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A Polistena, dall’1 al 12 novembre, l’Auditorium Comunale ospiterà “Immanifesto”, un progetto di spettacolo teatrale che indaga le dinamiche del mondo contemporaneo. L’iniziativa, prodotta da Cromo Collettivo e Fondazione Culturasì, si inserisce nel programma delle residenze di C.Re.A., con il supporto di Dracma. Lo spettacolo prende spunto da un evento significativo del 1977, quando alle porte di Roma un gruppo di giovani occupò trecento ettari di terre abbandonate per contrastare un progetto edilizio.
Questi giovani, pur senza alcuna esperienza agricola, iniziarono a coltivare i campi con il desiderio di plasmare il mondo che immaginavano. Da quell’esperienza nacque la cooperativa Agricoltura Nuova, ancora attiva dopo quarant’anni. “Immanifesto” riflette sugli ideali e le lotte di quell’epoca, confrontandoli con le tendenze della nostra generazione, spesso caratterizzata dalla propensione a rimandare, dubitare e perdersi in un’infinità di possibilità.
Il tema centrale di “Immanifesto” è proprio l’impossibilità di iniziare e di agire. I cinque giovani protagonisti – Eleonora Pace, Arianna Serrao, Chiara Sarcona, Valerio Sprecacè e Andrea Perotti – sono diretti da Tommaso Burbuglini, con la drammaturgia di Rosalinda Conti. Essi interpretano personaggi incapaci di prendere decisioni dopo aver ereditato un campo da coltivare, rimandando continuamente il momento della semina. Questa indecisione simboleggia efficacemente la condizione della nostra generazione.
Cromo Collettivo ha condotto un’approfondita ricerca per la realizzazione del progetto. La compagnia ha raccolto testimonianze dai fondatori di Agricoltura Nuova, intervistando anche i propri genitori e altre persone che hanno vissuto gli ideali di quell’epoca. L’obiettivo era comprendere quanto di quelle idee sia rimasto nel mondo contemporaneo. Inoltre, i giovani artisti hanno trascorso una settimana a stretto contatto con “Sekem”, una vasta comunità agricola nel deserto egiziano, per arricchire le loro ricerche.
I componenti di Cromo Collettivo, una compagnia indipendente under 35 nata in Sabina nel 2020, sottolineano come in un presente dominato dal “tutto e subito” e dall’ossessione della prestazione, la responsabilità verso qualcosa che richiede cura, come un campo o una comunità, possa sembrare un’idea assurda. Essi affermano che nel panorama culturale attuale, anche l’artista è spesso costretto a produrre risposte chiare e commercializzabili, sacrificando i tempi naturali della creatività.
Il progetto intende mettere in crisi questo paradigma, adottando il punto di vista dell’ingenuo, di chi ancora non sa e non ha rinunciato allo stupore, esponendosi al cambiamento anche a costo di smarrirsi. Dopo una fase di ricerca svoltasi a novembre 2025, il lavoro si concentrerà sulla costruzione di una drammaturgia in quadri scenici, esplorando temi come l’incapacità di scegliere, il rinvio e la fuga nel consumo immediato.
Verranno utilizzate improvvisazioni, scrittura collettiva, sperimentazione scenica e integrazione di elementi audiovisivi per creare un racconto in cui la volontà di agire si scontra con la paura del fallimento.
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