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La Cisl Calabria ha espresso preoccupazione per diverse criticità riscontrate nella legge di stabilità, sottolineando la necessità di correzioni e interventi mirati. Il sindacato si impegna a migliorare il testo durante il suo iter parlamentare, evidenziando aspetti che richiedono una maggiore attenzione per tutelare i lavoratori e i pensionati.
Flat tax e pensioni: le disparità evidenziate
La Cisl Calabria legge stabilità con attenzione e rileva una forte disparità di trattamento nella flat tax al 15% per le partite Iva con redditi fino a 100.000 euro. Infatti, i lavoratori dipendenti nella stessa fascia di reddito sono soggetti a un’aliquota del 43%. Inoltre, criticità emergono sul fronte previdenziale, dove il blocco dell’indicizzazione delle pensioni superiori a 2.447 euro lordi rischia di erodere il potere d’acquisto dei pensionati.
Sanità e investimenti necessari
Sul versante sanitario, sebbene il finanziamento raggiunga i 146,3 miliardi di euro, le risorse aggiuntive rischiano di essere assorbite dall’aumento dei costi per il rinnovo dei contratti, l’energia e il prezzo dei farmaci. Questo quadro rende indispensabile un investimento effettivo e adeguato per garantire la qualità dei servizi e il diritto alla salute dei cittadini.
Elementi positivi e richieste strutturali
Nonostante le criticità, la Cisl riconosce alcuni elementi positivi. Tra questi, il taglio dell’Irpef per i redditi fino a 55.000 euro, la conferma della detassazione dei premi di risultato e degli aumenti derivanti dai rinnovi dei contratti nazionali. Si apprezzano anche gli investimenti sulla Zes e gli incentivi alle assunzioni di giovani e donne, oltre alla tassazione agevolata al 15% delle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni.
Tuttavia, queste misure, sebbene importanti, non possono prescindere da interventi strutturali. Di fronte al caro energia e all’inflazione, sono necessarie politiche capaci di tutelare concretamente il potere d’acquisto di lavoratori e pensionati. È fondamentale promuovere filiere produttive in grado di distribuire equamente il valore lungo tutta la catena e introdurre meccanismi che consentano di adeguare i salari all’inflazione reale, specialmente quando i rinnovi contrattuali tardano ad arrivare.
Vertenze specifiche in Calabria
La Cisl Calabria richiama l’attenzione del governo su alcune vertenze specifiche che interessano la regione. In primo luogo, servono provvedimenti concreti per garantire prospettive occupazionali e certezze ai lavoratori precari ex Tis della scuola, i cui contratti sono scaduti lo scorso luglio. Allo stesso modo, i precari del ministero della Cultura rischiano di ritrovarsi senza lavoro alla fine di novembre in assenza di un intervento specifico. Si tratta di circa 600 lavoratori calabresi, le cui professionalità, competenze ed esperienze non possono essere disperse.
Come abbiamo riportato in un precedente articolo, la minoranza in Calabria chiede lo stop al “poltronificio” e maggiore trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche, un tema che si lega alla necessità di investimenti mirati sul lavoro. È possibile approfondire questo aspetto leggendo “La minoranza in Calabria chiede stop al “poltronificio””.
Un’altra priorità riguarda i Tirocinanti di inclusione sociale (Tis), per i quali la Cisl Calabria chiede al governo di incrementare il finanziamento strutturale, attualmente pari a 5 milioni di euro. Questo permetterebbe la definitiva stabilizzazione anche di coloro che sono rimasti esclusi dalle procedure assunzionali in corso. Infine, per una regione che continua a fare i conti con il Piano di rientro sanitario, è indispensabile superare vincoli anacronistici relativi ai tetti di spesa per il personale della sanità.
Infatti, il diritto alla salute si tutela anche attraverso assunzioni, servizi efficienti e personale adeguato.
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