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Vibo Valentia

L’antica arte dei vasai di Gerocarne tra storia e tradizione

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Nel cuore della provincia di Vibo Valentia, il borgo di Gerocarne custodisce un’eredità millenaria: l’arte dei vasai. Questa tradizione, che affonda le radici nella storia dell’uomo e persino nei testi sacri, continua a essere praticata, preservando tecniche e segreti tramandati di generazione in generazione. L’abilità nel modellare l’argilla, infatti, è un mestiere che da sempre unisce utilità e profondo significato simbolico.

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L’arte del vasaio nella storia e nella Bibbia

L’arte del vasaio è un mestiere antico, la cui importanza è stata riconosciuta fin dalla preistoria, quando la lavorazione dell’argilla ha permesso la creazione di oggetti essenziali per la vita quotidiana. Nel corso dei secoli, questa pratica si è affinata, trasformandosi in una vera e propria forma d’arte. L’antica Grecia, ad esempio, vide nella ceramica una delle sue espressioni artigianali più significative, tanto che i manufatti esposti nei musei mondiali offrono preziose informazioni sulla cultura, l’economia e la religione dell’epoca, inclusa la Magna Grecia.

La forza evocativa dell’arte del vasaio è tale da essere richiamata anche in contesti biblici. Nel Libro di Geremia, Dio si rivolge al profeta invitandolo a scendere nella bottega del vasaio per comprendere la sua parola, paragonando la casa di Israele all’argilla nelle mani del maestro. Allo stesso modo, nel Nuovo Testamento, il “campo del vasaio” vicino a Gerusalemme, una zona ricca di argilla e botteghe, diventa scenario di eventi drammatici legati al tradimento di Giuda, trasformandosi metaforicamente in “campo di sangue”.

Questi racconti sottolineano come l’arte del vasaio sia da sempre intrisa di riflessioni profonde sulla creazione e sulla caducità dell’esistenza.

Gerocarne, un centro di produzione longevo

Gerocarne, insieme a Seminara, si distingue come uno dei centri di produzione ceramica più antichi e longevi della Calabria. Già nel 1880, l’archeologo François Lenormant documentava la produzione di “vasi usuali in maiolica” rivestiti di una patina stagnifera bianca e decorati con ornamenti a fuoco di vari colori. Questo piccolo borgo del Vibonese è riuscito a mantenere viva l’arte dei vasai, conservando persino le antiche fornaci a legna.

Fino a pochi decenni fa, i vasai di Gerocarne erano distinti in “janchi” (bianchi) e “russi” (rossi), una classificazione basata sul colore assunto dall’argilla dopo la cottura. Questa distinzione non era solo cromatica, ma definiva anche le tecniche, i segreti e gli oggetti prodotti. I vasai bianchi lavoravano argilla calcarea, grigiastra, per creare cùccume, vasi da dispensa e stoviglie decorate con motivi semplici. I vasai rossi, invece, utilizzavano argilla non calcarea, resistente al fuoco, per realizzare pignate e tegami di varie forme e misure.

La tradizione dei vasai oggi

L’avvento della modernità e l’introduzione di recipienti in vetro e plastica hanno avuto un impatto significativo sull’attività dei vasai. Mentre i vasai bianchi hanno sospeso la loro produzione, i vasai rossi hanno resistito, pur con una linea di prodotti più contenuta rispetto al passato. Ancora oggi, nel centro storico di Gerocarne, sono conservate quattro fornaci, una delle quali è ancora in uso per la cottura dell’argilla. Il processo, lungo e meticoloso, prevede una prima fase a fuoco basso per circa 20 ore, seguita da almeno altre 4 ore a fuoco alto.

L’impegno e la passione dei maestri d’argilla di Gerocarne mantengono viva questa preziosa tradizione. Per approfondire altre iniziative che valorizzano il territorio, è possibile consultare il nuovo corso per le mense scolastiche a Reggio Calabria.

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