Maxiprocesso ‘ndrangheta: quasi 100 assoluzioni a Vibo Valentia

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Vibo Valentia ha ospitato la sentenza del maxiprocesso ‘ndrangheta nato dalla fusione delle operazioni antimafia Maestrale, Olimpo e Imperium.

Il Tribunale collegiale ha emesso il verdetto, che ha portato a quasi 100 assoluzioni totali o parziali.

Questo esito giunge a fronte di 183 imputati e 168 richieste di condanna avanzate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, rappresentata dai pubblici ministeri Annamaria Frustaci, Andrea Buzzelli e Irene Crea.

Le assoluzioni più rilevanti nel maxiprocesso

Tra le assoluzioni più significative figurano diversi “colletti bianchi” e professionisti. È stato assolto un ex dirigente dell’ASP di Vibo, già direttore sanitario della clinica Villa Sant’Anna di Catanzaro, originario di Nicotera ma residente a Vibo Valentia.

Per lui l’accusa era di concorso esterno in associazione mafiosa, legata al clan Mancuso, con una richiesta di condanna a 14 anni.

Professionisti e imprenditori scagionati

Anche un noto imprenditore, ex assessore regionale al Lavoro ed ex sindaco di Pizzo, ha ottenuto l’assoluzione, per il quale erano stati chiesti 9 anni di reclusione.

La stessa sorte è toccata a suo fratello, per il quale la richiesta era di 8 anni.

Assoluzione anche per due avvocati del Foro di Vibo, per i quali erano stati chiesti rispettivamente 12 e 6 anni.

Un avvocato di Lamezia Terme è stato assolto con la formula “il fatto non sussiste”, dopo una richiesta di 8 anni e 6 mesi.

Tra le altre assoluzioni, si segnala quella di un ex capo struttura del Dipartimento Turismo e Beni Culturali della Regione Calabria, originario di Scilla, per il quale erano stati chiesti 5 anni.

Ancora un’altra donna di Tropea è stata assolta dopo una richiesta di 16 anni; lei è la moglie di un boss di Tropea.

Infine, un imprenditore ha visto cadere le accuse, nonostante una richiesta di 8 anni.

Le condanne per i capi clan e gli affiliati

Il maxiprocesso ‘ndrangheta ha portato anche a diverse condanne per figure di spicco della criminalità organizzata.

Un boss di Zungri è stato condannato a 12 anni e 7 mesi.

Altro boss, di Limbadi, ha ricevuto una condanna a 13 anni e 4 mesi.

Per un altro uomo di Tropea sono stati inflitti 17 anni, mentre un boss di Cessaniti è stato condannato a 13 anni e 9 mesi.

Pene severe per altri esponenti criminali

Un imprenditore di Briatico è stato condannato a 16 anni e 6 mesi.

Un altro individuo, ritenuto a capo dell’omonimo clan di Briatico, ha ricevuto una condanna a 22 anni.

Un altro uomo, considerato uno dei boss di Mileto, è stato condannato a 21 anni, così come un altro imputato anch’esso di Mileto.

Si è verificata la prescrizione per un’impiegata della Prefettura di Vibo, anch’essa cognata del boss di Tropea.

Questo processo ha delineato un quadro complesso delle dinamiche criminali e legali sul territorio.

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Author: Consuelo