Emendamenti al decreto Milleproroghe

Emendamenti al decreto Milleproroghe

«Le riforme, affinché possano rivelare gli effetti salvifici, necessitano di misure massificate che possano attutire i colpi del cambiamento che si vuole mettere in atto. Il percorso di riforma delle Province, visto lo stato di attuazione rispetto ai dettami della Legge 56/14, allo stato attuale rischia di essere inficiato. Ad oggi, l’unica disposizione pienamente attuata è stata il cambio alla guida degli organi politici. Le Regioni tardano ad approvare la legge di ridefinizione delle funzioni delle Province. Di conseguenza, le Province continuano esercitare tutte le funzioni fondamentali e quelle trasferite o delegate dalle Regioni stesse, ma il prelievo di 1 miliardo dalle casse delle Province e il taglio del 50% del personale imposti dalla Legge di stabilità rendono impossibile il mantenimento dei servizi essenziali nel momento in cui l’allarme tra il personale continua a salire, innescando una vera e propria emergenza sociale sui territori».

E’ quanto afferma il Deputato del PD Bruno Censore, firmatario di alcuni emendamenti al cosiddetto sul Milleproroghe, che vanno sulla falsariga del confronto aperto tra UPI e Ministero dell’Economia e delle Finanze per mitigare l’impatto dei tagli sull’occupazione e sui servizi essenziali.

«Occorre porre in essere – prosegue Censore – ogni atto necessario per la salvaguardia dei dipendenti attualmente in ruolo nelle Province, assicurando tutele e condizioni certe volte a garantire il totale assorbimento delle posizioni soprannumerarie, per evitare che la riforma renda precario anche il lavoro pubblico. Con la proposta emendativa – spiega il Parlamentare del PD – si punta, tra le altre cose, a prorogare al 31 dicembre 2018 l’applicazione dei requisiti “pre-Fornero” al personale che risulti soprannumerario in seguito alla ridefinizione della dotazione organica. Ciò garantirebbe un alleggerimento delle posizioni lavorative da ricollocare a seguito del riordino delle funzioni previste dalla legge n. 56 del 2014».

Tra gli undici emendamenti definitivi al ddl di conversione in legge del dl n. 192/2014 presentati da Censore presso le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera c’è anche la proposta di inserire le proroghe per le assunzioni previste per amministrazioni dello Stato, agenzie ed enti pubblici all’interno del meccanismo assunzionale disciplinato dalla Legge n. 190/14, laddove prevede che le assunzioni a tempo indeterminato possano avvenire solo successivamente alla ricognizione effettuata dal Dipartimento della Funzione Pubblica, specificando che le autorizzazioni ad assumere contenute nel DPCM del 29 luglio 2014 siano anch’esse subordinate al riassorbimento del personale soprannumerario delle Province.

«Tale proceduracommenta ancora Bruno Censore –  è peraltro coerente con l’ordine del giorno n. 9/2679 bis-B/2 approvato alla Camera dei Deputati in sede di approvazione della Legge di Stabilità 2015 e che impegna il Governo ad assicurare condizioni certe volte a garantire il totale assorbimento delle posizioni soprannumerarie e a monitorare gli effetti della norma anche al fine di evitare che le misure previste non consentano una piena tutela dei lavoratori».

Non solo occupazione, ma anche servizi a rischio. «Per le Province delle regioni ordinarie conclude il Deputato PD Bruno Censore l’esercizio finanziario 2015 inizia con i consistenti tagli previsti dalla Legge di Stabilità senza che si sia ancora proceduto al trasferimento a Regioni e Comuni delle funzioni non fondamentali. E’ evidente, insomma, che se non saranno apportati i correttivi necessari le risorse finanziarie provinciali risulteranno del tutto insufficienti per finanziare l’esercizio integrale delle funzioni».

Su queste basi poggiano gli emendamenti definitivi al ddl di conversione in legge del dl n. 192/2014 presentati da Bruno Censore presso le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Bilancio della Camera e che puntano ad escludere l’applicazione delle sanzioni previste dalle norme vigenti a carico di Province e Città metropolitane che non abbiano rispettato il Patto di stabilità interno per l’anno 2014, a concedere alle Province appartenenti alle regioni ordinarie la possibilità di utilizzare, in deroga a quanto previsto dall’art 193, comma 3 del D.lgs 18 agosto 2000 n. 267, i proventi derivanti da alienazione di beni patrimoniali disponibili e da altre entrate in conto capitale per il finanziamento delle spese correnti.

 

Category Attualità, Calabria

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