quella di altre città calabresi. “A Catanzaro esistono un centro ospedaliero e uno territoriale. A Cosenza c’è un centro ospedaliero e un nuovo centro territoriale. Non si capisce perché Reggio Calabria debba avere soltanto un centro hub come il GOM”.
L’appello finale è rivolto direttamente al presidente Occhiuto: “Presidente Occhiuto, fallo per i nostri dializzati e per i nostri malati. Firma quel DCA. Reggio Calabria non può essere trattata diversamente dalle altre città”.
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