Castrovillari (CS), dal 31 marzo al 28 aprile mostra dell artista Prantera nel castello Aragonese

Una nuova iniziativa artistico espressiva dell’artista castrovillarese Francesco Pantera
da godere negli ambienti del Castello Aragonese per un itinerario alla scoperta di una
delle devozioni popolari religiose più importanti in Calabria.
“Il 2 giugno 1962 papa Giovanni XXIII proclamò s. Francesco di Paola patrono
principale della Calabria, per cui quest’anno ricorrerà il 50° anniversario della sua
proclamazione.
A distanza di più di 500 anni dalla sua nascita, s. Francesco di Paola è il santo
più amato da tutti i calabresi e da moltissimi cittadini castrovillaresi, uno dei santi
più significativi per la storia e per la devozione popolare della nostra terra, mai
dimenticato.
“E’ per celebrare, così, la sua straordinaria figura che il noto artista castrovillarese,
Franco Pantera- annuncia una locandina creata per questo – ha realizzato un’esclusiva
personale di pittura il cui titolo evocativo è: “I miracoli di San Francesco di Paola nel
regno di Ferdinando d’Aragona.”
La mostra, patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Castrovillari, si svolgerà
dal 31 marzo al 28 Aprile, e sarà esposta nella sala museale del Castello
Aragonese (ogni sabato e domenica), grazie ad un’idea e alla collaborazione
dell’Associazione Culturale Sifeum.
“L’originale esposizione pittorica- precisano gli organizzatori- ha il duplice obiettivo
di attirare il fruitore non solo verso, l’arte ma anche verso la spiritualità, mettendo
in risalto la figura di un eccezionale Santo calabrese, riconosciuto Santo anche in
vita, che ci ha regalato poche e semplici regole per poter vivere la vita in maniera
più dignitosa e più felice. Il messaggio di San Francesco che l’artista Prantera ha
avvertito individualmente, proponendolo alla collettività, attraverso i suoi miracoli,
è- ci viene spiegato – nell’esortazione a non lasciarsi dominare dal male opponendo
un rigore di vita esemplare. Abbiamo assistito nell’ ultimo periodo di vita nel nostro
pianeta- aggiungono ancora – ai “miracoli” della scienza, ma ai miracoli della scienza
non sono, tuttavia, coincisi anche i miracoli dello Spirito, e le nuove invenzioni
tecnologiche, hanno illuso l’umanità di riuscire a vivere precipuamente solo delle
stesse, tralasciando rischiosamente quella che è la funzione reale del nostro obiettivo
di essere umani: la liberazione dalle catene delle debolezze in cui siamo immessi.
Il naturale bisogno del contatto con Dio e, parallelamente, il distanziamento del
contatto con la religiosità ha allontanato l’uomo anche dall’interesse verso l’arte,
canale della creatività umana accompagnato, nel suo massimo splendore, appunto
dalla partecipazione e dall’applicazione delle attività percettive spirituali. La mostra,
vuole essere dunque- precisano gli organizzatori e collaboratori dell’iniziativa- , un
invito umano alla riflessione artistico – spirituale, e considerarsi, altresì, di buon
auspicio per poter recuperare una maggiore condivisione dell’arte e della cultura nel
nostro territorio, al fine di poter riscattare la funzione più sottile e più sublime del
nostro essere.”

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