Tag: Cultura

  • Reggio Calabria, in distribuzione la rivista di cultura e turismo “Calabria Sconosciuta”

    Reggio Calabria, in distribuzione la rivista di cultura e turismo “Calabria Sconosciuta”

    127_Calabria sconosciuta

    Dall’otto novembre è in distribuzione il n.127 [luglio-settembre 2010] di “Calabria Sconosciuta”, Rivista trimestrale di cultura e turismo fondata nel 1978 da Giuseppe Polimeni. Indipendente come il pensiero del suo fondatore, la rivista, che si sostiene unicamente con la sottoscrizione dei numerosi abbonamenti anche dopo la scomparsa di Giusppe Polimeni, va avanti con lo stesso spirito con cui è nata, grazie ai tanti collaboratori, agli amici e ai familiari che con la loro opera costante la guidano e la divulgano.

    In questo numero segnaliamo, tra gli altri, gli articoli di Angelo Vecchio Ruggeri “La visione della vita in Domenico Antonio Cardone filosofo e educatore”, di Giuseppe Ferraro “Brevi considerazioni su ‘Il Palio dell’Assunta’ di Longobucco: tra gioco e antropologia sociale”, di Francesco Arillotta “Il bergamotto e i suoi misteri, nella Storia di Reggio Calabria” e quello di Franco Zumbo dal titolo “Bernardino Telesio. La ricerca come metodo. Attualità del filosofo cosentino a cinquecento anni dalla morte” scritto in occasione del quinto centenario dalla nascita di una delle più belle personalità della Calabria ed in particolare del suo soggiorno a Seminara.

    CALABRIA SCONOSCIUTA
    rivista trimestrale di cultura e turismo
    via Brancati n. 8
    89123 Reggio Calabria – Italy
    telefax. + 39.0965.21456
    tel. + 39.0965.20871
    sito internet: www.calabriasconosciuta.it
    e-mail: redazione@calabriasconosciuta.it

  • Cultura, il CIS Calabria promuove “Vita e misticismo di Santa Teresa D’Avila”

    Cultura, il CIS Calabria promuove “Vita e misticismo di Santa Teresa D’Avila”

    Chiesa San Giorgio al Corso

    Mercoledì 10 Novembre 2010, alle ore 18.00, presso la Sala San Giorgio al Corso di Reggio Calabria, Il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, per il ciclo di incontri dedicati  alla storia dei Santi, promuove la manifestazione “Vita e misticismo di Santa Teresa D’Avila”.

    Don Antonio Santoro, Sacerdote della Chiesa di San Giorgio al Corso, don Antonino Denisi, Canonico Capitolo Metropolitano Direttore Ufficio Comunicazioni Sociali e il dott. Gabriele Quattrone, neuropsichiatra, affrontano aspetti religiosi, spirituali, culturali e storici di Santa Teresa D’Avila. Coordina l’incontro Loreley Rosita Borruto, presidente del Cis della Calabria.

    Teresa nasce ad Avila (Spagna) nel 1515 ed è la sesta figlia di Alonso De Cepeda e di donna Beatrice Ahumada.  Dopo la morte della madre avvenuta nel 1528, il padre la affida alle monache agostiniane di Avila. A causa di una grave malattia lascia il collegio e si trasferisce a casa dello zio Pedro Sàncez, fratello del padre dove, circondata da affetto e cure, matura l’idea di farsi suora ed entra nel monastero dell’Incarnazione di Avila nel 1536. Una strana malattia la costringe a lasciare il convento. Dopo la morte del padre nel 1543, Teresa viene colpita da altre malattie e rimane immobile per diversi mesi.

    Durante la quaresima del 1554, la vista di una statua dell’”Ecce Homo” la colpisce al punto tale da segnare l’inizio della sua nuova vita spirituale. Il 24 agosto del 1562 fonda ad Avila il primo Carmelo intitolato a San Giuseppe. Nel 1567 fonda un secondo Carmelo a Medina del Campo ed incontra frà Giovanni della Croce. Nonostante molte difficoltà realizzò diciotto monasteri fra Castiglia e Andalusia. Attraverso molte vicissitudini e sofferenze portò a termine la riforma del proprio  Ordine che da Lei prese il nome e diede origine ai Carmelitani scalzi.

    Molti scritti di Santa Teresa D’Avila aiutano a comprendere le esperienze interiori ed il suo misticismo attraverso l’esperienza della sua vita. Le opere più importanti scritte da Santa Teresa sono: “Libro della Vita”, “Il Castello Interiore”, “Cammino di Perfezione”, “La Preghiera come Amicizia a Dio”, “Il Misticismo del Dio Trinità d’amore”.

  • Parentesi

    E’ solo una parentesi
    questa vita che distrugge gli animi,
    aggrappata agli argini di un’infinita eternità.
    E’ solo una parentesi

    chiusa,
    dentro la morte corporale,
    aperta,
    quando un giorno qualcuno
    la reincarnerà.

  • Il CIS della Calabria presenta il romanzo “I cavalieri erranti dell’Aspromonte”

    Il CIS della Calabria presenta il romanzo “I cavalieri erranti dell’Aspromonte”

    Biblioteca De Nava di RC

    Lunedì 8 Novembre 2010, alle ore 16.45, presso la biblioteca comunale villetta “De Nava” di Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria presenta il libro: “I cavalieri erranti dell’Aspromonte” di Pat Porpiglia, Apodiafazzi edizioni.

    La manifestazione fa parte del ciclo di “Incontri con l’autore” che l’Associazione propone allo scopo di divulgare e valorizzare l’arte e la creatività di autori calabresi. Dopo i saluti di Loreley Rosita Borruto, parlerà del libro Maria Festa, critico letterario, scrittrice, giornalista. I momenti musicali saranno a cura del chitarrista Pasquale Occhiuto.

    Il romanzo “I cavalieri erranti dell’Aspromonte” è stato ambientato negli anni 50 e 60 del secolo scorso, anni segnati da un continuo rinnovamento sociale, culturale ed economico. Dal romanzo, i cui protagonisti sono ben delineati, emerge un affresco realistico che rappresenta una società passata e attuale con le difficoltà e le contraddizioni che caratterizzano i paesi del Sud.

    Pasquale Porpiglia, nato a San Roberto (RC), dopo la maturità scientifica, decide di emigrare in Canada dove, presso la Winnipeg University di Winnipeg, consegue il Bachelor of Arts Honour. In Canada ha lavorato alle dipendenze del Ministero di “Manpwer and immgration”.
    Rientrato in Italia nel 1984, dopo essersi laureato in “Lingue e Letterature Straniere” all’Università di Messina è stato, per molti anni, amministratore di San Roberto e attualmente lavora presso l’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria.

  • Maida (CZ), al via la XV edizione del Premio Letterario Internazionale

    Maida (CZ), al via la XV edizione del Premio Letterario Internazionale

    Maida

    Al via la nuova edizione del “Premio letterario internazionale Feudo di Maida”ricca di novità e sempre più attenta al territorio.

    Madrina e conduttrice della serata di premiazione sabato 6 novembre dalle ore 17.30, sarà la scrittrice e conduttrice tv, Catena Fiorello. L’Associazione onlus “La Lanterna”, guidata dal Presidente Stefania Vasta Iuffrida e dal segretario Leo Greto Ciriaco, ha deciso dunque di affidare la serata conclusiva ad un’importante e brava presentatrice come Catena Fiorello, che avrà il compito di coordinare e consegnare i premi ai vincitori delle 5 sezioni, risultati tali dopo una lunga selezione durata mesi  che ha visto oltre 200 opere partecipanti. Nuova anche la sede per la serata della manifestazione, quest’anno si svolgerà nell’accogliente agriturismo “Valle del Pesipe”, immerso in uno splendido paesaggio di campagna ai piedi del centro storico di  Maida (Cz).

    La giuria del Feudo di Maida ha scelto di premiare, ex aequo, nella sezione narrativa Gianrico Carofiglio, con “Le perfezioni provvisorie” edito da Sellerio, e Salvatore Cobuzio,  “Il testamento di Salvatore Siciliano” edito da Fazi; Antonio Vigilante, con il suo “Il Dio di Gandhi. Religione, etica e politica”, Levante editrice, si aggiudica il premio nella sezione Letteratura religiosa; il Premio Giuria “Enzo Iuffrida” va a don Armando Matteo, autore di “La prima generazione incredula. Il difficile rapporto tra i giovani e la fede” edito dalla Rubbettino; il vincitore della sezione Culture è invece Paolo Gomarasca, con il suo  “Meticciato: convivenza o confusione?” della Marcianum Press; infine, il premio sezione Saggistica va a Isaia Sales con “I preti e i mafiosi. Storia dei rapporti tra mafie e chiesa cattolica” edito da Baldini Castoldi Dalai.

    Ma la serata di premiazione del “premio letterario feudo di Maida” non è l’unica iniziativa promossa dall’associazione culturale Lanterna Onlus per la promozione del territorio calabrese nel prossimo fine settimana.

    Gli organizzatori del Premio hanno voluto abbinare al tema della cultura e dei libri, la valorizzazione e la promozione ad un prodotto di eccellenza del nostro territorio come di fatto è l’olio di oliva. Seguendo le indicazioni del “POR Calabria FESR 2007/2013 Linee di intervento 5.2.3.9” venerdì 5 novembre, si svolgerà l’iniziativa dal titolo “Il premio e il territorio. Opere letterarie eccellenti abbinate ad un prodotto di eccellenza: l’olio di oliva”. Durante la serata i vincitori del “Feudo” insieme agli altri ospiti e giornalisti, avranno modo di constatare il colore, il profumo, il sapore dell’olio di oliva, prodotto di principale della piana lametina, in abbinamento a tutti quei piatti, che lo rendono elemento unico e protagonista assoluto della cucina e della dieta mediterranea.

    Ma non finisce qui. Massima attenzione e cura verrà dedicata alle bellezze artistiche e architettoniche del comune di Maida, sede del premio, grazie alla competenza e passione dell’Arch. Lina Torcasio che accompagnerà per le vie del centro storico i prestigiosi ospiti accorsi a Maida per la kermesse culturale.

    Altra curiosità dell’edizione 2010 è la piacevole brochure d’invito, quest’anno interamente dedicata all’Unità d’Italia, con brevi scritti preparati appositamente per quest’occasione da Salvatore Speziale, Michele Brondino, Salvatore Bottari, Daniela Melfa, Luca Platania, Augusto Cavadi, Vincenzo Villella, Ulderico Nisticò e Luigi Mariano Guzzo.

    Il Premio letterario Feudo di Maida migliora ogni anno di più e, giunto alla sua XV edizione, continua a porsi come obiettivo principale quello di promuovere il territorio attraverso la cultura e i libri. Una scelta difficile, ma che sinora si è dimostrata vincente.

    Catena Fiorello scrittrice e conduttrice televisiva italiana nata a Catania, ha collaborato all’elaborazione dei testi per numerosi programmi, come Festivalbar nelle edizioni 1997/1998, Buona Domenica nello stesso periodo e a vari programmi radiofonici. Nel 2006 è autrice e conduttrice di Blog – reazione a catena su Rai 2 e collabora, inoltre, con giornali nazionali. È sorella dello showman Rosario e dell’attore Giuseppe Fiorello. Nel 2009 ha condotto il programma “L’isola del Gusto” su canale Alice (416 di Sky).Come scrittrice ha pubblicato Nati senza Camicia, edito da Baldini Castoldi Dalai editore nel 2003 e Picciridda, edito da Baldini Castoldi Dalai editore, 2006.

  • Il frutto acerbo

    Attirava sguardi persi nel sole,

    sembrava un edera verde arrampicata su muri di pietra,

    incessante il reverbero mi dava luce.

    E sapevo ma non vedevo….

    e pensavo ma non chiedevo.

    Mi inginocchiai quel giorno sui banchi di una chiesa.

    Dissi: “Perdono per cio’ che sono”.

    Un frutto acerbo era il mio amore.

    Era  triste lasciandomi in riva al mare,

    era bello avvolgersi in sogni lambiti da mille poesie.

    Non e’ sempre pronta la pianta che perde il suo frutto…

    un frutto acerbo ho mangiato e ancora non so se e’ quello che mi ha cambiato.

     

  • L’onore

    Di sole inzuppati i sentieri infuocati,

    sommesso l’impeto del cuore ferito.

    Spazio morto tra passaggi di vita e labirinti di

     sogni.

    D’onore e’ il sangue versato per amore…

    D’onore sa  il limbo dove vegliano gli angeli di uomini flagellati.

    Potessi descrivere l’onore….

    Parlerei di un antico dolore che risveglia l’orgoglio che in me.

  • “Terroni” di Pino Aprile

    “Terroni” di Pino Aprile

    Terroni di Pino Aprile

    di Dalila Nesci

    Giorno 31 ottobre, a Bagnara Calabra ennesimo successo per l’iniziativa Librandosinvolo 2010. Ospite dell’associazione “Insieme per riaprire la città”, presso l’Hotel Victoria, è stato Pino Aprile con “Terroni”. Un libro che, alle soglie dei festeggiamenti dell’Unità d’Italia, appare illuminante per chi ancora ricerca la verità storica sul Meridione. Sì, perché il Sud come territorio contrapposto e subalterno al Nord nasce proprio all’indomani dell’Unità d’Italia. Infatti “il Regno delle Due Sicilie, fino al 1861, era uno dei paesi più industrializzati del mondo”. Un’Unità cercata con le armi, creata sulla carta, ma la coesione del popolo italiano non è mai avvenuta.

    “Un capolavoro sinergico tra mafia, massoneria mondiale ed imprenditoria”, così ce la racconta l’Unità d’Italia Pino Aprile. Il giornalista pugliese per 3 ore è riuscito a tenere sempre viva l’attenzione del pubblico. La storia che ci spiega e racconta nel suo libro, è una verità storica che continuano a tenerci nascosta. ”Non vogliono che prendiamo coscienza e memoria di noi stessi. Vogliono che tutto resti così com’è”. Secondo Aprile, dunque, “il gradino tra Nord e Sud è funzionale a questo sistema economico e politico”. Per questo non si deve risolvere la questione meridionale, il sistema ha deciso che i terroni devono rimanere tali. Ma chi l’ha detto? E soprattutto, chi vuole accettare ancora lo status quo e le continue vessazioni che oggi noi meridionali subiamo? Secondo Pino Aprile, non è tutto perduto e i tempi non sono poi così acerbi, ed afferma: «Grazie al mio libro, sto girando l’Italia e conoscendo realtà e i luoghi che nemmeno credevo esistessero. E vi posso dire che ho visto dei giovani che sono pronti, sono avanti, saranno loro a rivoluzionare la situazione attuale».

    Continua Aprile dicendo: «I ragazzi di oggi hanno la capacità di dialogare con tutti, senza problemi. Non lo concepiscono più questo gradino, e non accetteranno che questo sistema li penalizzi ancora. Se questo libro ha avuto così tanta fortuna,significa che io ho solo intercettato un sentimento, una voglia, un’onda che vuole di ripulire l’Italia».
    Ad introdurre il libro è stata la giornalista Roberta Macrì, la quale ha rivolto una serie di domande a Aprile e ha mediato gli interventi con un pubblico molto partecipe.

    La prima riflessione di Aprile si sofferma sul meccanismo psicologico che questa “condizione di minorità indotta” ha generato. Dice: «C’hanno fatto credere che eravamo poveri e arretrati. Questo ha formato il nostro carattere, il nostro modo di camminare, il nostro modo di guardare gli altri e di essere guardati. Noi siamo gli sconfitti». Questo è quello che ci hanno fatto credere e che inevitabilmente ha inciso sulla storia e le generazioni successive. Spiega ancora Aprile che: «L’emigrazione è un dato endemico del Mediterraneo. Ma per millenni l’emigrazione è avvenuta sempre verso casa nostra, tutti arrivavano qui e vi restavano! Questa era l’America del mondo. La gente ha cominciato a fuggire da questa terra solo dopo l’Unità d’Italia, prima nessuno se ne andava da qui». E tutto ciò ha fatto sì che a noi meridionali “sconfitti, vinti” non restasse che la fuga, l’emigrazione verso il Nord. «Le persone che vanno via lasciano dei vuoti. Anch’io ho visto sparire i miei parenti, ho visto chiudere le case e non trovarvi più nessuno dentro».

    Con una metafora Aprile ci fa capire il processo psicologico che ci ha ridotti all’immobilismo: «Se un bambino vede sempre intorno a se degli sconfitti, impara a comportarsi come tale. Pertanto, è stato educato a subire e a sentirsi un vinto. Quel bambino oggi ha 150 anni e si chiama Italia. Un’Italia che non ha mai reagito alle menzogne e ai soprusi. E noi meridionali, abbiamo accettato di essere sudditi».
    Secondo una lucida analisi del giornalista, il risultato di quest’operazione di lobotomia culturale è questo: «Noi in 150 anni siamo stati divisi e ci siamo limitati a condividere le rispettive posizioni e ad accettare il ruolo al quale c’hanno relegato».

    Un’altra via d’uscita, Aprile la rinviene nella globalizzazione: «Il mondo si è aperto all’incrocio delle diversità, questa apertura renderà liberi tutti i popoli. Anche l’Italia deve aprirsi e prendere coscienza di sé, altrimenti non riusciamo a renderci conto che i nostri diritti ce li hanno tolti e stiamo continuando a perderli tutti».
    Interessante la spiegazione della condizione di noi meridionali, attraverso il parallelismo con l’esperimento della prigione di Stanford al quale dei volontari vi hanno partecipato nei ruoli di carcerieri e carcerati. Queste persone potevano, in qualsiasi momento, abbandonare le loro posizioni all’interno di questo carcere simulato e tornare in libertà. Come ci racconta il giornalista: «Ad un certo punto, i carcerieri si erano perfettamente immedesimati nel ruolo. Ciascun carcerato, pure, nonostante la cella fosse aperta, ha deciso di rimanervi perché convinto che fosse lì per aver commesso un reato. Il risultato qual è stato? Che a renderli prigionieri non era quella prigione finta ma loro stessi, la loro volontà». Questo avverrebbe, secondo Pino Aprile, perché nella mente dell’uomo scattano “meccanismi potentissimi”: «Crediamo che ci sia sempre un motivo sconosciuto per cui noi meritiamo la schiavitù. C’hanno abituati a pensare che ci sia una sorta di giustizia salvifica che, dall’alto, risolverà la situazione. Ma non è così. Noi possiamo agire e cambiare le cose, basta volerlo».

    Altro spunto di riflessione, Aprile ce lo ha dato in riferimento al titolo di un capitolo del suo libro: “Il Sud ha le piaghe. Per fortuna”. Il Sud, nel tempo ha collezionato sofferenze, vessazioni, ferite. Dall’idioma cinese, impariamo che la parola “crisi” significa: disastro e opportunità. Partendo da queste considerazioni Aprile afferma che abbiamo l’opportunità di dare corso a nuovi eventi proprio perché abbiamo subito tante ingiustizie e sapremo come migliorare le cose. “Dunque se le piaghe sono delle crepe, degli spazi aperti che si possono riempire, significa che quello che non c’è e che va fatto, è la nostra fortuna! Perché noi, adesso, quello che manca lo realizzeremo meglio di prima!”.
    Un altro regalo che l’Unità d’Italia c’ha fatto è la mafia. “Perché prima del 1861, la mafia così come la conosciamo, non esisteva”. Lo dice Pino Aprile citando le parole di Chinnici, il maestro di Falcone e Borsellino.

    L’Italia dunque è stata unita con la violenza: ci hanno depredato, trucidato, umiliato. E ancora oggi le 1\ingiustizie continuano: nessuna classe dirigente sostanzialmente ha mai voluto distruggerlo quel “gradino” che ci mantiene subalterni. Con un processo di manipolazione storica ci hanno fatto credere che eravamo inferiori ed incapaci di autogovernarci. Invece noi meridionali, eravamo ricchissimi e vivevamo nel posto più bello del mondo: il Mediterraneo. Adesso siamo sparsi, dispersi. Ma esistono dei legami indissolubili con la propria terra di origine che, nemmeno i vaneggiamenti del leghista più convincente potranno recidere. Basta riconoscerlo questo legame e riconoscersi come popolo.
    Conclude così Aprile: «A volte succede che non sei solo, sei il primo ad aprire una crepa. Tu fai quel che  pensi e accada ciò che vuoi».
    Tutti i grandi rivolgimenti sociali avvengono all’improvviso ed in fretta, quando meno ce l’aspettiamo. Noi vogliamo la libertà di scegliere, di essere e questo accadrà.

  • Reggio Calabria, il Museo dello Strumento musicale organizza due corsi sul canto

    Reggio Calabria, il Museo dello Strumento musicale organizza due corsi sul canto

    museo dello strumento musicale

    Il Museo dello Strumento Musicale ha programmato per l’anno 2010/2011 un progetto vocalità basato su due corsi specifici, affidati alla docente Rosalba Lazzarotto: Incanto, corso di canto moderno e jazz e The Gospel Jazz Project, un corso sul canto Gospel.
    Le lezioni si svolgeranno nei locali del Museo, sito al Viale Genoese Zerbi (Pineta ex stazione Lido).

    Il corso di Canto Moderno e Jazz a cura della docente Rosalba Lazzarotto prenderà il via dal 3 Novembre 2010 e avrà termine a Maggio 2011. Le lezioni, della durata di novanta minuti ciascuna, si articolano per appuntamenti settimanali. Il metodo didattico prevede la presenza di tre corsisti a lezione. Su richiesta, è possibile predisporre una lezione individuale.
    Alla fine del corso sarà data l’opportunità ai partecipanti di esibirsi in uno spettacolo dal vivo accompagnati da musicisti.
    Il costo mensile delle lezioni è di 80 euro.

    Partirà inoltre il “Jazz and Gospel Project” diretto sempre da Rosalba Lazzarotto. Le lezioni corali saranno in orario serale e si articoleranno per un appuntamento settimanale. L’accesso al coro Gospel è aperto a tutti e prevede un’agevolazione (sconto del 50%) per chi frequenta il corso Incanto.
    Il progetto sarà finalizzato alla sensibilizzazione verso i canoni musicali (ritmici, armonici e melodici) propri della musica Gospel. Questo al fine  di  formare un coro autonomo, che possa partecipare a vari concerti per il museo o, dove e quando lo si ritenga opportuno, possa collaborare al coro professionale diretto dall’esperto: il “ Jazz and Gospel Family”.
    La quota di partecipazione al coro Gospel è di 10 euro ad incontro, per gli iscritti alla scuola di canto è di 5 euro. Il primo incontro è fissato per il 3 novembre alle ore 20.

    Per ogni informazione:
    www.mustrumu.it scrivici a info@mustrumu.it o telefona al 340.7853463/4
    Se vuoi incontrare la docente vienici a trovare Mercoledì 3 Novembre dalle ore 16.30 presso i locali del Museo.

  • Cis Calabria, “La rivolta post-unitaria del brigantaggio” col prof. Amato

    Cis Calabria, “La rivolta post-unitaria del brigantaggio” col prof. Amato

    Chiesa San Giorgio al Corso

    Mercoledì 3 Novembre 2010, alle ore 18.00, presso la Sala San Giorgio al Corso di Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria, per il ciclo di incontri dedicati alla storia, organizza il convegno: “La rivolta post – unitaria del brigantaggio”. Questa rivolta, che interessò le regioni del regno borbonico , si opponeva con le armi  all’invasione dei piemontesi. Molti uomini e anche donne si sono date alla macchia affrontando una vita piena di difficoltà e pericoli. Una delle zone più strategiche dove operavano molti briganti fu il Vulture. Il capo più rappresentativo fu Carmine Donatelli Croco.

    Il Prof. Pasquale Amato, con l’ausilio di filmati curati dal prof. Nicola Petrolino, relazionerà sul tema del convegno. Pasquale Amato è professore Associato di Storia Contemporanea e di Storia dei partiti politici presso la Facoltà di Scienze Politiche all’Università di Messina, e, anche docente all’Università Per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. Il Prof. Amato collabora con Riviste specializzate, periodici e quotidiani ed è direttore scientifico della Rivista trimestrale “Historica”. Ha diretto la collana “Politica e storia” per il Ventaglio di Roma; è componente del Consiglio Nazionale AICS e fondatore e presidente del Centro Studi Bosio.

  • Cavalcando quell’onda. Articolo di Carmen Gullo

    Cavalcando quell’onda. Articolo di Carmen Gullo

    Oggi in riva al mare

    calpesto conchiglie e sassi venuti fuori piangendo,

    ed io guardando la furia delle onde

    mi sento agitare.

    È immensa la distesa azzurra,

    profumo inebriante di iodio

    mi ubriaca di salsedine e vento.

    E come quando ero bambina

    mi fermo e osservo quell’unica onda che va e che viene

    immaginando di cavalcarla.

    Il mare…

    la forza della natura,

    colpisce e rapisce i sensi di chi ora non più bambina,

    si veste di ricordi e

    alzando gli occhi al cielo

    vorrebbe farsi investire dal raggio di sole che ne evapora gli odori.

    Con un po’ di fantasia non è poi così difficile cavalcare quell’onda…

    ancora una volta.

    Mi chino sui ciottoli

    per ritornare al suo vivere quella conchiglia smarrita.

     

  • Gioia Tauro (RC), i vincitori del Premio Letterario “Un mare da leggere”- seconda edizione

    Gioia Tauro (RC), i vincitori del Premio Letterario “Un mare da leggere”- seconda edizione

    Alla serata di Premiazione del Premio Letterario “Un mare da leggere” II edizione tenutasi sabato 23 ottobre 2010 presso Palazzo Fallara a Gioia Tauro, hanno partecipato il vicesindaco di Gioia Tauro, Jacopo Rizzo; l’assessore alla Cultura, Monica Della Vedova; l’assessore alla Cultura della Provincia di Reggio Calabria, Santo Gioffrè; il direttore generale della Medcenter Container Terminal, Carmine Crudo; il presidente della sezione formazione del Cral, Rocco Galante.

    Premiati i primi tre classificati della 4 sezioni in concorso con una targa di riconoscimento. Inoltre, per i primi classificati oltre la targa un premio in denaro di 300 Euro.
    La Giuria era così composta:
    Caterina Provenzano (presidente di Giuria) scrittrice e critico Letterario;
    Luigi Franco, responsabile editoriale Rubbettino Editore;
    Federica Legato, direttrice editoriale di “Lettere Meridiane”;
    Franco Del Buono, direttore responsabile di “Calabria Letteraria”;
    Michele Phil Borrelli, docente Università della Calabria.

    La lettura dei brani vincitori è stata  curata del prof. Domenico Curatola e di Stella Gaudioso. L’accompagnamento musicale è stato curato dal Maestro Davide Mangano.
    La serata è stata condotta da Tiziana Scarcella della Biblioteca Comunale di Gioia Tauro.
    Servizio di assistenza congressuale a cura degli alunni della classe 3 sez. T dell’Istituto Tecnico Commerciale “Luigi Einaudi” di Palmi: Paola Arruzzolo, Rossella Barbera, Sebastiano Bucca, Maria Carmela Cutrì, Cristina Mirela Deleu, Rocco Fiorino,  Domenico Foti, Francesca Magliano, Caterina Melara, Alessia Misale, Alba Orlando, Roberta Scarcella.

    Nella sala era presente lo scrittore calabrese di Cosenza Attilio Romano, che è stato per lunghi anni corrispondente de Il Messaggero e La Stampa e Giornalista della RAI. Fra gli scrittori calabresi più rappresentativi, ha scritto opere poetiche in lingua e in vernacolo, saggi e narrativa; amico di Antonio Piromalli, Nicola Giunta, Sharo Gambino, Mario La Cava, Gerard Rolfhs, Raoul Maria De Angelis, Vincenzo Buttitta, Luigi Volpicelli e Emilio Argiroffi.

    Tra le altre, erano presenti i rappresentanti delle associazioni culturali:
    Adic, Associazione Donne Insegnanti Calabresi
    Kairos
    Associazione teatrale “Giangurgolo”
    Associazione Dopolavoro Ferroviario Gioia Tauro
    Associazione pensionati di Gioia Tauro
    CIS, Centro Italiano Scrittori  di Reggio Calabria
    Pro-Loco, varie cittadine
    Comitato Internazionale “San Rocco”
    Alfart di Rosarno
    Movimento Culturale “San Fantino”
    Università delle Libere Età della Piana
    Presidenza Premio Fondaco-Casalinuovo di Cittanova
    Associazione culturale “Geppo Tedeschi”
    Associazione “Guglielmo Calarco” di Reggio Calabria,
    Associazione Amici della Casa della Cultura di Leonida Repaci

    Premiati
    SEZIONE  A – Poesia Inedita

    1° classificato – Voci   –  di Corsaro Rossana – Reggio Calabria
    2° classificato – Padre di un figlio mai nato  –  di Pietro Adolfo Parisi – Bagnara Calabra
    3° classificato – Vento di speranza   –  di Maria Rosaria Saturnino – Reggio Cal.

    SEZIONE  B – Racconto Inedito
    1° classificato – La lunga strada del ritorno   –  di Alessandra Donato – Reggio Cal.
    2° classificato – Tramonto sul mare   –  di Domenico Cannatà – San Ferdinando
    3° classificato – Nube tossica, poi, la schiarita     – di Renato Romeo – Gioia Tauro

    SEZIONE  C – Poesia Inedita

    1° classificato – Vicini nell’assenza  – di Benito Galilea – Roma
    2° classificato – Ancora un giorno   –  di Massimo Galante- Roma
    3° classificato – Ad un clochard   –  di Paolo Tulelli – Catanzaro

    SEZIONE  D – Racconto Inedito
    1° classificato – Il mistero del relitto nel Petrace    –  di Oreste Pace – Palmi (RC)
    2° classificato – L’approccio   – di Caterina Battilana – Viterbo
    3° classificato – Viaggio in Calabria   – di Carlo Monteleone – Palmi (RC)

  • CIS Calabria, gli appuntamenti del mese di Novembre

    CIS Calabria, gli appuntamenti del mese di Novembre

    Chiesa San Giorgio al Corso

    Mercoledì 3 Novembre 2010 – Ore 18.00 – Sala San Giorgio al Corso di R. C.
    LA RIVOLTA POST – UNITARIA DEL BRIGANTAGGIO
    Con video proiezioni
    Relatore: Prof. Pasquale Amato – Docente di Storia Contemporanea – Facoltà di Scienze Politiche  Università di Messina – Docente Università per Stranieri “Dante Alighieri” di R. C.

    Lunedì 8 Novembre 2010 – Ore 16.45 – Biblioteca Villetta “De Nava” di R. C.
    Presentazione libro
    “I CAVALIERI ERRANTI DELL’ASPROMONTE” di Pat Porpiglia – Apodiafazzi Editore
    Relatrice: Dott. ssa Maria Festa – Critico letterario – Scrittrice – Poetessa – Giornalista
    Momenti musicali a cura del chitarrista Pasquale Occhiuto
    Sarà presente l’Autore

    Mercoledì 10 Novembre 2010 – Ore 18.00 – Sala San Giorgio al Corso di R. C.
    VITA E MISTICISMO DI SANTA TERESA D’AVILA
    Relatori: Mons. Antonino Denisi – Canonico Capitolo Metropolitano Direttore Ufficio Comunicazioni Sociali – Vicario Giudiziale
    Dott. Prof. Gabriele Quattrone – Neuropsichiatra – Primario Policlinico “Madonna della Consolazione” di Reggio Calabria
    Don Antonio Santoro – Sacerdote della Chiesa di San Giorgio al Corso di R. C.

    Lunedì 15 Novembre 2010 – Ore 16.45 – Biblioteca Villetta “De Nava” di R. C.
    Ciclo cinema e …
    DIVI ED EROI NEL CINEMA HOLLIWOODIANO – Con video proiezioni
    A cura del prof. Nicola Petrolino – Vice Presidente del Circolo del Cinema “Charlie Chaplin”
    Responsabile sezione cinema “Cattedra di poesia, letteratura e arte” del CIS della Calabria

    Mercoledì 17 Novembre 2010 – Ore 18.00 – Sala San Giorgio al Corso di R. C.
    L’INTEGRAZIONE DELL’AREA DELLO STRETTO NELLA STORIA DEL MEDITERRANEO
    Relatore: Dott. Vincenzo Vitale – Presidente Fondazione Mediterranea

    Mercoledì 24 Novembre 2010 – Ore 18.00 – Sala San Giorgio al Corso di R. C.
    Ciclo di Letteratura Mondiale: AMERICA
    LA BEAT GENERATION: SYLVIA PLATH
    Relatrice: Dott.ssa Maria Festa – Poetessa – Scrittrice – Critico letterario – Giornalista

    Giovedì 25 Novembre 2010 – Ore 17.00 – PALAZZO DELLA PROVINCIA DI REGGIO CALABRIA (SALA BIBLIOTECA – I° Piano) – Piazza Italia

    Ciclo MITI E SUGGESTIONI NELLE VOCI DEL SUD
    POESIA E NOVELLA DI VINCENZO PADULA
    Saluto Prof. Ercole Nucera – Assessore Pubblica Istruzione Provincia di Reggio Calabria
    Relatrice: Prof.ssa Mila Lucisano – Docente di Italiano e Latino Liceo Scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria  – Intervento: Dott.ssa Clelia Montella – Poetessa – Scrittrice
    Lettura a cura dell’artista Drammaturgo Oreste Arconte

    Sabato 27 Novembre 2010 – Ore 17.30 – UNIVERSITA’ DELLA TERZA ETA’ Via Villermin –  Reggio Calabria
    Centro Internazionale Scrittori della Calabria – Università della Terza Età – Associazione culturale Anassilaos
    Presentano il libro “ALL’OMBRA DELLA LUNA” di Pina De Felice
    Relatrice: Prof.ssa Anna Maria Immesi – Poetessa – Scrittrice
    Lettura di brani scelti
    Sarà presente l’Autrice

  • Una sera qualunque scomodamente mi osservavi

    Una sera mi ritrovo ad osservare la luna

    che scomodamente si e’ messa a guardarmi.

    La sua luce bianca trafigge e allieta il cuore… …

    fermento e dispiacere che nei raggi ne illumina il ricordo.

    Con gli occhi fissi al cielo osservo la padrona dei sogni miei

    e io serva del mio destino

    mi sento rapita da cotanta belta’.

    Raggiante nel maestoso cielo,

    sembra neanche ti accorga di chi spia la tua eleganza,

    che e’ ineguagliabile e inviolabile.

    Tu sola sai vestire d’amore il reincarnato giorno

    che al mattino viene a rapirti per tenerti tutta per se’.

    Scomodamente stai lassu’,

    tutte le sere,

    come in questa sera qualunque

    in cui io vorrei essere invisibile,

    per non mostrare proprio  a te

    le debolezze di chi ferito,

    non sa piu’ spiegare le ali

    per venirti a sfiorare.

     

  • “Fratelli di sangue” di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso

    “Fratelli di sangue” di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso

    Fratelli di sangue

    di Marina Crisafi

    Scritto a quattro mani dal pm Nicola Gratteri e dal giornalista Antonio Nicaso, Fratelli di sangue è il primo libro sulla storia della ‘ndrangheta, cui seguirà La Mala Pianta, Pellegrini Editore anno 2007. Il titolo non è scelto a caso. È il sangue il fil rouge dell’inchiesta delle due celebri penne e la materia prima di cui la stessa ndrangheta è permeata.

    Sebbene evoluta in una holding potentissima con ramificazioni mondiali e con un fatturato che supera il PIL di molti paesi, la criminalità di casa nostra non ha affatto cambiato le sue logiche. Certo, non è più l’universo agro-pastorale dedito a pizzo e sequestri, si è modernizzata: usa internet per riciclare i lucrosi proventi, gestisce i traffici di cocaina, armi e rifiuti radioattivi, intrattiene rapporti con le altre organizzazioni criminali, si infiltra nella politica, corrompendola. Eppure questa versatilità non ha fatto venir meno il modello tipico delle ‘ndrine basato sul “silenzio e sul vincolo di sangue”.

    La famiglia rimane la base dei rapporti, dei vincoli tra i nuclei mafiosi: “pentirsi significa tradire i propri congiunti e questo comporta problemi di ordine morale e psicologico assai più pesanti della paura di vendette e ritorsioni” affermano gli autori. E questo mondo che si muove tra arcana crudeltà e alta finanza, viene sviscerato da Fratelli di sangue, un vero e proprio identikit dell’onorata società, dalle origini ai giorni nostri, corredato di dati processuali, riti, codici, simboli e mappature delle ‘ndrine in tutto il mondo. Un’opera che svuota di preconcetti l’universo ‘ndranghitista, avulsa dalle analisi sociologiche scontate, che lancia moniti e sradica i luoghi comuni, trasmettendo anche la voglia di riscatto delle nuove generazioni, di una Calabria sana che vuole lavare il sangue marcio che ha infettato le proprie cellule.

  • Reggio Calabria, la Provincia presenta “EuDemonia” opera fotografica e di poesia

    Reggio Calabria, la Provincia presenta “EuDemonia” opera fotografica e di poesia

    provincia di reggio
    provincia di reggio

    Sabato 30 Ottobre, alle ore 17.00, nella Sala Conferenze della Provincia, presentazione dell’opera fotografica e di poesia  “EuDemonia” di Fabrizio Portalupi, Elisabetta Coraini e Giuseppina Amodei.

    Relazioneranno l’assessore provinciale alla cultura Santo Gioffré, la prof.ssa Federica Orsini, lo scrittore e critico letterario Dante Maffia.

    Nel corso dell’incontro sarà proiettato il video dell’opera, per la regia di Fabrizio Portalupi. “EuDemonia” è una esplorazione del demonio insito nel femminile. Demonio non nell’accezione punitiva e negativa della visione religiosa, ma piuttosto nel senso di EUDEMONIA: la felicità come scopo ultimo dell’esistenza umana.

    La donna-demonio si rispecchia in ogni forma esistente in natura, affascina, gioca e si prende gioco di noi e quando lo fa è ancora più affascinante, è conscia della propria bellezza e la usa come arma nella danza di seduzione, ci trascina in un irresistibile inganno, facendoci chiedere se è il piacere a essere effimero e insensato o l’esperienza di dolore che spesso ci auto-imponiamo o, peggio, auto-generiamo.

    Fabrizio Portalupi è fotografo e regista. Nel campo della regia, Fabrizio ha sperimentato numerose forme espressive, per il teatro, per il cinema, nel mondo della video art, della video poesia, della televisione. Ha girato documentari naturalistici  e diretto grandi eventi multimediali, firmando numerose regie di fiction famose come “Vivere” e  “Centovetrine”. Come scrittore, ha pubblicato “Canto di un uomo-falco”, silloge di poesie e frammenti in prosa, e “Avalon”, opera per collezionisti stampata con torchio a mano in esemplari numerati. Suoi testi appaiono in numerose riviste e antologie.

  • Cultura, presentazione libro “Conoscere-Manuale di logica ed epistemologia” di Leonardo Calabretta

    Cultura, presentazione libro “Conoscere-Manuale di logica ed epistemologia” di Leonardo Calabretta

    edizioni La rondine

    Oggi è molto comune l’uso del termine filosofia per indicare la ragione interna di qualche aspetto della vita, ma tale uso, venuto a noi dal mondo americano e anglo-sassone, è molto riduttivo perché dice poco o nulla del vero significato della filosofia. Sulle origini della più nobile forma di pensiero umano prova ad indagare il libro in uscita per i tipi della casa editrice “Edizioni la rondine” di Catanzaro che si intitola “Conoscere – Manuale di Logica ed Epistemologia” a cura di Leonardo Calabretta (188 pagine, 12 euro). Il testo espone alcune regole che Aristotele ha studiato e trovato per giungere ad un’idea certa e valida della filosofia, essa è la “dottrina della conoscenza”. Quest’ultima essendo nata quasi perfetta, l’autore la definisce la grammatica e la sintassi del conoscere. Alla domanda “a che serve la filosofia?” qualcuno potrebbe rispondere: visto che non ha nessun fine pratico, non serve a nulla. Filosofare sarebbe, dunque, una perdita di tempo. Ma non vi è dubbio che tra filosofia e vita esiste lo stesso legame che esiste tra idea e atto: cioè un legame di causa ed effetto. Anche se l’idea non è l’unica causa dell’atto, certamente essa inizia l’atto: prova ne sia che se non si ha l’idea di un atto, l’atto non si compie. Sono, dunque, le idee che guidano gli atti. Il che è come dire: è la filosofia che guida la vita. Il pensiero è a monte della nostra azione così come di qualsiasi nostra scelta e la filosofia, in tal senso, è come l’aria: la respiri anche se non la vedi.
    Il target principale di riferimento dell’opera si estende a filosofi, storici, mediatori culturali, cultori di interesse generale ed operatori professionisti del sociale.

    Leonardo Calabretta: nato a Serra San Bruno, ha frequentato le scuole elementari nel paese natale, la scuola media nel seminario vescovile di Squillace, il liceo e la teologia nel “S. Pio X” di Catanzaro. Si è licenziato in teologia all’Ignatianum di Messina e si è laureato in filosofia all’Università statale di Messina. Ha insegnato religione nell’istituto professionale di Girifalco, nella scuola media di Soverato e di Guardavalle, nell’istituto “Maria Ausiliatrice” di Soverato. Ha insegnato filosofia nel liceo classico “Guglielmo Sirleto” di Catanzaro, nell’istituto “Maria Ausiliatrice” di Soverato e nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Maria Mediatrice” di Catanzaro, di cui è stato direttore per dieci anni. Dal 2007/2008 insegna Logica all’Istituto Teologico Calabro “S. Pio X” di Catanzaro. È stato parroco a Guardavalle Marina per venticinque anni e dal 1996 è parroco della parrocchia di “Mater Domini” a Catanzaro.

  • Provincia di Reggio Calabria, presentazione libro “Malanova”

    Provincia di Reggio Calabria, presentazione libro “Malanova”

    Presentazione Libro Malanova

    Venerdì 29 ottobre a Reggio Calabria, presso Palazzo Foti,  sarà presentato il libro MALANOVA, La ragazza del Sud che ha avuto il coraggio di denunciare un intero paese, di Anna Maria Scarfò con Cristina Zagaria.

    Con Cristina Zagania interviene Manuela Iatì ,corrispondente Regione Calabria di Sky TG24. Sarà presente Attilio Tucci, Assessore alla Formazione professionale – Sport – Politiche Sociali della Provincia di Reggio Calabria.

  • Verso le nubi del deserto

    Verso le nubi del deserto perdo pace e solitudine…

    Attraverso la porta del tempo odo richiami coperti da grida.

    Nel cammino incontro astri luccicanti e immensi,

    a volte un po’ appannati da forti lampi di luce,

    che da lontano s’affacciano a spaventare quel viaggio.

    Lembi di cielo stropicciati di colori,

    regalano sensazioni plasmate dal gelo,

    e la sabbia di questo deserto ora acceca i nostri sguardi.

    In lontananza una sagoma lenta e ancora sconosciuta

    si reca al mio cospetto.

    Non eri forse tu,

    quell’ombra stanca che mi si avvicino’tra le dune?

    Tu… …

    Che m’hai rapito il cuore,

    e ora mi trascini verso le nubi del deserto.

  • Ottobre piovono libri 2010, tutti gli appuntamenti della Città del Sole Edizioni

    Ottobre piovono libri 2010, tutti gli appuntamenti della Città del Sole Edizioni

    Città del Sole Edizioni

    Grazie alla fattiva collaborazione delle Biblioteche e delle scuole della regione, gli incontri promossi quest’anno dalla Città del Sole Edizioni nell’ambito della manifestazione Ottobre piovono libri sono diversi e diffusi in tutto il territorio calabrese. Protagonisti tre libri che per il loro contenuto e stile ben si adattano ad un pubblico di giovani studenti impegnati ad approfondire la storia del Novecento.

    A cominciare dal nuovo romanzo di Nadia Crucitti Berlino 1940 La convocazione, storia vera del regista Veit Harlan e del suo film Jud Suss, pellicola antisemita voluta dalla propaganda nazista. Dopo essere stata ospite lo scorso 20 ottobre dell’Istituto Tecnico “Gemelli Careri” di Taurianova, in un incontro promosso dall’associazione Mammalucco e dalla Biblioteca comunale “Renda”, Nadia Crucitti presenterà il suo libro oggi martedì 26 ottobre 2010 alle ore 18.00 al Teatro Amantea-Paolella di Rossano. Interverranno il sindaco Francesco Filareto, l’assessore alla Cultura Luigi Giuseppe Caliò, la direttrice della Biblioteca “Minnicelli” Ombretta Gazzola. La relazione del romanzo è affidata allo scrittore Rocco Taliano Grasso.

    Il secondo volume proposto dalla casa editrice per la promozione alla lettura è Fuori dalle barricate di Fabio Cuzzola, il racconto fotografico della rivolta di Reggio Calabria illustrato con scatti inediti in bianco e nero e a colori, pensato appositamente per un pubblico di giovani che conoscono poco questa pagina della storia calabrese più recente. Due gli incontri previsti con le scuole della provincia di Reggio. Mercoledì 27 ottobre alle ore 10.00 presso la Biblioteca Comunale “De Nava” di Reggio Calabria il giornalista e docente incontrerà gli studenti del Liceo Scientifico “Da Vinci” e l’Istituto Magistrale “Gulli”. Il secondo appuntamento sarà giovedì 28 ottobre alle ore 10.00 alla Biblioteca Comunale di Cittanova con gli studenti del Liceo Classico “V. Gerace”.

    Sempre il 28 ottobre alle ore 10.00 alla Biblioteca Comunale “De Nava” di Reggio Calabria gli studenti dell’I.T.C. “A. Da Empoli” avranno occasione di confrontarsi, grazie alla relazione tenuta dal docente dell’università di Messina Antonino Zumbo, con un grande della letteratura calabrese, Mario La Cava. Nel libro appena uscito, Corrispondenze dal Sud Italia, sono raccolte le sue riflessioni sullo stato della cultura nel sud e sulla questione meridionale: un’eccezionale testimonianza della figura di intellettuale sensibile e attento nell’Italia del sud degli anni cinquanta. Come scrive Giorgio De Rienzo, nella recensione apparsa pochi giorni fa sul Corriere della Sera, il libro è un «repertorio di notizie per studiare la cultura meridionale» che dimostra che i meridionali non furono solo «braccia da lavoro, buone per tutti gli usi, in tempo di pace e di guerra» ma anche «teste pensanti» che riuscirono «a contribuire a migliorare le condizioni di vita e incivilimento delle loro terre» e a trasmettere, scrive De Rienzo, i segni di una cultura millenaria.

  • Il CIS della Calabria presenta: Sulle tracce delle Città invisibili: Parigi

    Il CIS della Calabria presenta: Sulle tracce delle Città invisibili: Parigi

    Chiesa San Giorgio al Corso

    Mercoledì 27 Ottobre, alle ore 18.00, presso la Sala San Giorgio al Corso di Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria promuove l’incontro “Sulle tracce delle “Città invisibili: Parigi”, che fa parte del ciclo di incontri “Cattedra di poesia, letteratura e arte” e ha lo scopo di fare conoscere il pensiero e le opere di autori classici e moderni.

    “Le città invisibili” è il titolo di un romanzo di Italo Calvino che racconta con una scrittura astratta e filosofica ricordi, memorie, annotazioni ed impressioni di città visitate dallo scrittore. Calvino, immagina che uno dei più grandi viaggiatori da sempre, Marco Polo, presenti all’Imperatore dei Tartari, Kublai Kan, una serie di relazioni sui suoi viaggi in Estremo Oriente. Il romanzo, infatti, è composto con la descrizione di cinquantacinque città, tutte con nome di donna. L’opera di Calvino per massima parte è stata scritta durante il suo lungo soggiorno a Parigi (1964 – 1970).

    Calvino nasce nel 1923 a Cuba dove i genitori, esperti botanici, dirigevano il giardino tropicale di Santiago de Las Vegas, presso l’Avana. Durante la guerra, Calvino svolge il compito di partigiano nelle Brigate Garibaldi. A guerra finita, conosce Cesare Pavese che diverrà guida culturale ed umana oltre che primo lettore delle sue opere. In questi anni, l’impegno culturale e politico portano lo scrittore ad organizzare forme politiche e strutture sociali a difesa dei diritti, della dignità umana e della libertà. Conosce e frequenta Vittorini, Ginzburg, Venturi, Bobbio, Balbo e scrive interventi politico – sociali e di saggistica letteraria su diverse riviste, tra cui “Officina”, “Cultura e realtà”, “Cinema nuovo”, “Botteghe oscure”, “Paragone”, “Il Politecnico” di Vittorini. Dopo i fatti di Ungheria, decide di abbandonare il suo impegno politico, concentrando la sua attività di scrittore, tenendo conferenze e dibattiti in ogni parte del mondo. Italo Calvino ha scritto numerose opere di narrativa: “Il visconte dimezzato” (1952), “Il barone rampante (1957), “Il cavaliere inesistente” (1959), “Le cosmi – cosmiche” (1965), “Le città invisibili” (1972), Il castello dei destini incrociati” (1973), “Se una notte d’inverno un viaggiatore” (1979), “Palomar” (1983). Molti altri scritti sono stati pubblicati dopo la sua morte avvenuta a Siena nel 1985. Relatrice della manifestazione sarà la prof.ssa Vincenzina Mazzuca, già Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico “L. Da Vinci”, nonché presidente del Centro di Studi Filosofici della Calabria.

  • “Catenaccio” di GianFrancesco Turano

    “Catenaccio” di GianFrancesco Turano

    di Marina Crisafi

    Dopo Ragù di Capra, noir antropologico ambientato nella Locride, il giornalista Gianfrancesco Turano, reggino di nascita e milanese d’adozione, torna con un altro libro rivelazione: “Catenaccio! Il calcio come i campioni non l’hanno mai visto”, Dario Flaccovio Editore anno 2006.

    Non quello degli ingaggi milionari, delle auto di lusso e delle bellissime modelle. Tutto questo non ha mai riguardato l’allenatore Luigi Litaliano, protagonista del romanzo. 40 anni di carriera, in 40 panchine diverse, nelle serie più misere del calcio e, giunto alla 999sima partita, il mister più esonerato d’Italia, inguaribile sostenitore della tattica del “catenaccio”, sta per appendere la tuta al chiodo dispiaciuto di non poter giocare la millesima partita.

    Ma ecco giungere l’inattesa offerta del barone Uto Sombrero di Cirrocumulo. Un’ultima sfida, cui Litaliano non può rinunciare: Achei Associazione Oligarchica vs. Troia Football Club. Come dire, ricchi contro poveri. Così incomincia la rocambolesca organizzazione di un incontro che vedrà da una parte i Troiani di Litaliano, reietti della società, e dall’altra gli Achei del barone, belli e luccicanti fuoriclasse.

    Uno scontro tragicomico che ricorda le imprese della Longobarda del mitico Oronzo Canà, interpretato da Lino Banfi, nel film cult “L’allenatore nel pallone”. Ma che si ispira volutamente alle reminiscenze omeriche dell’Iliade, l’unico libro che Luigi Litaliano ha letto nella sua vita e dal quale ha sempre tratto insegnamenti. Ed ora il mister, guidato dagli dei dovrà rimettere in forma la sua armata Brancaleone, una squadra di morti di fame accomunati dalla fede nel catenaccio e dalla fedina penale sporca, in modo da non essere schiacciati dai ricchi sostenitori del calcio moderno, votati invece all’attacco. Trucchi, strategie e legittimi colpi bassi si susseguiranno aspettando il fatidico incontro del 15 agosto a Rimini, dove si vedrà se a vincere sarà il calcio moderno, parodia beffarda della recente Calciopoli, oppure quello primitivo, basato sul vero e sano agonismo.

  • Ottobre piovono libri, conferenza su “Aldo Penna, un mito di Reggio”

    Ottobre piovono libri, conferenza su “Aldo Penna, un mito di Reggio”

    Giovedì 28 ottobre 2010, dalle 17, presso la Biblioteca Comunale “De Nava”, nel quadro delle manifestazioni Ottobre piovono libri, Pasquale Nucara, in collaborazione con la Biblioteca e l’Associazione culturale “Anassilaos”, terrà la conferenza “ Aldo Penna, atleta azzurro d’Italia, mito reggino”. Interverranno: il dr Giuseppe Raffa, sindaco della città, l’avv. Fabrizio Veneziano, suo consulente, il dr Stefano Iorfida, presidente dell’Anassilaos; il prof. Gualtiero Noto ed altri atleti veterani della “Polimeni”.

    Gesualdo Penna, nel primo dopoguerra, tra mille difficoltà (condizioni e relazioni difficili, carenza di impianti e di attrezzature, mancanza di validi concorrenti), si elevò nell’atletica leggera, fino a primeggiare in Italia: alla sommità nella graduatoria 1949 per i 100 m di corsa piana, campione italiano assoluto1949, campione italiano universitario 1948 e 1949, campione internazionale militare per i 200 m, ha partecipato con la maglia azzurra ai Campionati Europei 1950, ad altri sei incontri ufficiali internazionali, tanto che i reggini ne fecero un idolo vagheggiandolo nella mente come il riscatto dalla condizione atavica di sottosviluppo del sud che ancor oggi lo soggioga.

    Saranno esposte fotografie originali significative dell’atleta.

    A dieci anni dalla morte (25 settembre 2000), l’Associazione vuole ricordare il percorso umano e il valore sportivo dell’indimenticabile campione.

  • Autunno

    Migrano gli stormi… …

    Non un addio,

    ma ancor lontani i ritorni.

    immagini sfuocate

    Di nebbie e prati abbandonati.

    Il fumo dei camini

    e tu che ti incammini verso casa

    rimani ancora un attimo sull’uscio

    a rimirar la sera.

  • “Lo sterco delle Gru” di Giorgio Gatto Costantino

    “Lo sterco delle Gru” di Giorgio Gatto Costantino

    LO STERCO DELLE GRU

    di Marina Crisafi

    Dopo Nemesis, fantasy-noir sulla maledizione degli Ebrei espulsi dalla Reggio medievale, Giorgio Gatto Costantino fa il bis con un romanzo attualissimo e graffiante ambientato sempre sulla sponda reggina dello Stretto: “Lo sterco delle gru”, Laruffa Editore anno 2005. A dare da fare all’integerrimo tenente dei carabinieri Ulisse Da Silva, in un’indagine senza esclusione di colpi, sarà stavolta lo smaltimento di rifiuti tossici nelle acque antistanti Calamizzi. Omicidi, intrighi, sordidi legami tra mafia e politica faranno da sfondo ad un’avventura sospesa tra mito e realtà. I traffici sporchi della ‘ndrangheta, infatti, questa volta hanno scosso lo spirito del grande vate, Ibico, sepolto, secondo la leggenda, proprio dove sorgeva l’antico acroterio di Calamizzi, sprofondato in mare nel ‘500 per la mano infausta della natura e dell’uomo.

    «La storia – però – non scompare senza lasciare tracce». Difatti, invocate dal sommo vate disturbato nel suo sonno eterno, risorgono dal mare le gru vendicatrici per fermare nuovamente i ladroni, contribuendo alla felice conclusione del caso. Ma i protagonisti dell’ultima fatica di Gatto Costantino sono ancora una volta la città e i Reggini.

    Il romanzo è un richiamo alla responsabilità dei cittadini, per «non dimenticare i sacrifici di chi ci ha preceduto e che ci hanno consentito di essere qui oggi – perché scrive l’autore – essere Reggini vuol dire essere all’altezza di questa storia. L’invito al recupero della memoria storica, all’unione delle forze per estirpare tutti insieme il cancro che divora la città «nell’anima prima che nel corpo», è il vero messaggio di fondo del libro.

  • Il CIS della Calabria presenta “Miti e suggestioni nelle voci del Sud: la novellistica calabrese”

    Il CIS della Calabria presenta “Miti e suggestioni nelle voci del Sud: la novellistica calabrese”

    Palazzo della Provincia di RC

    Lunedì 25 Ottobre 2010, alle ore 17.00, presso il Palazzo della Provincia – Sala Biblioteca – Piazza Italia, di Reggio Calabria, l’assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia di Reggio Calabria e il Centro Internazionale Scrittori della Calabria organizzano l’incontro: “Miti e suggestioni nelle voci del Sud: la novellistica calabrese”.

    La manifestazione fa parte del ciclo di incontri “Cattedra di poesia letteratura e arte” ed ha l’intento di fare conoscere il pensiero e le opere di grandi autori calabresi. La novella, i cui personaggi e ambienti vivono nella vita di ogni giorno, nasce nel contesto della tradizione letteraria orale. Secondo la teoria orientalista sembra che i primi a scrivere novelle sono stati gli scrittori orientali fino a diffondersi poi, intorno al XII secolo, anche in Occidente. La novella, nella letteratura contemporanea presenta una infinità di aspetti che si estrinsecano in riflessione, intimismo, memoria, satira di costume, documento che molto spesso confluisce nel genere letterario del racconto breve.

    Molti sono stati gli autori calabresi che con le loro opere letterarie hanno segnato un percorso ideale per far conoscere meglio la storia e le tradizioni della Calabria attraverso  miti, suggestioni, forme nuove di comunicazione e sentimenti.

    Interverranno Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS della Calabria e il Prof. Ercole Nucera, Assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia di Reggio Calabria. Relatrice sarà la prof.ssa Mila Lucisano, docente di Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico “A. Volta” di Reggio Calabria.

  • Abbracci

    Un abbraccio e’ melodia…… che troppo spesso ti porta via.

    Un abbraccio e’ poesia……che nel recitarsi nasconde malinconia.

    Un abbraccio e’ magia…… che di vero ha solo fantasia.

    E in un abbraccio ti perdi…regalandoti attimi interminabili di nostalgia.

    Il cielo adesso di rosso si colora… … sta abbracciando il tramonto.

    E il mare s’increspa al soffio del vento… … sta abbracciando

    la sua spiaggia.

    Eh, quante volte hai abbracciato valanghe di ricordi!

    E in una stretta morsa del cuore si fa piccolo un dolore.

    E il tuo cuore si ferma… … sta abbracciando me.

    E tremi.

     

  • Al MACA di Acri (CS) una mostra in onore di Aldo Mondino

    Al MACA di Acri (CS) una mostra in onore di Aldo Mondino

    MACA DI Acri

    A partire dal 20 novembre 2010, il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri) dedicherà una personale al grande artista torinese Aldo Mondino, senza dubbio uno degli artisti italiani più eclettici della sua generazione, tra i principali protagonisti della sorprendente stagione creativa degli anni Sessanta del capoluogo piemontese. Poliedrico, dotato di una vasta e profonda cultura internazionale, di uno sguardo ironico capace di partorire doppi sensi eleganti e raffinati, e, soprattutto, di una curiosità instancabile, Mondino non ha mai cessato di reinventare se stesso e la propria arte durante tutto l’arco della sua carriera.

    Il suo percorso artistico è stato segnato da un fluire costante di ispirazioni sempre nuove, di influenze disparate che l’artista è stato in grado di assorbire, metabolizzare e successivamente riproporre attraverso il suo stile originale ed inconfondibile; dai primi passi parigini mossi presso l’Atelier 17 del pittore surrealista ed espressionista William Heyter, e gli studi sul mosaico fatti sotto la guida del futurista Gino Severini, per poi passare attraverso una fase citazionista dai forti richiami pop, e il successivo periodo orientalista nato negli anni Settanta con la serie King e proseguito con quella dei Dervisci e con le sperimentazioni formali estrose ed audaci.

    Proprio questo suo essenziale gusto per lo studio manipolatorio di materiali e medium artistici innovativi, ma mai distaccati dalla realtà quotidiana – sua fonte di ispirazione primaria sin dai tempi delle frequentazioni dell’artista con il gruppo dei poveristi –, lo ha portato a realizzare le famose sculture in cioccolato e zucchero di canna, o le opere fatte con confezioni di torrone, selle da cavallo o aringhe affumicate.

    A cinque anni dalla sua morte, il MACA – grazie alla collaborazione con la Fonderia di Walter Vaghi e con il patrocinio dell’Archivio Mondino – ospiterà nei suoi spazi una collezione di venti opere di grandi dimensioni, tra sculture e dipinti, e una serie di gioielli, in grado di veicolare alla perfezione il carattere poliedrico, arguto ed esotico del grande artista torinese.

    Riecheggiando un verso di Arthur Rimbaud, anche Mondino potrebbe essere definito un “maestro di fantasmagorie”, un artista che attraverso le sue opere affascinanti, ironiche e seducenti, sembra rivolgersi al suo pubblico come faceva il poeta francese in Notte all’Inferno: “Ascoltate!… Ho tutti i talenti!”

    Mostra:    ALDO MONDINO. Maestro di Fantasmagorie
    Curatore:        Boris Brollo
    Luogo:                   MACA (Museo Arte Contemporanea Acri)
    Palazzo Sanseverino – Piazza Falcone, 1, 87041, Acri (Cs)
    Vernissage:     20 novembre 2010 ore 17:00
    Periodo:          dal 20 novembre 2010 al 20 febbraio 2011
    Orari:              tutti i giorni tranne il lunedì; h:10-13 15-19

    Info:                museo tel. 0984953309; ufficio stampa tel. 0119422568; maca@museovigliaturo.it; www.museovigliaturo.it

  • La Calabria partecipa al convegno su “La Madonna dei Poveri di Seminara.Arte, culto e restauro”

    La Calabria partecipa al convegno su “La Madonna dei Poveri di Seminara.Arte, culto e restauro”

    Madonna dei poveri di Seminara

    La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria partecipa alla sesta edizione del Lu.Be.C. Digital Technology, rassegna della innovazione applicata ai beni culturali, con il convegno tecnico La Madonna dei Poveri di Seminara. Arte,culto e restauro. Relazioneranno: Fabio De Chirico, soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria e Giuseppe Mantella, restauratore. L’incontro si terrà il 21 ottobre prossimo dalle ore 12.00 alle ore 13.30 a Lucca presso il Real Collegio.

    Il restauro della scultura raffigurante la Madonna dei Poveri di Seminara, condotto con l’utilizzo di sofisticate tecnologie, è stato preceduto da un’attenta campagna di indagini diagnostiche (raggi x, infrarossi, ultravioletti XRF, sezioni stratigrafiche e carbonio14) che ha fornito una banca dati di grande interesse e dettato le linee guida dell’intervento.

    L’intervento conservativo ha restituito all’opera l’impostazione e l’equilibrio dei volumi originari, la bellezza del volto della Madonna e lo splendore del manto aureo della Vergine e del Bambino.

    La Madonna dei Poveri di Seminara. Arte, culto e restauro
    Lu.Be.C. – Digital Technology
    Lucca – Real Collegio
    21 ottobre 2010 – ore 12.00 /13.30

    Ufficio stampa: Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
    Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta
    Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246
    E-mail: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

  • Gli autori reggini di “Avvelenati” ospiti al Premio Borsellino e alla manifestazione di Teano

    Gli autori reggini di “Avvelenati” ospiti al Premio Borsellino e alla manifestazione di Teano

    AVVELENATI – BALDESSARRO-IATI'

    La vicenda delle navi dei veleni è ancora aperta, rinfocolata dalle notizie degli ultimi giorni, secondo cui dalle recenti mappature effettuate dalla Direzione Marittima di Reggio Calabria emergerebbe che nei mari calabresi e della Basilicata ci sarebbero più di 40 navi sospette, di cui non si conoscono le generalità e i motivi dell’affondamento. Molta alta rimane quindi l’attenzione sui crimini ambientali, resa evidente anche dall’interesse che sta riscotendo in tutto il paese il libro Avvelenati di Giuseppe Baldessarro e Manuela Iatì, edito da Città del Sole Edizioni. Una ricostruzione puntuale ed efficace dell’intera vicenda che ha il merito di riassumere e chiarire gli snodi più importanti, le inchieste fin qui portate avanti, le verità presunte e accertate e, non ultime, le connivenze e le responsabilità. Proprio in questi giorni i due giornalisti reggini, autori del libro, saranno protagonisti di importanti appuntamenti che si svolgeranno fuori dalla Calabria.

    Venerdì 22 ottobre 2010 alle ore 21.00 presso Villa Filiani a Pineto (TE) Manuela Iatì e Giuseppe Baldessarro saranno ospiti della 15° edizione del Premio Paolo Borsellino, organizzato dai comuni abruzzesi di Pineto, Giulianova e Roseto. Il premio in ricordo del magistrato siciliano ucciso dalla mafia nel 1992 si svolge dall’anno della sua morte ed è stato presieduto fino al 2002 da Antonino Caponnetto. Tra gli altri ospiti di quest’anno anche Piero Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia, Nicola Gratteri, Procuratore aggiunta DDA di Reggio Calabria, Giuseppe Pisanu, Presidente Commissione Antimafia, Salvatore Di Landro, Procuratore Generale di Reggio Calabria, e Antonio Ingroia, Procuratore di Palermo. Alla cerimonia di premiazione, sabato 30 ottobre sarà presente anche Manfredi Borsellino, il figlio del giudice.

    L’altro evento si svolgerà il giorno dopo, sabato 23, nell’ambito di “A Teano diamoci la mano”, commemorazione dello storico incontro tra Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II che sancì di fatto l’unità del Paese. Fino al 26 ottobre, giorno dell’anniversario, la cittadina del casertano ospiterà una grande manifestazione che ha come fine il rinnovamento del patto unitario tra le due parti della nazione, in un momento di profondi conflitti e divisioni. Il Comitato promotore, presieduto dal professore reggino Tonino Perna, ha voluto porre tra i temi all’attenzione dei convenuti di tutta Italia proprio la salvaguardia ambientale. Pertanto alla tavola rotonda di sabato pomeriggio dal titolo “L’Italia tra disastro ambientale e innovazione sociale” prenderanno parte gli autori di Avvelenati. A presentare il libro, in questa occasione, il responsabile nazionale di Legambiente, Enrico Fontana.

  • Ancora vita

    Ancora vita

    gullo carmen

    Non e’ forse cadendo che scopri il vero senso di rialzarti?

    Una foglia che cade non significa che l’albero e’ morto.

    E’ in attesa di rinascere.

    E come te aspetta primavera

  • Cis Calabria promuove l’appuntamento con “Miti e suggestioni nelle voci del Sud”

    Cis Calabria promuove l’appuntamento con “Miti e suggestioni nelle voci del Sud”

    Foto Maria Costa – Giovanni Favasuli

    Giovedì 21 Ottobre 2010, alle ore 16.30, presso la Biblioteca “De Nava” di Reggio Calabria, il Centro internazionale Scrittori della Calabria e la Biblioteca “De Nava”, nel contesto della quinta edizione di “Ottobre piovono libri 2010” promuovono l’incontro: “Miti e suggestioni nelle voci del sud” con i poeti Maria Costa e Giovanni Favasuli.

    Maria Costa, messinese, figlia di un capitano marittimo, è poetessa dialettale che ama la sua terra e il mare dello stretto che unisce le due sponde, siciliana e calabrese, ricche di miti e di leggende. Maria Costa ha pubblicato numerosi libri di poesia in dialetto messinese. Durante la sua lunga attività artistica è stata premiata con numerosi riconoscimenti letterari e risulta iscritta, con lo status di ”Tesoro umano vivente”, nel libro delle eredità immateriali. All’opera poetica di Maria Costa, sono state dedicate tesi di laurea e numerosi studi letterari.

    Giovanni Favasuli, dottore in Filosofia e Pedagogia, calabrese, vive ad Africo (RC), poeta in vernacolo, con le sue liriche riesce a fissare con la forza evocativa dei versi, il magico mondo della Calabria. Vincitore di numerosi premi letterari, il poeta Favasuli, molto spesso, è invitato a manifestazioni culturali e festival di poesia dialettale ed è molto apprezzato per le sue capacità interpretative.

  • Roghudi Vecchio

    La foglia appassita non si lascia piu’ morire sotto il suo sguardo,

     sguardo di quell’unico uomo rimasto sugli impervi sentieri del paradiso.

    Imperterrito continua il suo viaggio nel passato,

     giorni innaffiati di pioggia

    e sogni di bambino vissuti tra aridi campi e scoscese montagne.

    E annaspa ancora solitaria la ranocchia nell’acqua stagnante del suo catino.

    La felce  abbraccia case antiche …

    S’intreccia selvaggia sui muri dei ricordi,

    aspettando invano nuova luce tra gli spifferi del tempo.

    Sono luoghi di illustre bellezza i ruderi ostinati a non venir giù…

    Tra i rami del mandorlo rinnovo colori usando silenzio e pace,

    lo stesso silenzio che pervade me,estraneo visitatore

    che con occhi impazienti e appassionati ruba

    immagini sfuocate e verdi rimembranze.

    Distolgo gli occhi da cotanta beltà solo

    Attirato dal sibilo del vento che s’interseca tra gli spazi

    Vuoti e i cespi appassiti dei rami abbandonati.

    Roghudi rivive quando alla sera

    Quell’ultimo raggio di sole ne scalda i fantasmi di un passato mai abbandonato.

    E al tramonto va l’elogio di un sussulto del cuore

    Di quell’unico uomo che continua ad amare il suo vissuto.

    Adesso fruga nella malinconia.

     

  • Reggio calabria, presentazione libro “Mille e più traversate a nuoto dello stretto di Messina”

    Reggio calabria, presentazione libro “Mille e più traversate a nuoto dello stretto di Messina”

    Pasquale Nucara

    Giovedì 21 ottobre, alle ore 11, presso Palazzo San Giorgio (Piazza Italia) a Reggio Calabria, sarà presentato il volume “Mille e più traversate a nuoto dello Stretto di Messina”, di Pasquale Nucara, edito da Laruffa.

    A presentare l’appuntamento sarà il dott. Tonio Licordari, redattore capo della Gazzetta del Sud. Intervengono il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, il  presidente dell’Associazione culturale Anassilaos dott. Stefano Ioffrida e l’autore del volume, Pasquale Nucara.

    Ecco una sintesi del volume:

    Lo Stretto di Messina è il braccio di mare che separa la Sicilia e la Calabria, con una larghezza minima di 3,2 chilometri a nord (tra Capo Peloro e la rupe di Scilla), massima di 16 chilometri a sud (tra Capo Alì e Capo Pellaro); tra Reggio e Messina i chilometri sono 13.

    L’attraversamento a nuoto è un’impresa ardua (“eroica”), soprattutto per le correnti marine, ascendente e montante, le quali ostacolano l’avanzare degli atleti, ma accade che aiutino i fortunati sospingendoli verso la meta.

    Pasquale Nucara ha scritto l’affascinante storia di tutte le traversate a nuoto dello Stretto di Messina, data alle stampe dall’editore Laruffa; il volume si compone di 350 pagine, è corredato da novantacinque fotografie; in copertina, una immagine dello Stretto dipinto da Alberto Cristini nuotando nello Stretto; l’opera è presentata mirabilmente da Tonio Licordari, redattore capo della “Gazzetta del Sud” e presidente regionale dell’USSI.

    Primo ad attraversare a nuoto lo Stretto è l’inglese Vinchler, pure se la sua fu una <<traversata non ufficiale>>. Pertanto, la prima viene attribuita a Giuseppe “Pippo” Dominici, il quale il 25 settembre del 1930 da Capo Peloro a Cannitello impiega 30’ 37”. Tre anni dopo, il villese Pietro Coppola avrebbe compiuto la doppia traversata in tre ore. Il 10 settembre 1949 è organizzata la prima gara tra Messina e Reggio. Vince Domenico Adamo, in 3h 20’. Nel 1954, per merito del mecenate Rosario Calì, assistito dal prof. Mario Santoro, cominciano le gare tra Punta Faro e Villa S. Giovanni. Vi prendono parte i più valenti atleti italiani: Il peloritano Giovanni Fiannacca vanta il miglior tempo: 44’10”. Nel 1962 l’americano Fred Baldasare attraversa lo Stretto in immersione, con pinne e bombole. Scarrocciato dalle correnti impiega più di tre ore da Punta Faro a Scilla. Nel 1963 Mary Margaret Revell impiega più di cinque ore nella doppia traversata da Messina a Cannitello e ritorno a Messina. Queste due ultime traversate suscitano forti emozioni negli atleti reggini e villesi ed ha inizio la…bagarre. Comincia il villese Egidio Dei, in immersione, poi il messinese Nino Musciumarra, quindi il romano Patrizio Spano, e Michele Rossetti, reggino, e Santo Abbruzzini ed Elio Delle Fave. Stagioni irripetibili, uno straordinario rincorrersi sulle e sotto le acque dello Stretto, armati di pinne. Nascono allora i miti: <<lo squalo>>, <<il caimano>>, <<l’aliscafo umano>>, <<il re dello Stretto>>. Alla fine ha la meglio Rossetti, il quale, sempre con pinne e bombole, nel 1968 da Messina a Reggio, in immersione e nel 1976 in superficie, impiega rispettivamente 3h 33’ e 1h 21’14”. Prima ci sono state la prima traversata a dorso, del villese Ettore Mercuri, in 53’ nel 1967, e quella a rana della viennese Ute De Vargas, in 1h 05’40” nel 1973, nonché la 1^ “Traversata Pinnata dello Stretto”, organizzata dallo Sporting Club e dalla Pro Loco di Villa. Nel 1978, altri eventi eccezionali: la prima traversata in stile delfino, del romano Gianni Golini, in 51’49”/4; la prima (e finora unica) staffetta con pinne 4 x 3.200, fra Punta e Faro e Cannitello, di Giuseppe Freno, Massimo Caracciolo, Angelo Cotroneo e Franco Mirabella, villesi tredicenni; la traversata da Taormina a Reggio in 14h 11’20” di Rossetti; la doppia traversata di Agata Malvagna, catanese di nove anni.

    Nel 1980 la prima edizione della “Cariddi – Scilla”, gara nazionale di nuoto pinnato, organizzata da Felice Pollidori, presidente della Polisportiva Libertas “A. Panuccio” di Scilla, e nel 1986 il 1° Trofeo “Scilla e Cariddi”, gara nazionale di nuoto, da Scilla a Messina, organizzato dal “CUS Messina” (prof. Piero Jaci). Si agitano le acque dello Stretto ed alcuni atleti si esaltano attraversandolo di seguito, nella stessa giornata, tre, quattro, cinque, sei volte: Sei volte il romano Gianni Golini (quattro in stile delfino). Nel 1988, il milanese Angelo Sesana attraversa lo Stretto in immersione con pinne, da Capo Peloro a Torre Cavallo e ritorno a Ganzirri, in 2h 34’ 16”, unica in questa <<lista>>. Nel 1991 un’altra gara, riservata ai disabili, organizzata dalla Polisportiva Albatros di Messina (Orazio Giovagnoli) fino al 2000, mette in vetrina capacità e volontà delle persone meno fortunate. Il trentino Rosario Sevegnani vince sette delle dieci edizioni. Ancora: il 7 agosto 2005, Fabio Picchi, delle Fiamme Oro Roma (Polizia di Stato) coglie il decimo successo nella gara organizzata annualmente, dal 1994, dal Centro Nuoto Sub Villa, quattro in più del suo amico – rivale Paolo Vandini, del G. S. Carabinieri di Napoli. Chiude la rassegna l’arch. Nino Fazio con una doppia traversata in superficie, stile libero, il 5 ottobre 2007.

    Nella pubblicazione si dice pure di traversate straordinarie, da quella di Ercole con i buoi (564 a. C.) a quella di Anaxila per conquistare Messina(490 a. C.), da quella di San Paolo (61 d.C.) a quelle miracolose, sul mantello, di Francesco di Paola (1464) e di frà Gesualdo Melacrinò (1800), di S.E. Mons. Vittorio Mondello, arcivescovo, il 29 settembre 1990, nel giorno del suo insediamento, su motovedetta della Guardia di Finanza. Il 21 giugno 1997, l’arcivescovo reggino Mons. Giovanni Marra parte da Reggio su nave della Marina Militare per insediarsi a Messina. La “Gazzetta del Sud” titola: <<Marra rinsalda l’unione tra le due sponde dello Stretto>>

    E attraversamenti diversi: sullo sci nautico, della fiaccola olimpica (1960), in “Maggiolino”, su bicicletta anfibia, in gondola, in canoa.

    Ancora: profili sportivi di tanti atleti, storia di società sportive e di alcuni luoghi significativi, le disposizioni della Capitaneria di Porto di Reggio C., quattro tesi accademiche, lo Stretto nella poesia, infine la costruzione del ponte: chi ha detto sì, chi no, chi ni.

    In <<Questo mare pieno di voci e di visioni, dove le onde greche si fondono con quelle latine… formando un bagno di purissimi metalli scintillanti>>, atleti italiani e stranieri si sono proposti di …unire a nuoto le due sponde, in superficie e in immersione, con pinne e senza, nei quattro stili.

  • Reggio Calabria, il CIS della Calabria presenta “Quando la parola diventa immagine”

    Reggio Calabria, il CIS della Calabria presenta “Quando la parola diventa immagine”

    Sala San Giorgio di RC
    Sala San Giorgio di R.C.

    Mercoledì 20 Ottobre 2010, alle ore 18.00, presso la Sala San Giorgio al Corso di Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria promuove l’incontro con il pittore e poeta Domenico Baronetto. Attraverso video proiezioni il maestro Baronetto illustrerà trenta opere di pittura ispirate da altrettante poesie dell’autrice Natina Pizzi.

    “Quando la parola diventa immagine” è il tema della manifestazione e ha l’intento di suscitare momenti di riflessione, di confronto e dibattito intorno ai misteri che sono dentro il linguaggio dell’arte. L’incontro, coordinato da Loreley Rosita Borruto, presidente del CIS della Calabria, sarà seguito da un commento critico di Clelia Montella.

    Domenico Baronetto, già docente di discipline artistiche, all’attività di pittore alterna l’interesse per la poesia. Ha pubblicato numerose sillogi poetiche: “Cù simu” (1994), “Intrecci” (1995). “Affreschi di/versi” (1997), “Habere Artem” (1999), “Col margine in meta” (2003), “Finestra che vomita sull’ipocritometro” (2006) e “Da queste orme” (2008). Durante la sua attività artistica ha partecipato a mostre e collettive in molte città d’Italia. Numerose volte, il suo lavoro è stato premiato con prestigiosi riconoscimenti.