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È stata inaugurata al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria l’installazione espositiva “Mediterranee. Architettura e Design per Gianni Versace“, realizzata dal Dipartimento di Architettura e Design dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Un omaggio alla terra dello stilista. Un dialogo tra antico e contemporaneo. Un progetto che porta la firma dei giovani.
La mostra: studenti e Versace ai piedi dei Bronzi di Riace
La mostra resterà aperta fino al 3 maggio e si inserisce nel programma espositivo della mostra Gianni Versace Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute, curata da Sabina Albano e Fabrizio Sudano.
Non è una mostra tradizionale. L’installazione rappresenta il risultato del lavoro interdisciplinare degli studenti dei corsi di Architettura, Design e Design per le culture mediterranee, che hanno reinterpretato l’immaginario mediterraneo di Versace, integrando le loro competenze progettuali con gli spazi e le architetture del Museo.
Al centro c’è il Mediterraneo. Come radice culturale. Come fonte di ispirazione estetica. Come filo che collega Versace alla Magna Grecia.
L’allestimento: totem, geometrie e videomapping
L’impatto visivo è immediato. L’esposizione comprende una disposizione di totem figurati nella corte interna di Piazza Orsi, organizzati secondo una scomposizione geometrica ispirata alla “greca” ricorrente nelle creazioni del grande stilista, oltre a un videomapping sulla facciata principale del Museo, che trasforma l’architettura e lo spazio urbano in elementi attivi della narrazione visiva.
Il percorso espositivo include cinque abiti iconici di Gianni Versace, scelti per creare un confronto diretto con i reperti archeologici e le collezioni permanenti del Museo, inclusi i Bronzi di Riace, dando vita a un dialogo tra passato e contemporaneità, tra geometrie antiche e linguaggi del design moderno.
Il valore culturale: Università e Museo, un binomio vincente
Il direttore Fabrizio Sudano ha dichiarato che il Museo si conferma luogo aperto alla sperimentazione e al dialogo tra discipline, e che gli spazi e le collezioni hanno agito come strumenti attivi della progettualità dei giovani progettisti, contribuendo a creare un dialogo continuo tra memoria, creatività e contemporaneità.
Il rettore Giuseppe Zimbalatti si è detto particolarmente soddisfatto dell’esito del progetto, nell’ambito della collaborazione tra l’Università e il Museo nelle rispettive missioni culturali, didattiche e di ricerca.
La mostra è aperta al pubblico fino al 3 maggio 2026. Ingresso libero nella corte interna di Piazza Orsi. Ogni sera il videomapping illumina la facciata su Piazza De Nava.
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