Emiliano Morrone: il coraggio di restare nei territori montani

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È stato pubblicato di recente il saggio narrativo “Il coraggio di restare” di Emiliano Morrone, un’opera che invita alla riflessione e all’azione sulla fame di futuro che affligge le aree montane italiane.

Questi territori, spesso relegati ai margini del dibattito pubblico e dell’agenda politica nazionale, sono al centro dell’attenzione dello scrittore e giornalista, noto per i suoi studi e le sue proposte legislative volte a contrastare lo spopolamento e a tutelare i diritti delle comunità montane.

La mobilitazione popolare per lo sviluppo montano

Il volume, caratterizzato da una scrittura fluida, ricostruisce una storia poco conosciuta di mobilitazione popolare, restanza e sviluppo territoriale.

L’autore ha espresso l’intento di stimolare una maggiore attenzione da parte dell’opinione pubblica, del governo e del Parlamento sulle esigenze specifiche delle aree montane, che oggi mostrano sofferenze ancora più profonde rispetto alle aree interne.

La vicenda di Cotronei e Pietro Secreti

Il libro narra le lotte operaie degli anni Settanta a Cotronei, nel Crotonese, per l’uso plurimo delle acque dei laghi silani.

Protagonista di questa vicenda è stato Pietro Secreti, allora responsabile Enel delle centrali idroelettriche locali, sindacalista della Cgil ed esponente del Pci.

A seguito di due alluvioni, una delle quali distrusse la centrale elettrica di Timpagrande, si sviluppò un vasto movimento popolare.

Le rivendicazioni degli elettrici si unirono a quelle dei lavoratori della terra, duramente colpiti dalla siccità.

La protesta proseguì con determinazione, alimentata dal desiderio di molti giovani di non emigrare e di non dover più cercare fortuna all’estero.

Questo portò a un piano di investimenti pubblici di 750 miliardi di lire.

Tali fondi furono destinati all’ammodernamento degli impianti, alla ricostruzione in caverna dello stabilimento produttivo di Timpagrande e alla posa delle condotte per irrigare le colture a valle.

Una stagione di crescita e nuove prospettive

Grazie a questi sforzi, Cotronei conobbe una stagione di forte crescita occupazionale ed economica.

Il ruolo di Secreti fu fondamentale, anche quando divenne sindaco, favorendo la realizzazione del Villaggio Palumbo e di altri insediamenti turistici.

Inoltre, contribuì alla nascita di cliniche private e di importanti imprese nei settori dell’edilizia e dell’elettromeccanica.

Questa vicenda, sebbene di dimensione locale, assume un valore più ampio, rappresentando un esempio illuminante di radicamento territoriale, unità popolare e sviluppo dal basso in aree soggette a spopolamento e declino demografico.

Il saggio di Morrone confuta la tesi di una desertificazione economica e sociale inevitabile per le aree montane.

Dimostra invece che un futuro è possibile se le comunità mostrano il coraggio di restare e se la politica crea le condizioni per uno sviluppo coerente con le risorse e la vocazione dei territori.

Critiche alle politiche attuali e proposte per il futuro

Emiliano Morrone sottolinea che l’attuale Piano strategico nazionale per le aree interne rischia di accompagnare molti territori verso un declino progressivo, rinunciando a una vera strategia di rilancio.

Secondo l’autore, è necessario superare questa impostazione con una visione diversa dello sviluppo territoriale.

L’Europa, a suo avviso, non può sacrificare i territori montani sull’altare dell’austerità e del patto di stabilità. È cruciale promuovere investimenti specifici per ripopolare queste aree, fornirle di servizi moderni, inclusa la sanità ospedaliera, e sostenere uno sviluppo endogeno.

Per questo motivo, è indispensabile superare paradigmi inadeguati, differenziare per legge le aree montane e prevedere deroghe mirate alla riorganizzazione dei servizi essenziali.

Inoltre, è fondamentale ripensare le politiche attive del lavoro, sottraendole a derive assistenzialistiche.

La storia delle battaglie di Pietro Secreti e della comunità di Cotronei diventa quindi un pretesto narrativo per rilanciare una questione nazionale.

L’obiettivo è ridurre le disuguaglianze che colpiscono i territori montani, riunire le loro comunità attorno a una riforma organica di carattere fiscale, sanitario e occupazionale.

Di conseguenza, è necessario ripensare l’assetto delle politiche territoriali del Paese, tenendo conto dei divari imposti dalla geografia fisica.

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Author: redazione.web