Bagaladi, assegnazione dei buoni lavoro

Bagaladi, assegnazione dei buoni lavoro

L’amministrazione comunale del Comune aspromontano di Bagaladi, ha comunicato il proposito di attivare, quale forma di sostegno al reddito dei soggetti disoccupati e delle famiglie bisognose, l’assegnazione di “voucher lavorativi” a fronte di prestazioni lavorative di tipo occasionale ed accessorio, che si riferisce ad attività lavorative di natura occasionale definite “accessorie”, in quanto non riconducibili ad un contratto di lavoro tipico, subordinato, o autonomo, remunerate attraverso i “buoni lavoro”, che assorbono anche la copertura previdenziale INPS e quella assicurativa INAIL.

E’ bene sottolineare, che gli Enti Locali, hanno la possibilità di erogare sostegni economici sotto forma di “buoni lavoro” (cd voucher) a fronte di prestazioni di lavoro accessorio nell’ambito di determinati settori di interesse dell’ente Locale, come sottolinea la Legge n. 33 del 09-04-2009, che ha esteso l’utilizzo del lavoro occasionale accessorio anche ai committenti pubblici per le attività di cui all’art. 70 del D.lgs n. 276/2003 e la legge n. 92/2012 cd.”Riforma del lavoro Fornero” all’art. 32 ha esteso il concetto di attività lavorativa di natura meramente occasionale alla generalità dei settori produttivi.

In riferimento a questo l’amministrazione comunale può avvalersi delle prestazioni di lavoro accessorio nel rispetto e in conformità della fonte normativa sopra richiamata per le seguenti attività: lavori di giardinaggio, sfalcio delle aree verdi, cigli strade e pulizia degli spazi pubblici; interventi nell’ambito di manifestazioni culturali, sportive, fieristiche o caritatevoli, lavori di emergenza o solidarietà e assistenza e altre attività dedotte nel regolamento e compatibili con la normativa.

I destinatari ai voucher sociali sono coloro che soddisfino determinati requisiti dal carattere economico-sociale: pensionati, titolari di trattamento pensionistico in regime obbligatorio, studenti con meno di 25 anni di età, regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l’Università o istituto scolastico di ogni ordine e grado.

I giovani debbono, comunque, aver compiuto i 16 anni di età e, se minorenni, debbono possedere autorizzazione alla prestazione di lavoro occasionale da parte del genitore o di chi esercita la patria potestà. Possono accedere al lavoro occasionale accessorio per attività rese nell’ambito di qualsiasi settore produttivo il sabato e la domenica di tutti i periodi dell’anno, oltre che nei periodi di vacanza.

Altre tipologie di prestatori comprendono le casalinghe, i disoccupati (titolari di disoccupazione ordinaria o a requisiti ridotti o disoccupazione speciale per agricoltura ed edilizia) e, sperimentalmente, i cassaintegrati e i lavoratori in mobilità.

Secondo le fattispecie previste, possono accedere al lavoro occasionale accessorio anche tutti i cittadini stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale.

E’ da ricordare che per i suddetti soggetti la disposizione prevede che il limite massimo dei compensi derivanti dallo svolgimento di prestazioni di lavoro occasionale accessorio è, per singolo percettore, di complessivi 3.000 euro per anno solare, limite, quindi, diverso e inferiore rispetto a quello di 5.000 euro per anno solare per singolo committente stabilito in via generale ai fini dell’individuazione delle prestazioni occasionali.

Possono svolgere attività di lavoro accessorio in favore dell’Ente solamente i soggetti residenti nel Comune, a prescindere dalla cittadinanza. Per i soggetti extracomunitari è necessario che quest’ultimi siano dotati di regolare permesso di soggiorno.

Nel caso di soggetti in stato di disoccupazione o non occupazione e soggetti percettori di prestazioni integrative a sostegno del reddito, questi dovranno firmare e presentare la domanda d’assegnazione delle mansioni richieste dall’Ente (tramite apposito modulo fornito dagli Uffici dell’Ente), oltre che presentare nella stessa sede la propria dichiarazione ISEE (Indicatore della Situazione Economia Equivalente), il cui indicatore non può in ogni caso superare il valore di 20.000 euro per accedere all’intervento. Si ricorda che gli uffici verificheranno che le attestazioni fornite dai soggetti richiedenti siano veritiere ed effettive.

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