Reggio Calabria, “Di fronte al testo”: 5 studiosi si confrontano sull’interpretazione

Reggio Calabria, “Di fronte al testo”: 5 studiosi si confrontano sull’interpretazione

Foto  tav rotonda - Di fronte al testo

Foto tav rotonda – Di fronte al testo

Il Centro Internazionale Scrittori della Calabria ha organizzato, nella Sala Conferenze della Libreria “Culture”, una tavola rotonda sul tema “Di fronte al testo: interpretazioni lecite, interpretazioni illecite, interpretazioni geniali”.

Dopo i saluti di Loreley Rosita Borruto, Presidente del CIS, il moderatore dell’incontro, Gianfranco Cordì, ha dato la parola al dott. Giuseppe D’Agostino. “Noi dobbiamo sempre inserire il testo all’interno di un contenitore più ampio che è il contesto dal quale è stato generato”, ha detto D’Agostino.

Ha preso poi la parola il dott. Franco Iaria il quale ha affermato: “Tutto è interpretazione ma l’interpretazione non è tutto”. In questo senso il critico letterario di formazione marxista, ha spiegato che esistono anche dei “fatti”, degli “zoccoli duri” non ulteriormente interpretabili – è questa la lezione di Maurizio Ferraris che col “manifesto del Nuovo Realismo” ha finalmente messo in evidenza la rilevanza della Realtà come quella cosa che “insiste” e “persiste” e che non può essere emendata. E’ intervenuta poi Mila Lucisano la quale ha dichiarato: “Interpretare un testo alla maniera di Propp, cercando le strutture insite in esso, fa perdere la storicità dell’oggetto che si ha di fronte”.

La prof. Francesca Saffioti ha quindi affermato: “Aristotele diceva che la verità si dice in molti modi. Non esiste un unico senso. E lo strutturalismo ci ha fatto capire che non siamo noi i proprietari dell’interpretazione. Il testo inoltre non si esaurisce mai nel suo contesto”. Molte le domande che a questo punto si sono aperte alla discussione: esistono interpretazioni giuste? Perché alcune interpretazioni possiamo considerarle indubitabilmente sbagliate? Quali sono le caratteristiche di un interpretazione veramente originale? Il dott. Gianluca Romeo ha tirato le fila di tutto il discorso: “Occorre fare violenza al testo e fare uscire il non-detto”. L’interpretazione, per essere valida, deve essere sempre estrema e pericolosa. 

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