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La crisi energetica in Calabria si stringe come un cappio. Piovono aumenti mentre le saracinesche si alzano a fatica, i distributori vengono presi d’assalto e nei bar il caffè si paga senza guardare il resto.
Il quadro è chiaro. Ed è pesante.
Crisi energetica: bollette in rialzo dall’1 aprile
Per il secondo trimestre del 2026, Arera ha ufficializzato un aumento dell’8,1% sulla bolletta della luce per i clienti vulnerabili in regime di maggior tutela. Non è un pesce d’aprile. È una stangata reale.
Questa variazione riflette le forti tensioni registrate sui mercati internazionali. Il conflitto in Medio Oriente ha bloccato i traffici commerciali nello Stretto di Hormuz, facendo salire le quotazioni di gas e petrolio.
Il trend è preoccupante sul lungo periodo. Secondo l’Unione nazionale consumatori, il prezzo della luce ha fatto registrare un balzo del 36,6% a partire dall’aprile 2021. Le previsioni del Codacons indicano che la spesa energetica per le famiglie in tutela potrebbe raggiungere i 1.813 euro nel 2027.
Benzina e diesel: il pieno diventa un lusso
La crisi energetica non risparmia i distributori. In tre mesi il diesel è salito di oltre quaranta centesimi al litro. Un pieno medio costa almeno venti euro in più.
Secondo l’Unione nazionale consumatori, il gasolio ha toccato un picco di 2,048 euro al litro, collocando la Calabria al quinto posto in Italia per caro carburante. La benzina segna 1,764 euro al self.
In alcune stazioni compaiono cartelli di esaurimento scorte. Le tensioni nello Stretto di Hormuz si riflettono anche nei depositi locali.
Autotrasporto e imprese: la protesta monta
La tensione si è spostata sul fronte dell’autotrasporto. I camion restano fermi o minacciano di farlo. Le piazze si riempiono di assemblee permanenti. Il fermo nazionale è previsto dal 20 al 25 aprile.
Anche le piccole imprese soffrono. La riduzione delle risorse destinate alla Transizione 5.0 viene letta da Confapi Calabria come una rottura del patto tra Stato e sistema produttivo. In Calabria il tessuto economico è fatto in larga parte di piccole imprese, e ogni variazione di scenario pesa più che altrove.
Klaus Algieri di Confcommercio è netto: «In Calabria gli impatti della crisi energetica risultano ancora più evidenti a causa delle criticità infrastrutturali e logistiche che continuano a penalizzare il sistema produttivo».
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