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Si è conclusa a Cleto, con la tappa al Castello Angioino di Savuto, la sesta edizione di “Fuori Campo”, il progetto itinerante di promozione cinematografica. L’iniziativa, curata da Rete Cinema Calabria, ha valorizzato il cinema d’autore indipendente calabrese e il ricco patrimonio artistico e architettonico del territorio. L’evento ha offerto quattro giornate di proiezioni, presentazioni di libri e incontri con professionisti del settore.
Il cinema e il tempo ritrovato: un dialogo tra passato e presente
Il tema di questa edizione, “Il Cinema e il Tempo ritrovato”, ha guidato la selezione di opere cinematografiche recenti. Queste pellicole esplorano il rapporto tra radicamento locale e universalità narrativa, raccontando storie e territori con autenticità. Il tempo lento diventa un dispositivo narrativo e politico, capace di restituire profondità a esperienze che la velocità contemporanea tende a rendere invisibili. Le due tappe si sono svolte il 17 e 18 ottobre al Castello di Serragiumenta ad Altomonte, e il 30 e 31 ottobre a Cleto, nel suggestivo Castello Angioino di Savuto.
Qui si sono alternati registi, produttori, attori, scrittori, critici e giornalisti, creando un dialogo costruttivo tra operatori e appassionati della settima arte.
La tappa di Cleto: tra storia e nuove produzioni
La prima giornata a Cleto è iniziata con una visita guidata alla frazione Savuto, dove si trova il Castello Angioino. Questa fortezza medievale, nota come “Il Guardiano del Fiume” per la sua posizione strategica, ha ospitato l’apertura della seconda tappa. Il sindaco di Cleto, Armando Bossio, ha dato il benvenuto, sottolineando l’importanza dell’evento. È stato proiettato il video “L’anima delle pietre” di Francesco Cristiano, che racconta la riscoperta del borgo attraverso immagini e testimonianze locali.
Successivamente, Giuseppe Tagarelli del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha discusso “Il paesaggio, palcoscenico di cultura materiale e immateriale”.
Un momento significativo è stato il “Focus Calabria”, dedicato ai registi emergenti. Sono stati proiettati “Puca” di Sara Scalera, in concorso alla Settimana della Critica della Mostra del Cinema di Venezia 2026, e “E-I-E-I-O” di Noemi Arfuso, premiato come Miglior cortometraggio alla Settimana della Critica – SIC@SIC Mostra del Cinema di Venezia 2026. La critica cinematografica Cecilia Ermini ha animato un dibattito sulla situazione del cinema italiano e sulle nuove produzioni, dialogando con Alessio Pasqua, produttore del film “Gioia mia”.
Pasqua ha raccontato il successo inaspettato del film, interamente autofinanziato, che ha ottenuto importanti riconoscimenti come il premio Miglior opera prima ai Globo d’oro 2026 e due David di Donatello 2026. La giornata si è conclusa con la proiezione di “Gioia mia” (2025), un’opera che esplora lo scontro intergenerazionale tra modernità e passato.
La seconda giornata: esplorazione del borgo e riflessioni sul cinema
La mattina seguente, il pubblico ha visitato il borgo di Cleto e il Castello Normanno di Petramala, godendo di scorci panoramici mozzafiato. La conoscenza del territorio è proseguita con una visita all’azienda agricola Spina, dove è stato illustrato il processo di produzione dell’olio, seguito da una degustazione di piatti tradizionali. Nel pomeriggio, le attività sono riprese al Castello di Savuto con la presentazione del libro “Mario Gallo/Nel nome del Cinema” di Mariarosaria Donato, edito dalla Cineteca della Calabria.
In dialogo con l’autrice, Loredana Ciliberto ha evidenziato il lavoro di ricerca della Cineteca sulle figure di cineasti di origini calabresi.
Il dibattito ha messo in luce il lato umano e professionale di Mario Gallo, regista, sceneggiatore, critico e produttore di grandi nomi del Novecento. Un ospite inatteso è stato Giampaolo Calabrese, direttore della Calabria Film Commission, il cui intervento si è perfettamente inserito nelle tematiche dell’evento. Calabrese ha illustrato il lavoro dell’ente regionale per la crescita del comparto cinematografico calabrese, evidenziando le opportunità create per il territorio.
Cleto stessa è stata uno dei set del film “Il Vangelo di Giuda” di Giulio Base, e alcune scenografie sono ancora custodite nel Castello Angioino di Savuto.
Il futuro del cinema indipendente in Calabria
Il “Focus Calabria” ha continuato con le proiezioni dei cortometraggi “Il pezzo” di Kimberly Scarsella e “Velocità di Fuga” di Andrea Belcastro, entrambi pluripremiati. Cecilia Ermini ha poi conversato con Andrea Belcastro e Fabrizio Nucci, presidente di Open Fields Productions, sul futuro del cinema italiano indipendente. Entrambi hanno sottolineato la necessità di maggiore visibilità per le opere indipendenti in televisione, nelle sale cinematografiche e nei circoli culturali.
Un momento toccante è stato l’intervento di Anna Maria De Luca, attrice di teatro, cinema e televisione, nel cast del film “Il mio posto è qui”. De Luca ha condiviso aneddoti sulle sue esperienze cinematografiche in Calabria, dove la cittadinanza è spesso parte attiva delle produzioni. La seconda tappa si è conclusa con la proiezione del film “Il mio posto è qui” (2024), un esempio riuscito di cinema girato in Calabria, che affronta temi di diversità di genere e omosessualità.
Il bilancio di “Fuori Campo 6” è stato estremamente positivo, confermando la sinergia tra il settore audiovisivo, l’editoria e le amministrazioni locali, con l’obiettivo di una nuova narrazione che unisca la promozione dell’arte cinematografica alla valorizzazione del paesaggio calabrese.
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