Reggio Calabria, Minniti (IDV): classe politica dell’Area Grecanica “Se ci sei batti un colpo”

Quanto pesa in termini di capacità progettuale e di incisività per lo sviluppo locale la classe politica dell’area grecanica? Questa è la domanda che si pone Antonino Minniti, esponente dell’Italia dei valori per l’area grecanica.

Non intendo polemizzare con amministratori e politici del comprensorio, ma, rimarca il Dott.Minniti, appare imprescindibile aprire una seria discussione sulla presenza e/o assenza di una classe politica locale che, superando i campanilismi e, in diversi casi, interessi puramente personali, riesca a fare massa critica in una ottica di cambiamento dell’agire politico/amministrativo.

In questo contesto, evidenzia l’esponente dipietrista, vorrei segnalare due avvenimenti che  danno contezza dello spessore dei nostri esponenti politici locali senza operare alcuna distinzione di appartenenza politica. Il primo avvenimento riguarda la chiusura del punto nascita del locale nosocomio. Assistiamo in questi giorni alla solita passerella di personaggi che nascondono le loro incapacità con falsi attestati di vicinanza alle gestanti che con coraggio hanno riaperto mediaticamente una questione che non trova alcuna giustificazione, politica e tecnica, nell’operato del governatore Scopelliti.

Sin dall’inizio come partito di Italia dei valori abbiamo rimarcato la necessità di alzare il livello dello scontro chiedendo ai rappresentanti istituzionali e politici di ogni schieramento  di mettere in campo una serie di forti iniziative che potessero bloccare un iter amministrativo che colpiva le esigenze sanitarie del territorio. Nel nostro piccolo, specifica Minniti, abbiamo interessato i nostri rappresentanti in consiglio regionale, in primis l’onorevole Giuseppe Giordano,abbiamo promosso un ordine del giorno in sede di commissione consiliare contrario alla chiusura del punto nascita votato all’unanimità, abbiamo interessato i nostri parlamentari con una interrogazione al Ministro Fazio, siamo stati vicino al personale sanitario.

Mi domando, continua Minniti, se lo stesso impegno è stato profuso dalle altre forze o,al contrario, abbiamo assistito ad una forma di sudditanza nei confronti di un potere politico per il quale sino a pochi mesi prima ci si era mossi  per racimolare consenso. Ricordo, puntualizza Minniti, in occasione dell’incontro tenutosi a Melito con il governatore  l’atteggiamento della società civile presente, giustamente “incazzata”, e  il comportamento quasi remissivo degli esponenti istituzionali e politici presenti in sala.

E allora ci si  chiede  se i colpi di coda di questi giorni da parte delle istituzioni sia  collegabile esclusivamente alla protesta disperata  delle future mamme che hanno scongiurato una disattivazione definitiva e silenziosa del punto nascita. Una classe politica matura e sensibile alle esigenze del territorio, si domanda Minniti, acclarata l’importanza di questa battaglia che non è settaria e campanilistica ma risponde ad esigenze di salute dell’aerea, non avrebbe dovuto anticipare la società civile in una azione di lotta?..

Ora invece  appare quasi penoso e urtante assistere ad una processione caratterizzata  da atteggiamenti ipocriti e presenze che, a tempo scaduto, sperano di recuperare consensi. Il secondo avvenimento, che è passato sotto silenzio e invece la dice lunga sulla qualità della classe politica locale, è rappresentato dalla vicenda dei piani integrati di sviluppo locale (PISL) che, nell’ambito della programmazione comunitaria,rappresentano  una risorsa importante per i territori locali.

Ebbene, puntualizza l’esponente di Italia dei valori,anche in questo caso, benché il territorio esprima  un vicepresidente della Giunta provinciale, due assessori e un consigliere provinciale, l’area grecanica non è stata inserita  nel tavolo di concertazione provinciale disposto con la deliberazione n° 55 del 4 marzo 2010, mentre, al contrario, le altre aree della provincia sono state adeguatamente rappresentate.

L’assenza da questo importante tavolo purtroppo ha fatto sì che nella definizione  delle priorità strategiche  inserite nel rapporto conclusivo l’area grecanica rivesta un ruolo marginale rispetto ad altre aree e, addirittura, nel contesto complessivo sia stato dimenticato il borgo di Pentedattilo fra  i centri storici  definiti rilevanti o di interesse o  inseriti all’interno dei parchi antropici ( ma Pentedattilo è proprio riconosciuto come parco antropico).

La stessa cittadina di Melito, centro propulsivo di tutta l’area, in altre linee di intervento viene messa in secondo ordine. Come sarà possibile, si domanda l’esponente di Italia dei valori,  ovviare a questa dimenticanza che può significare il venir meno di ingenti investimenti a favore del vecchio borgo con tutte le conseguenze in ordine allo sviluppo dell’intera area. Non sarebbe il caso che l’amministrazione Iaria, che pure ha investito tanto nel recupero del vecchio borgo, faccia sentire la propria voce nei confronti dell’amministrazione provinciale che nella stessa analisi di contesto elaborata dall’ufficio del piano definisce Pentedattilo  “un borgo soggetto a crolli e a un doloroso degrado” omettendo tutti gli interventi  operati negli ultimi anni.

Questo il quadro desolante che emerge da due episodi che però sono sintomatici di una classe politica che, nell’avvio di una profonda autocritica,  va in ogni caso riformata: e allora, conclude Minniti,  mi rivolgo anche alla società civile: se ci sei batti un colpo.

Maria Cristina Condello

Maria Cristina Condello ha conseguito la laurea Magistrale in "Informazione, Editoria e Giornalismo" presso L'Università degli Studi Roma Tre. Nel 2015 ha conseguito il Master di Secondo Livello in "Sviluppo Applicazioni Web, Mobile e Social Media". Dal 2016 è Direttore Responsabile della testata giornalistica ntacalabria.it

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