Sanità Area Grecanica, una brutta storia che deve far riflettere

Sanità Area Grecanica, una brutta storia che deve far riflettere

Vorrei raccontarvi ahimè una brutta storia, questa volta finita bene. Una mia parente cinquantatreenne del comune montebellese, che soffre di Piastrinopenia Autoimmune, aveva da tempo una gamba gonfia, si era prenotata determinate visite mediche, sollecitata dal suo medico curante, ma le prime date disponibili sono risultate da Ottobre in poi nel pubblico. Premetto che per la sua malattia è esentata dalle spese mediche.

La denuncia arriva da una cittadina del comune di Montebello Jonico che ha voluto raccontare la vicenda accorsa ad una sua parente.

La vicenda

Nel frattempo, le sono comparse delle macchie in alcune parti del corpo, un gonfiore anche al gomito destro e degli arrossamenti vari. 4 giorni fa si è sentita male e l’abbiamo portata in pronto soccorso a Melito Porto Salvo, l’hanno fatta entrare, solo dopo diverso tempo e a seguito di una crisi respiratoria. Nel pronto soccorso di Melit, le hanno fatto alcune analisi, ma non gli enzimi, e l’hanno dimessa con sospetto herpes Zoster dicendole anche che per la sua malattia ematologica non avevano le competenze adeguate per curarla visto che in ospedale mancano il reparto ematologico e il centro emostasi e trombosi. Per cui avrebbe approfondire le cure al Gom di Reggio Calabria.

Il giorno dopo si sono ripresentati i sintomi con l’aggiunta di febbre a 38.5, le macchie si sono scurite, sono aumentati gli arrossamenti e i gonfiori, respirava a fatica e i battiti erano accelerati. Il suo medico curante, sospettando un’embolia polmonare.

Lei ha sollecitato noi parenti affinché chiamassimo l’ambulanza. Alle ore 11 abbiamo chiamato il 118 che ha risposto dopo infiniti tentativi. Alle 13 ci hanno chiamato dicendo che ci avrebbero avvertiti appena partiti da Reggio, ma il tempo passava e nessuna telefonata arrivava, probabilmente per via del cambio turno. Così abbiamo continuato a chiamare noi il 118 senza riuscire a prendere mai la linea, questo per 3 quarti d’ora.

È stato allora che abbiamo deciso di chiamare il 112, che ha subito inoltrato la chiamata al 118, e dopo circa 5 minuti finalmente hanno risposto. Così abbiamo fornito ulteriori informazioni sui sintomi accusati dalla paziente e dopo circa 20 minuti l’ambulanza è arrivata, ovvero alle ore 14.50, con un’équipe attentissima e professionale che subito si è presa cura della stessa.

Una situazione incredibile

Non è possibile però sentirsi dire: “non ci sono abbastanza ambulanze”, e per questo motivo lasciare le vite in balia della sorte o della morte. È una vergogna che in Calabria non c’è nemmeno la possibilità di essere soccorsi, con la giusta celerità che consente di salvare le vite, così non ci resta più nemmeno la speranza. I politici che finora non si sono mossi per cambiare le cose, per garantire servizi primari, il diritto alla salute in primis, non dovrebbero nemmeno avere il coraggio di ricandidarsi, ma piuttosto ammettere il loro totale fallimento.

La Calabria è stata per troppo tempo bistrattata, trascurata e oltraggiata! I cittadini calabresi non sono cittadini di serie B, ma hanno pari dignità degli altri, siamo stanchi di sentirci soli e abbandonati! La paziente si ritrova ricoverata con codice rosso in terapia intensiva con gli enzimi altissimi, per una miocardite, seguita con la giusta cura e attenzione, perché fortunatamente non era sola in casa nel momento in cui ha accusato il malore.

Ma mi chiedoç coloro che vivono una condizione di solitudine sono forse destinati a morire per mancanza di parenti e soccorsi? Per l’incuria generale? Se molte Regioni non sono in grado di gestire la sanità, occorre tornare ad una gestione centrale del Governo, perché tutti i cittadini italiani abbiano pari diritti e dignità!