Silloge di innumerevoli voli,
spaventati da mille contatti precari .
Un tumulto di strane emozioni,
tra lacrime e versi,
amori e delusioni.
Cammino lungo i deserti dei dispiaceri,
con lampi qua e la’ di sorrisi e gioie,
annaspando in quel mare mosso
da un fuoco vivo che arde di vita…
un vulcano delle viscere di questa terra ammalata
di egoismo e solitudine.
Ma appare di rado quel sole caldo,lucente,
che m’irradia di sogni e desideri nascosti.
Come un torrente in piena ,la mia vita scorre e rincorre
sentimenti nobili che nel tempo ricordano chi sono.
Io….semplicemente a modo mio.
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Io in versi
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A Lamezia Terme (CZ) la terza edizione della Fiera del Libro Calabrese

libri Piena sintonia del Presidente dell’Associazione Sinergie Culturali di Lamezia Terme , Don Natale Colafati, in merito alle ultime dichiarazioni apparse in questi giorni sulla stampa calabrese.
“Sono pienamente concorde con il Presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Morabito, quando afferma che non bastano pochi soldati, che presidiano i punti sensibili delle nostre città a risolvere il problema della lotta e della repressione della ‘ndrangheta. Lo Stato non può rispondere elargendo aiuti finanziari risibili ed inviando qualche decina di uomini, in Calabria sarebbe più opportuno cominciare ad organizzare meglio e con più mezzi un esercito di insegnanti, perchè dalla scuola, dalla promozione culturale e dall’educazione può partire la svolta nell’affermazione di una nuova cultura della legalità, fondata sul primato della persona e sui derivanti grandi valori morali “
“Noi – ha affermato Don Natale Colafati – a Lamezia Terme, siamo già in trincea da diversi anni, organizzando, fra mille difficoltà, la FIERA DEL LIBRO CALABRESE, giunta ormai alla terza edizione, che aprirà i battenti dal 28 ottobre al 1° novembre 2010”.
“Da anni, con l’Associazione Sinergie Culturali, e con la Libreria Biblos, stiamo combattendo una battaglia di cultura. Ormai da più parti del territorio calabrese si levano appelli significativi, come quello del Sindaco di Caulonia, Ilario Ammendolia, quando afferma che occorre sconfiggere la cultura dell’avidità, dell’indifferenza verso i deboli, della ricchezza a tutti i costi e dell’ingiustizia. Occorre sconfiggere l’ignoranza, la rozzezza, l’aggressività, l’odio che sempre accompagnano la ndrangheta. Noi dobbiamo dimostrare ai giovani che dinanzi ai falsi valori della ndrangheta siamo in grado di indicare dei valori veri e positivi che consentiranno loro di vivere una vita piena, non da subordinati, degna di essere vissuta.”
Per vincere la difficile battaglia contro la mafia, oltre alla primaria conoscenza di questo acerrimo nemico, occorre una battaglia culturale ed anche la Regione Calabria, la Provincia di Catanzaro e il Comune di Lamezia Terme hanno compreso questo nostro impegno per costruire una cultura di legalità, e ci sostengono con il loro patrocinio. L’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE, oltre alla concessione del patrocinio, con una lettera circolare ha esortato tutte le scuole elementari e medie della Calabria a partecipare al progetto”Un Editore, un Autore, un Libro per una Scuola”, data la sua grande valenza culturale e formativa.
“Si cercherà – ha affermato Don Natale Colafati – di ridurre le distanze tra i libri e la scuola, tra i ragazzi e il mondo della cultura, facendo “toccare con mano ” ai ragazzi la figura dello “scrittore”, e quindi, aumentando la loro curiosità verso i libri, perché – ha concluso Don Natale Colafati – sono sempre più convinto che la battaglia per un futuro di vero sviluppo della Calabria si vince o si perde sul piano culturale. Investire in cultura è l’unica vera arma per il futuro della Calabria !”
D’altronde, lo stesso Assessore Regionale alla Cultura, Mario Caligiuri, in una recente visita nella Locride, ha affermato «Il futuro non si aspetta, ma si costruisce. Il mio dovere è di sostenervi ma deve essere la vostra unità a creare le condizioni giuste perché questo territorio al centro del mediterraneo dalle radici del passato diventi la porta per il futuro», e, ha dichiarato Don Natale Colafati, quali migliori mattoni per costruire il nostro futuro , se non i libri ?”
Viva soddisfazione ha espresso anche il Segretario della Associazione Sinergie Culturali, Pietro Rondinelli, comunicandoci che 27 case editrici hanno aderito alla Fiera del Libro ed una ventina di esse hanno già aderito al progetto “Un Editore, un Autore, un Libro per una Scuola”.
Importante è anche il progetto “Invito alla Lettura in Fiera”, a cui hanno aderito quasi tutte le case editrici, per cui ai loro stand è possibile acquistare in Fiera i libri con lo sconto del 20%.
“Comunque – ha evidenziato Pietro Rondinelli – invito tutte le Scuole Elementari e Medie della Calabria, interessate a questo progetto a visitare tempestivamente il sito www.fieradellibrocalabrese.org , dove troveranno tutte le spiegazioni e la modulistica per aderire all’iniziativa. C’è ancora tempo per far vincere la cultura in Calabria!.
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Calabria, L’assessore Caligiuri incontra Fondazioni e Associazioni

regione calabria Allo scopo di pianificare una rete culturale, l’assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri ha programmato un incontro con le Fondazioni e le Associazioni calabresi che si terrà venerdì 15 ottobre, alle ore 10, al Complesso Monumentale San Giovanni di Catanzaro.
“La Regione Calabria – ha spiegato Caligiuri in un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta regionale – intende valorizzare l’attività di Fondazioni e Associazioni per creare una rete culturale a servizio dell’intera regione. Vogliamo coinvolgere a pieno titolo questi attori nella promozione di progetti culturali a sostegno dello sviluppo economico e democratico in Calabria. Anche l’attività delle Fondazioni riconosciute e finanziate dalla Regione dovrà seguire la visione unitaria della Calabria che il Presidente Scopelliti ha posto alla base della sua azione di Governo”.
All’iniziativa parteciperanno i rappresentanti delle quaranta Fondazioni e degli Istituti riconosciuti con Leggi regionali. Si tratta di una riunione per cominciare a programmare in modo condiviso le politiche di crescita sociale e culturale, anche attraverso l’azione delle Fondazioni alle quali è riconosciuto un ruolo propulsore.
L’obiettivo è quello di progettare azioni di rilievo con ricadute sull’intero tessuto sociale e culturale della regione. Come azione preliminare alla riunione, l’assessore Caligiuri ha chiesto a tutte le Fondazioni di inviare una dettagliata relazione sulle attività svolte nell’ultimo triennio “perché – ha detto – è essenziale prevedere una ricognizione per individuare gli interlocutori più validi coi quali avviare azioni produttive su temi specifici e nell’interesse dell’intera comunità calabrese”.
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Ti scrivo
Ti scrivo perche’ le parole hanno un suono strano…
e magari la voce a volte si perde in quel pensiero…
provocando quei silenzi che fanno tanta paura.
Ti scrivo per non pensarti ma sovente un ricordo mi bussa al cuore…
e allora ancora ti scrivero’ per non violare i sentimenti…
per non sconfinare i limiti del sentiero della tua vita.
Oggi ti scrivo per sentirmi un po’ piu’ vicina a te…
come se non fossi mai andato via da me…
per crederci ancora….che esisti….che ci sei…..che ti vorrei qui con me.
Asciugeresti ancora le mie lacrime col tocco lieve delle tue dita…
che altro non era che una scusa per accarezzarmi le guance…
Forse ti scrivero’ sempre….o forse non lo faro’ piu’…
ma tu pensami….non lasciare vuoto questo spazio…
il pensiero viaggia sai…..arriva fin dive vuoi….
lo senti anche ora che ti scrivo…e scende giu’ una lacrima…
ma ad asciugarla tu non ci sei piu’.
La lascio scivolare giu’….bagna questo triste foglio…
l’inchiostro sbiadisce…..come il ricordo di noi…
ti scrivo….per non dimenticarti mai. -

Catanzaro, al via la rassegna teatrale con il “Festival del Vernacolo”

Festival_del _Vernacolo Tutto pronto al teatro Masciari per la prima edizione del Festival del vernacolo “Mercuri ammenzu ‘a simana”, la rassegna dedicata alle compagnie catanzaresi organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Catanzaro e dalla Nave dei folli che gestisce lo storico teatro cittadino.
Domani sera, ad aprire il sipario sulla manifestazione sarà l’associazione Hercules di Piero Procopio che porterà in scena la commedia “Troni e lampi”. In scena ci saranno: Antonella Apa, Tonino Angeletti, Lina Rotella, Marianna Rotella, Vincenzo Pitingolo, Stefano Corrado, Piero Procopio, Nico Ammendolia, Stella Surace e Valentina Curto. Il testo e la regia sono di Piero Procopio. “La trama si svolge in una casa di riposo, Villa Arzilla – spiega Procopio nelle note di regia -, con la classica suora che comanda tutto e tutti. In realtà è un’occasione per raccontare delle storie comuni, che si intrecciano fra di loro, o scorrono parallelamente, rivelandosi uno specchio perfetto dei drammi della solitudine. Il tutto, come di consueto, è condito da sanissime risate e gag simpatiche, e non mancherà, come è ovvio, il lieto fine”.
Il Festival proseguirà il 20 ottobre con Teatro 6 Piccola fucina teatrale che presenterà “U mundu è ‘na rota”. Il 27 ottobre sarà il turno di Incanto con “Giù il cappello”, a seguire, il 3 novembre ci sarà ‘A Trambia con “’U cortila d’a pacia”. Il 10 novembre toccherà a Ottantotto 100, in scena con “Mi para ajeri”, il 17 ai Vecchi giovani con “Non ti pago”. Chiuderà la rassegna il 24 novembre Trivonà con “Occhiu non vida”. Nel foyer del teatro Masciari, per tutta la durata del Festival, saranno esposte le locandine degli spettacoli, presenti e passati, che hanno portato in scena le sette compagnie coinvolte nel progetto; tra i manifesti troveranno spazio anche le opere del pittore Fernando Miglietta, “Le maschere della vita”. Il maestro calabrese, originario della Puglia, esporrà soggetti della vita quotidiana, ma che si intersecano con il sogno, attraverso colori brillanti e forti, portando sulla tela la complessità dell’esistenza quotidiana, in cui il gioco è l’unico approdo felice, sicuro.
Ricordiamo che per assistere ai sette spettacoli in programma basteranno solo 50,00 euro di abbonamento, mentre i singoli biglietti per le serate saranno di 10,00 euro. Inizio spettacoli alle ore 21.00, per informazioni: 0961.721490; www.catanzaro.cultura.it, www.teatromasciari.it.
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Cultura, presentazione del nuovo libro di Mons. Bregantini “Sette Lampade”

SETTE LAMPADE – BREGANTINI-NUCERA «Il nostro è un tempo di ricerca e di chiarezza. Ma non basta, perché c’è bisogno ancor più di speranza. La precarietà è insopportabile, assurda, fonte di paura. È una triste sentinella di ansia, una spia del bisogno di sicurezza. Se non evangelizziamo la precarietà si finisce per staccare la fede dalla vita». Sono le parole che aprono il nuovo libro dell’arcivescovo GianCarlo Maria Bregantini, Sette lampade tra le pietre e le stelle, scritto ancora una volta a quattro mani con la giornalista reggina Ida Nucera per la Città del Sole Edizioni.
Una conversazione imperniata su interrogativi che toccano il sociale e la politica, un fitto dialogo che affronta il tema del significato della fede e del ruolo della Chiesa in un tempo difficile, in cui i gravi problemi economici hanno reso instabile il tessuto sociale: l’individuo perde i suoi punti di riferimento e le sue certezze e precipita in una condizione di estrema precarietà che da materiale diventa anche spirituale. «…la casa sociale è crollata e bisogna riedificare e consolidare le sue fondamenta», scrive Ida Nucera, tracciando il percorso che ha portato alla stesura del libro intervista, dopo i precedenti Come perle di una collana e Lettere dalla Calabria, e che presenterà al pubblico giovedì 14 ottobre alle ore 19.30 presso l’Aula Magna dell’Università per Stranieri “D. Alighieri” di Reggio Calabria, insieme a Mons. Bregantini, al Rettore Salvatore Berlingò, a suor Carolina Iavazzo e al prof. Salvatore Miceli.
Nato ancora una volta dalle conversazioni private tra il prelato e la giornalista, si snoda attraverso la discussione sui problemi dell’oggi. A costituire i punti focali del dialogo non sono solo l’incipiente povertà e l’incertezza economica, ma anche i disordini sociali, i rapporti con gli immigrati, il divario sempre più netto fra nord e sud aggravato da alcune scelte politiche; problemi di urgente attualità, tanto da essere scelti come temi della 46° Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, in programma in questi giorni proprio a Reggio Calabria, e che vedrà riunirsi tutti i vescovi italiani, e con loro Mons. Bregantini, attuale presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali, il lavoro, la pace e la giustizia.
Il rapporto tra Chiesa e politica, Chiesa e potere, Chiesa e giustizia, Chiesa e criminalità: come credente, l’autrice cerca risposte vere e autentiche alle insidiose domande che molti si pongono. «Non bastano più parole meramente consolatorie, anche quelle vere, credibili, coinvolgenti non decollano se non sono penetrate dall’autenticità, se non sono accompagnate da testimonianza, da una mano amica e gratuita nel dono di sé. Sette lampade, un numero simbolico che racchiude in sé completezza e complessità, sette lampade che si fanno parole. Parole di carne, di sangue, parole credibili. Il desiderio che ci ha spinto al dialogo con Sua Eccellenza Mons. Bregantini, è riempire di olio ed accendere, ad una ad una, le lampade di cui abbiamo bisogno per continuare o riprendere il cammino».
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Come sei veramente
In fondo ogni giorno,quanto tempo perdi a chiederti come sei veramente…
sei fragile,sei speciale…
sei ironico,sei unico…
sei dolce,sei un miracolo…
sei forse come l’aria…pura ,fresca e trasparente.
sei come il sole….grande,caldo e luminoso.
sei come un pianoforte…..che ha vita solo quando qualcuno sfiora le sue sue corde.
sei tante cose…..e’ proprio questa la tua bellezza di essere vivente.
Oggi puoi essere leggero come una piuma….come una foglia che lenta,
cade , si adagia tra le braccia del vento…..e si lascia cullare,
affinche’ non si schianti a terra……ma lievemente accarezzi il suolo.
Sei la meraviglia del mondo…come quando un bimbo sgrana i suoi occhi grandi…
Sei il sogno che prende forma ogni qual volta vivi la vita. -

Cultura, presentazione del libro “Mistral, storie di vita in Africa” di Melina Ciancia

MISTRAL di M. Ciancia Racconti di vita africana, raccolti dalla viva voce dei protagonisti, abitanti di territori difficili dove solo la fatica e il coraggio rendono possibile sopravvivere. Sono le storie che Melina Ciancia ha scritto in omaggio alla terra africana e a coloro che ha incontrato nei suoi numerosi viaggi.
In Mistral. Storie di vita in Africa (Città del Sole Edizioni) la giornalista reggina, da anni impegnata in progetti di solidarietà in Camerun e Senegal, racconta esperienze vissute in prima persona in questa terra di drammi e gioie, povertà e ricchezze, bellezze e orrori. Sono tutti i paradossi dell’Africa, che colpiscono e avviluppano come Mistral, il vento di Maestrale che sa essere fresco come le sorgenti equatoriali, ma può diventare irruento come i nuovi colonizzatori, ossessivo come le zanzare, soffocante come la calura, travolgente come gli acquazzoni tropicali, pungente come il razzismo.
Il filo della lettura conduce attraverso savane, deserti, fiumi e foreste, nel cuore della vita africana che ferve, che brulica, che sa danzare e sa uccidere in una terra dimenticata da tutti. Ma insegna anche al lettore occidentale la gioiosa vitalità dei popoli africani, la loro capacità di vivere con poco, spesso con meno dell’indispensabile, la serena accettazione con cui affrontano i dolori più terribili, e come basta poco per aiutarli ad avere una possibilità in più.
La presentazione del libro si terrà martedì 12 ottobre 2010 ore 17.00 presso la Sala della Biblioteca della Provincia di Reggio Calabria. Dopo i saluti di Attilio Tucci, assessore alle Politiche sociali della Provincia di Reggio Calabria, Tilde Minasi, assessore alle Politiche sociali del Comune di Reggio Calabria, e Giovanni Nucera, segretario questore Regione Calabria, interverranno Rosa Neto Falcomatà, presidente della Fondazione Italo Falcomatà, Domenica Fava, dirigente scolastico dell’I.T.C. “A. Da Empoli”, e Padre Damiano Diouf, missionario marista e l’editore Franco Arcidiaco.
I proventi del libro saranno devoluti a favore dei centri di accoglienza per giovani e alle scuole gestiti dalle Missioni mariste in Africa, che l’autrice ha già aiutato in passato con la raccolta fondi dei suoi precedenti libri, Yaoundè e Arangea di memoria e di fede, pubblicati entrambi con la Città del Sole Edizioni, e grazie al sostegno del Comune e della Provincia di Reggio Calabria.
Nella sua prefazione Padre Damiano Diouf sottolinea che «L’opera di Melina Ciancia è un lavoro di memoria e resistenza perché non vuole che l’Africa sia dimenticata nell’attualità dalla progredita e ricca civiltà odierna. Lotta e si ribella, quindi, scrivendo contro l’oblio e l’esclusione del Terzo Mondo povero ed economicamente meno avanzato».
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Regione Calabria, predisposto il progetto “Alternanza scuola lavoro”
La Regione Calabria predispone il progetto “Alternanza scuola lavoro”. Il programma, promosso dall’assessorato regionale alla Cultura in sinergia con l’Ufficio scolastico regionale, l’Unioncamere Calabria e Confindustria Calabria, e fortemente voluto dal Presidente Giuseppe Scopelliti come strumento strategico per lo sviluppo economico e produttivo della regione, prevede esperienze di lavoro presso imprese, enti pubblici e privati e associazioni.
“Per la prima volta – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Mario Caligiuri in un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta regionale – la Regione Calabria organizza l’Alternanza scuola e lavoro che comprende l’intero anno scolastico, diventando parte integrante dell’offerta formativa. È, infatti, nostra intenzione arricchire le conoscenze degli studenti calabresi per fornire ai ragazzi competenze utilizzabili nel mondo del lavoro”.
Sui siti di Regione Calabria (www.regione.calabria.it) e di Unioncamere Calabria (www.unioncamere-calabria.it) sono state pubblicate tutte le informazioni e la scheda per partecipare al progetto. Gli istituti potranno coinvolgere gli studenti che frequentano gli ultimi tre anni delle scuole superiori. Le attività devono prevedere almeno cento ore di stages in azienda e trentadue ore di lezioni teoriche. Le scuole potranno presentare la loro domanda di partecipazione entro il 27 ottobre prossimo. Un Tavolo tecnico valuterà le proposte inviate e stilerà una graduatoria entro l’8 novembre 2010.
Alle fasi preliminari del programma hanno aderito oltre il 50% degli istituti superiori della Regione. Ma per l’assessore Caligiuri “l’obbiettivo è di raggiungere una percentuale vicina al 100%, nella convinzione – ha detto – che questo progetto formativo produrrà effetti positivi non solo sui singoli studenti, ma per tutta la comunità calabrese”.
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Reggio Calabria, presentazione recital culturale “Ritorna Loreley alta marea”

Biblioteca De Nava di RC Nel contesto della quinta edizione di “Ottobre piovono libri 2010”, presso la Biblioteca “De Nava” di Reggio Calabria, il Centro Internazionale Scrittori della Calabria e la Biblioteca comunale “De Nava”, Lunedì 11 Ottobre 2010 promuovono la manifestazione: “Ritorna Loreley alta marea”.
L’incontro culturale prevede un recital di liriche tratte dal “Romancero Gitano” di F. G. Lorca. Lorca è considerato il più popolare poeta di lingua spagnola e uno dei più eminenti rappresentanti del teatro moderno. La sua poesia, permeata dalla cultura andalusa, canta le passioni umane compenetrate da sogno e realtà, creando, così, immagini sorprendenti e originali metafore. Il “Romancero Gitano” (1928) è una raccolta di liriche di tema andaluso che ha reso Garcia Lorca il poeta più importante della sua generazione.
L’opera è composta di 18 liriche e comprende quattro nuclei tematici: quello del mondo umano nel quale i Gitani lottano contro la Guardia Civil, quello del mondo celeste rappresentato dai romances di iconografia religiosa, quello delle forze oscure e per ultimo quello della realtà di matrice storico – letteraria.
Durante il recital sarà proiettato un video realizzato dal prof. Nicola Petrolino. Alla chitarra, il maestro Rubens Giuseppe Levi Pennestrì eseguirà alcuni brani di autori celebri della tradizione musicale spagnola.
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Carezza
Un lieve movimento
porta la mano dove poggiano gli occhi.
dolcezza infinita,
di un gesto che non mente.
Parla di segreti,
e in scrigni di malinconia
racchiude i suoi ancor piu’ lenti movimenti.
Una carezza.
La prima e l’ultima.
Da quando nasci a quando muori.
Ti parla.
Io ci sono.
Non servono parole.
In quei momenti di puro e umile ritorno al passato.
Quando era mano di madre che accarezzava le candide guance.
Umide di lacrime ingenuamente versate.
Ora, dopo un tempo lontano,
ritorna quell’emozione dal tocco lieve,
come fiocco di neve accarezza la terra.
Sguardi persi,
ritrovati in una carezza.
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Reggio Calabria, domani conferenza su Lovecraft e “Il solitario di Providence”
Si terrà giorno 8 ottobre 2010 alle presso la Libreria Universalia – in via San Francesco da Paola n.18 a Reggio Calabria – una conferenza, a cura dell’associazione culturale Antro di Thelema, dedicata al solitario di Providence H. P. Lovecraft.
Tema principale sarà la mitologia lovecraftiana analizzata in termini antropologici. Durante la conferenza verrà proiettato un filmato attinente.
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Bugia
Bevo acqua,
fresca come brina.
Mi disseta ma mi lascia ancor sete.
Sempre… … parola falsa e bugiarda.
Cela nello sguardo promesse,
limpide come l’acqua che ancora ho bevuto.
E ancora berro’.
Ma sete avro’ sempre,
e non della stessa acqua mi dissetero’.
Come il cerchio della vita,
prima nasce e poi muore,
il mio bere d’arsura sapra’.
Sempre e’ una bugia
detta per paura di non farti andare via.
Tu l’acqua io la bugia
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Bastavano due occhi
Bastavano due occhi
per suggellare amore,
per interpretare gioie e delusioni.
In quei due occhi,
l’eterno.
L’eterno chiedersi perche’.
Perche’ ci si e’ incontrati.
L’eterno viversi senza mai sfiorarsi,
l’eterno sole che illumina i desideri.
In quei due occhi,
oggi ritrovi il senso per non lasciarti andare,
via via piu’ lento,
fino a morire.
Vivere per quei due occhi,
gioire,
patire.
Quanta luce emanavano quegl’iridi!
Ma ora sgomento,
ti accasci a rimpiangere quel giorno
che mai catturo’ uno sguardo.
Volo rasente,
di fervidi pensieri.
E’ paura il perdersi in quei due occhi.
Li,
pezzetti di cielo
sfumano il nero abitudinale.
Bastavano due occhi… …
E quanti sogni prendevano vita.
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Desideri

Gullo Carmen I desideri…quegli ardenti pensieri
che sanno di miele e a volte di fiele,
travolgenti misteri della notte che nel volere
concitato e pressante della mente,
assumono forme e colori di ineguagliabile bellezza.
Ho desiderato tante volte essere fiume che sfonda gli argini,
per andare a bagnare i deserti percorsi del cuore.
Ho desiderato esere sole,
per illuminare i tristi volti.
Essere vento dell’africa che riscalda nelle tempeste di dicembre,
pioggia battente che bagna le rughe marcate dai dispiaceri.
Ho desiderato essere tutto e niente,
e ancora desidero,
sempre,
cosi elemosina un mendicante
che vive di briciole nella speranza del domani.
Desiderare e’ amare,
desiderare e’ sognare,
desiderare e’ sentire il bisogno di migliorare,
desiderare e’ vita…..
quella voglia infinita
che ti lascia la voglia di leccarti le dita. -

“I VOLI DI CICCIO BOMBA Storie e sogni di un ragazzo calabrese” di Gaetana Scaramozzino
di Marina Crisafi

Ciccio bomba “Lo chiamavano Ciccio Bomba, e lui rispondeva ogni volta come al suo vero nome, e un largo sorriso, dolce e triste, si distendeva sul viso tondo e luminoso come la luna piena, in una notte chiara d’agosto”.
Comincia così ‘I voli di Ciccio Bomba – Storie e sogni di un ragazzo calabrese’ dell’insegnante e autrice reggina Gaetana Scaramozzino, edito da Laruffa. Un romanzo dedicato ai ragazzi ma che fa divertire e riflettere anche gli adulti attraverso la trattazione, con un linguaggio semplice e accattivante, di problematiche attuali come il bullismo, la disabilità, l’educazione alimentare, il gioco, l’amicizia e il rispetto per gli altri.
Il libro ripercorre la vita di Ciccio, questo ragazzino adorabile rimasto ancora in fasce senza genitori e cresciuto con il nonno che lo indirizza alla lettura, all’amore per gli animali e per la natura, non facendogli mancare nulla, cioccolate e merendine comprese.
Sarà proprio grazie a queste leccornie che Ciccio crescerà con un bel viso, delizioso e dorato, ma con un “immenso pancione, gonfio e pesante, che deborda dai pantaloni un po’ scesi” e che sarà la causa della derisione dei suoi compagni, versando in tristi momenti di solitudine che lo porteranno a rifugiarsi nel mondo dei sogni.
Il tempo, però, aggiusterà ogni cosa e, con l’aiuto del nonno, delle suore dell’istituto, degli insegnanti e del preside, chiamati ad esercitare un ruolo di guida nella vita dei bambini e dei ragazzi, Ciccio riuscirà non solo a farsi accettare ma a diventare il leader carismatico della sua classe. E alla fine smetterà persino di essere chiamato “bomba”, diventando per tutti “Ciccio bello”.
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Nel blu cobalto mentre volano gli aironi
Pezzi di cielo
pezzi di vita.
immortalare un momento,
un ricordo nel tempo,
alzare gli occhi al cielo
nel mentre il sole si nasconde e apre il sipario ad oceani di stelle.
in quegli istanti fatati in cui il cielo si tinge di un cobalto
sfuocato,
passo con gli occhi a rimirar il volo di uccelli migratori
che
come pensieri volano via.
aironi in volo,
prima che arrivi la
notte…
come la vita mia che tra mille colori
il sogno se la porta
via. -

Il cammino
Forse non sapevo quanto lungo e tortuoso fosse,
pur consapevole delle avversità,
mi dirigevo nel cammino sbiadito dell’arcobaleno.
Lampi di luce offuscavano il mio dolce andare con occhi puliti…
e poi d’un tratto le lacrime……tante lacrime……come se piovesse dalle mie ciglia,
amare e ancor più amare nel continuare perpetuamente a piangere ogni volta che perdo la linea dell’orizzonte.
Quella linea di un cammino confuso.
Poi a ciel cupo uno squarcio di sereno mi apre il cuore.
Il sogno continua nella speranza che il risveglio non sia cosi brusco da impedire un nuovo cammino. -

“Serafina” di Anna Burgio
di Marina Crisafi

Serafina «Sono nata il 21 dicembre del 1908. Il mio paese si chiama Racalmuto, si trova all’estremo Meridione della meridionalissima Sicilia. Ho ricordi di fame, di miseria, di caldo, di navi grandi per l’America, e di dolore. Adesso so, ricordo, discerno, e racconto. Mi chiamo Serafina Farrauto, e sono morta di parto».
È l’incipit di “Serafina”, prima fatica letteraria dell’autrice Anna Burgio, edito dalla reggina Città del Sole. Serafina, un nome che rievoca quello di un «angelo», è la storia di una donna semplice nata ai primi del ‘900, in un’epoca molto diversa da quella odierna, in una terra che non è la Calabria eppure così simile e vicina a quella di migliaia delle nostre donne, di ieri e di oggi, nei pensieri e nei tormenti che l’hanno accompagnata nella sua pur breve vita. Ad accentuare questa vicinanza, è la formula utilizzata dall’autrice, che si fa narratrice e protagonista, calandosi nella vita di un tempo, esaltandola per la semplicità ormai perduta, ma senza confondersi perché «ognuno ha un suo tempo e un suo luogo per nascere e questa forse insieme al morire è la principale cosa che non siamo in condizione di scegliere» afferma la stessa.
E quello di Serafina è un tempo difficile. Un tempo in cui erano necessari sforzi sovrumani per garantire la sopravvivenza. Un tempo in cui la donna era moglie e madre sottomessa, ma fulcro del focolare. La Burgio dipana il suo memoir lungo la storia della civiltà contadina, scandita dai ritmi delle stagioni e colpita dalla fame, dai terremoti e dalle epidemie, e delle grandi partenze, sui bastimenti diretti ad Ellis Island, per inseguire il sogno americano.
Ma Serafina è una e tante storie insieme. Intorno a lei ruotano tutta una serie di personaggi dal vago sapore verista: il padre, il suocero, il marito e molte donne. Za Rosina, Amalia, Carmena e, su tutte, la madre, una guida seguire fino all’ultimo respiro, esalato nel 1940, proprio mentre la seconda grande guerra entrava nel vivo portandosi via mariti e figli, proprio mentre la modernità bussava alle porte cominciando a cambiare quel piccolo mondo fatto di cose semplici ed essenziali.
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La solitudine
LA SOLITUDINE,
LENTA CANZONE CHE TI BATTE IL CUORE
TI FA EMOZIONARE,
TI DA IL RITMO GIUSTO PER INTONARE
ATTIMI DI APATIA.
E’ UNA STAGIONE,
L’AUTUNNO,
CHE CON LE SUE FOGLIE MORTE
TI STRINGE NELLO STOMACO…E SALE UN NODO IN GOLA.
E’ UNA RELIGIONE,
OVE NEI SILENZI RITROVI TE STESSO IN MEDITAZIONE.
E’ UN LUNGO CAMMINO CHE TI PRIVA DI EMOZIONE…
MA NO!L’EMOZIONE C’E’.
E NASCE DAI RICORDI DI UN MOMENTO
IN CUI ASCOLTI QUELLA STRANA MELODIA…
LA SOLITUDINE. -

Il mio rimpianto
Oltre la nebbia, oltre lo stuporescorgi tenerezze assopite nei fienili,
anime perse e poi abbracciate a un segno indelebile.
Vado via come scia lavata da un inutile acquazzone,
lascio errori e incertezze in quella strada stretta fino a te…
ora non ho paura di chiedere acqua al cielo,sole al cuore e un sorriso che mi scaldi come fuoco scoppiettante.
Forse ti ho lasciato li rinchiuso per sempre….
in quello scatolone ammuffito
tra i rimorsi e ricordi che sgomitano per uscire allo scoperto.
Nuda l’anima non perdona mai chi la spoglia della sua poesia.
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Presentazione del libro “Il Federalismo Indeterminato, diritti nazionali o diritti geografici?”

il federalismo indeterminato Sabato 18 settembre a Palazzo San Giorgio – Reggio Calabria – è stato presentato il libro ” Il Federalismo Indeterminato, diritti nazionali o diritti geografici?”
di Demetrio Naccari Carlizzi
Il federalismo fiscale è oggi la questione nazionale per eccellenza e il punto di crisi e di preoccupazione maggiore per il futuro del Mezzogiorno. Tale processo è divenuto nel dibattito nazionale una clausola talmente neutra da mettere d’accordo tutti e da essere “venduto” come strumento multiforme, tale da poter insieme ridare slancio al Paese, efficienza all’azione pubblica e competitività al sistema economico, sia al Nord quanto al Sud. In un Paese come l’Italia, invece, che sconta ancora forti divari territoriali, esso potrebbe comportare un elevato costo in termini di equità. Ciò rende assolutamente necessaria una riflessione sulla garanzia dei diritti delle persone che potrebbero essere messi a serio rischio, e non soltanto, come è stato fatto sinora, sull’impatto della riforma sui conti pubblici.
Il volume di Demetrio Naccari Carlizzi, Il federalismo indeterminato. Diritti nazionali o diritti geografici, pubblicato dalla Città del Sole Edizioni, affronta in particolare le problematiche derivanti dall’attuazione della legge delega sul Federalismo, nei termini dei divari che si potrebbero creare tra le regioni del Nord e quelle del Sud, delle contraddizioni con la riforma del Titolo V della Costituzione e si chiede quali correttivi una politica nazionale responsabile e un Mezzogiorno credibile devono prospettare.
Questi temi sono stati discussi durante la presentazione del volume sabato 18 settembre alle ore 16.30 presso il Palazzo del Comune di Reggio Calabria alla presenza del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, di Marco Causi, vicepresidente Commissione Bicamerale sul Federalismo, Antonio Lirosi, direttore generale del Gruppo Parlamentare PD, Francesco Russo, docente della Facoltà di Ingegneria Università Mediterranea di Reggio Calabria, l’autore e l’editore Franco Arcidiaco. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Marina Malara.
«Spero che questo libro possa contribuire a chiarire una questione su cui sinora si è fatta tanta demagogia senza il necessario approfondimento – ha affermato l’autore, ex assessore al Bilancio della Regione Calabria -. Un federalismo non orientato costituzionalmente si avvicina al modello del federalismo competitivo e rischia di avvilire i diritti sociali e civili che diventano variabili e territoriali, l’eguaglianza perde anche il profilo di confrontabilità ed equivalenza delle prestazioni dei diversi sistemi autonomistici e diventa un diritto senza contenuto minimo, determinato dalla ricchezza del territorio che si abita». Il paradosso che evidenzia Naccari Carlizzi è che tutto ciò avviene con un sistema tributario unitario e quindi con ricadute paradossali che nel testo sono sviluppate.
I dubbi che nascono non riguardano solo il futuro del Mezzogiorno ma il pericolo che l’Italia rimanga un Paese bloccato, che rinuncia al futuro e si accontenta di avvitarsi attorno ad una cultura egoistica, per la quale ognuno difende i propri privilegi e rinuncia a scommettere su un nuovo progetto.
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Aspetta
Aspetta anche se il tempo stringe un nodo in gola….aspetta e vedi il filo riavvolgersi,
su quella strada nessuna traccia,
di passi ,
di sassi,
di vuoto e tempesta.
Aspetta….volere concitato che trema dentro un deserto vivere,
zolla della terra che acqua non ha piu’,
come un pastore che ha perso la sua prole e aspetta il ritorno del suo Cristo risorto.
Ondeggia il vento tra le tende di un anta.
Aspetta non chiudere le imposte al sole…..
urlagli in faccia il tuo dolore e poi schiavo d’attesa rinuncerai a quel piccolo brivido d’amore
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L’amore
QUEL SUSSURRARE DI VENTO TRA I CAPELLI,
AFFACCIATA AL TUO BALCONE…
LASSU’ LA LUNA A ILLUMINARTI COL SUO BAGLIORE.
ACCAREZZI CON LA MANO UN FIORE.
SENTI LA VITA IN QUEL PICCOLO TESORO .
IL SILENZIO AIUTA IL SENTIMENTO…
LO FA TREMARE….
LO FA RIFLETTERE…
L’AMORE ALEGGIA NELL’ARIA…
SEMPRE…NON PUOI NON SENTIRE QUELLE FORTI VIBRAZIONI,
CHE SOLO SOLITUDINE E ABBANDONO DELL’ANIMA,
COCCOLANO ORA I TUOI RICORDI.
L’AMORE E’ IL RUMORE NEL SILENZIO DEL MONDO.
E’ IL RICORDO CHE SCONVOLGE UN PENSIERO.
E’LA CAREZZA DATA A UN FIORE….CHE NON VIVE DI SOLA ACQUA.
COME NON SI VIVE DI SOLI RICORDI……
SI VIVE D’AMORE. -

La mia vita
Silloge di innumerevoli voli,
spaventati da mille contatti precari .
Un tumulto di strane emozioni,
tra lacrime e versi,
amori e delusioni.
Cammino lungo i deserti dei dispiaceri,
con lampi qua e la’ di sorrisi e gioie,
annaspando in quel mare mosso
da un fuoco vivo che arde di vita…
un vulcano delle viscere di questa terra ammalata
di egoismo e solitudine.
Ma appare di rado quel sole caldo,lucente,
che m’irradia di sogni e desideri nascosti.
Come un torrente in piena ,la mia vita scorre e rincorre
sentimenti nobili che nel tempo ricordano chi sono.
Io….semplicemente a modo mio. -

Sorgente
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Autunno
Non un addio,
ma ancor lontani i ritorni.
Immagini sfuocate
di nebbie e prati abbandonati.
Il fumo dei camini
e tu che ti incammini verso casa
rimani ancora un attimo sull’uscio
a rimirar la sera.
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Al mattino
E’ fiorito nel mio giardino un ardito colore.Un fiore d’amore sbocciato nel cuore.
Luminescente aurora, nel fuoco di un prepotente sole si colora.
Pioggia scende in questo mattino.
E bagna il fiore che delicato e fragile perde i petali suoi.
Una lacrima scende come rugiada all’imbrunire.
Tocca e affonda in un’emozione profonda.
Affievolisce lentamente quel confuso e concitato battito del cuore
E in un soffio di candela si spegne il sentimento.
E ti vedo.
Sei lucchetto arrugginito che da anni tiene chiuso il suo volere.
Un desiderio.
Ora, appoggiati a me.
Tornerai a sfiorare lievemente i pensieri.
E nascera’ un nuovo fiore.
Al mattino
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Archeoderi, le pietre che narrano

archeoderi di Tito Squillaci*
Quando, nel 1983, accanto alla fiumara di San Pasquale, vennero causalmente alla luce i resti di una struttura antica, nessuno avrebbe potuto immaginare che tali ritrovamenti avrebbero influenzato la lettura della storia stessa della Calabria. Infatti, l’identificazione dell’area sinagogale, all’interno di una antecedente villa romana, ha posto prepotentemente in luce l’importante apporto che, fin dal tardo impero (ma forse anche da prima), varie comunità ebraiche hanno dato allo sviluppo del nostro territorio.
Tale apporto, in passato, era rimasto appannaggio degli storici e di specialisti del settore, ma il ritrovamento della sinagoga di San Pasquale ha suscitato un grande interesse, che ha prodotto non solo nuovi studi e ricerche, ma anche rinnovati contatti con la ricca realtà culturale dell’ebraismo contemporaneo.
In questo quadro si inserisce la celebrazione anche a Bova Marina, della XI Giornata Europea della Cultura Ebraica, appuntamento importante, teso non tanto a valorizzare il patrimonio archeologico, quanto a diffondere la conoscenza di una illustre tradizione che ha costituito per lunghi secoli (come ancora costituisce) parte integrante del tessuto culturale, sociale ed economico dell’Europa e della nostra regione.
Le preziose pietre di Bova Marina testimoniano che la civiltà ebraica non è estranea alla nostra terra. Esse, infatti, narrano di produzioni di anfore e di prodotti alimentare, di scambi commerciali con tutto il Mediterraneo, di vita di insegnamento e di preghiera. E aprono la strada ad un percorso che trova in Calabria illustri esponenti della cultura ebraica in epoca bizantina (come il medico ed erudito Donnolo Shabbetai, al quale il nostro paese ha dedicato una via) e operose comunità fino alla prima metà del 500, epoca in cui, come noto, avvenne la dolorosa cacciata.
ARCHEODERI narra tutto questo, ma non solo. Posto nel cuore dell’area ellenofona della Calabria, alle testimonianze della preziosa presenza della cultura ebraica nella nostra regione, unisce il fascino dei reperti protostorici, della lingua greca parlata ininterrottamente da 2800 anni, dei reperti di epoca greco-romana e oltre, fino al VII secolo d.C., per giungere alle tradizioni odierne. Il Parco non nasce solo dall’esigenza di salvaguardare e valorizzare i risultati scientifici conseguiti con gli scavi condotti nel territorio bovese, ma anche dalla volontà di trasmettere ai visitatori l’anima antica e nobile di un territorio che è stato (e vuole tornare ad essere) punto di incontro delle più importanti civiltà (greca, latina, giudaica, araba e altre).
La visita ad Archeoderi, dunque, con i suoi reperti neolitici, greci, romani ed ebraici, non è altro che un incontro con tutte le grandi culture dalle quali sono scaturiti i valori fondanti dell’odierna civiltà occidentale. Visita, dunque, da non perdere, accolti all’ingresso di Bova Marina dal cartello stradale di “benvenuto”, che saluta il visitatore (credo unico paese in Italia) con l’ebraico: shalom!
*Delegato alla Cultura e Lingue Minoritarie Comune di Bova Marina.
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Sbatti le ali e vola via
Ci sono giorni in cui l’odore del mare si mischia alla poesia.Sono quegli attimi persi tra la gente,dove mondo e umore litigano.
I miracoli si sa avvengono nel silenzio,
ci si ammette rare volte uno sbaglio,
persuaso com’e’ il dolore.
Sbatti le ali e vola via triste pensiero
che in questi ultimi giorni d’estate
vorresti sorprendermi col cuore in panne.
Sbatti le ali e vola via mistico sentore
di un’amara apatia.
Sono le luci che si accendono al tramonto
a tingere di malinconia i miei occhi.
A volte il mare parla di sogni,
di origini lontane,
di false trame del domani.
Sbatti le ali e vola via triste pensiero della gelosia…
quando muri di roccia limitavano il cammino,
dove gocce di sudore bagnavano i sacrifici,
ostentati per dimostrare pena e sollievo.
Ora guardo in alto….e ‘ cosi lontano il vuoto,
aspetto e tremo con l’emozione in corpo.
Aspetto e credo nel sentire amore.
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Sentire rumore nel cuore
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Cosenza, la natività di Bernini, ritrovata la testa della vergine
Sabato 4 settembre prossimo, alle ore 19,30, ad Amantea (Cosenza), presso il Complesso Monumentale di San Bernardino, verrà restituito alla collettività un frammento disperso di un’opera d’arte di sommo rilievo. Dopo due secoli è stata difatti ritrovata la testa della Vergine, appartenente alla pala marmorea di Pietro Bernini, raffigurante La Natività, conservata nell’Oratorio dei Nobili della stessa cittadina.Interverranno all’iniziativa: Fabio De Chirico, soprintendente BSAE della Calabria; Gregorio Carratelli, priore Arciconfraternita SS. Immacolata di Amantea; Francesco Tonnara, sindaco di Amantea; Domenico Bevacqua, vicepresidente Provincia di Cosenza; Mario Caligiuri, assessore regionale istruzione e cultura; Francesco Celestino, custode provinciale Frati Minori Conventuali; Alessandra Anselmi, Università della Calabria; Francesco Prosperetti, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria; Mario Panarello, Università della Calabria; Giuseppe Mantella, restauratore.
Lo storico dell’arte Mario Panarello ha recentemente rinvenuto in una dimora privata il prezioso frammento di cui si erano perse le tracce. Il riconoscimento avvenuto su base stilistica è stato comprovato dal combaciare del brano con la parte mutila dell’altorilievo. L’opera, databile agli ultimi anni del Cinquecento rappresenta, nella produzione dello scultore toscano, padre del più famoso Gian Lorenzo, l’unico altorilievo presente in Calabria. Ascrivibile al periodo giovanile dell’artista documenta una notevole abilità tecnica e un’intensa capacità espressiva in un linguaggio già definito, che connota l’autore come uno dei più importanti scultori della tarda maniera.
Questo straordinario ritrovamento rappresenta un prezioso tassello che suggella l’attività della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, diretta da Fabio De Chirico, che ne curerà l’intervento di restauro.
Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Soprintendente: Fabio De Chirico
LA NATIVITA` DI PIETRO BERNINI
Ritrovata dopo due secoli la testa della Vergine
Amantea (Cosenza) – Complesso Monumentale di San Bernardino
Sabato 4 settembre 2010 – ore 19,30
Ufficio stampa: Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria
Silvio Rubens Vivone – Patrizia Carravetta
Tel.: 0984 795639 fax 0984 71246
E-mail: sbsae-cal.ufficiostampa@beniculturali.it
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A mia madre
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Un uomo buono: Bruno Zuccalà
“Se più non fossi vivoquando verranno i pettirossi,
date a quello con la cravatta rossa
per ricordo una briciola.
Se anche non potessi ringraziarvi
perché immerso nel sonno,
sappiate che mi sforzo
con le mie labbra di granito!”
(dalle poesie di Emily Dickinson)
Un uomo buono
Dal circolo del cinema “Il Pettirosso” in memoria di Bruno Zuccalà
Ciao Bruno! Hai visto? C’eravamo tutti a salutarti e persino l’Olmo svelò la sua tristezza…
Sei entrato in Chiesa mentre gli applausi coprivano lacrime e dolore. E poi, non trovando altre parole per poterti definire, Padre Celestino disse: “Bruno era un uomo buono… basta guardarsi intorno e vedere com’è gremita la chiesa e la piazza e la strada…”.
Se le manifestazioni d’affetto potessero diventare movente per risvegliare una persona cara, saresti dovuto uscire immediatamente da quella bara dicendo a tutti con la sigaretta in bocca e l’aria spiritosa della tua voce roca: “zanniava, zanniava…”.
Ma è Suprema l’ultima parola! Di quel Dio e della Madonna che hai sempre amato; di tutti gli Angeli che in fretta e furia per comando di sora morte ti hanno portato via.
Non poteva essere diversamente. Un attacco a sorpresa per impedire ogni possibile reazione. Altrimenti avresti lottato come hai fatto sempre e come ci hai insegnato!
Son profonde le tue orme. La tenacia, la fede incrollabile e l’amore per San Lorenzo di cui ad ogni passo c’è un segno.
Grazie Bruno! Per l’esempio, per il sostegno, per la guida, per le parole.
Ci accompagneranno sempre il tuo cuore generoso ed il tuo sorriso.
Ma ora, io voglio ricordarti come quando da bambina ti vidi per la prima volta.
Eri venuto a trovarci perchè giunti da lontano. Avevi il braccio destro fasciato di bianco ed io, che non capivo perché mia madre piangesse le chiesi: “chi è lui?”.
“è mio fratello” rispose lei.
Così, allungando l’altro braccio, quello sano, il fratello di mia madre mi prese per mano, mi portò in piazza e mi comprò un gelato…
América Liuzzo
Circolo del Cinema “Il Pettirosso”
San Lorenzo (RC)






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