Casa di riposo di Rizziconi incassa soldi dell’ASP e lascia lavoratori dipendenti e licenziati senza un centesimo

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Riceviamo e pubblichiamo:

Pensavamo che il peggio fosse passato e si poteva intravedere un percorso nuovo e positivo per rilanciare le attività sociali senza finalità di lucro, che operano in convenzione con il Servizio Sanitario Pubblico e il Dipartimento delle Attività Sociali della Regione Calabria.

Purtroppo ci accorgiamo che tutti i nostri buoni intenti, alla Casa di Riposo S. Francesco d’Assise di Rizziconi, non trovano corrispondenza nelle persone preposte alla gestione di una realtà sociale molto delicata e fortemente chiacchierata per i debiti accumulati verso i lavoratori.

Pur nonostante la forza lavoro sia stata ridotta di ben 20 dipendenti, licenziati in maniera collettiva e illegittima, i soldi alla Fondazione non bastano mai e questi licenziati aspettano ancora il pagamento di ben 9 mensilità e della buonuscita. Stranamente il debito di questa Casa di Riposo e Protetta, lievita anche per il mancato pagamento del salario dei lavoratori dipendenti che aspettavano di ricevere ben 6 mensilità (Aprile, Maggio, Giugno, Novembre, Dicembre e 13^ Mensilità), e sono rimasti a mani vuote anche durante le festività Natalizie e di fine anno.

Appresa la notizia, pensavamo di poter intervenire presso la direzione dell’ASP e sul Dipartimento Regionale dei Servizi Sociali, ma, ci siamo accorti con grande sorpresa che: la Fondazione S. Francesco d’Assise di Rizziconi ha incassato ben € 705.269,73 dal 16 Febbraio al 12 Dicembre 2011.

A quest’importo si aggiungono tutte le pensioni e le tredicesime delle persone anziane ricoverate, riscosse direttamente dalla Casa di Riposo e, inoltre, altre rimesse sono arrivate dal Dipartimento Servizi Sociali. L’incasso complessivo supera abbondantemente il milione di euro ma, chi dirige la Fondazione ha deciso comunque di non pagare i lavoratori e farli soffrire anche sotto le festività di Natale e di fine anno. Una “astuta” mossa strategica per far scoppiare sempre più la rabbia e la disperazione già presente nei lavoratori licenziati e in quelli rimasti a lavorare.

Una “bella” motivazione per far montare un’eclatante protesta e mandare all’aria l’intera assistenza ai poveri ignari vecchietti ricoverati. Certo la stupidità di chi pensa di poter mandare avanti l’assistenza con serenità senza pagare il lavoro è il culmine dell’ignoranza gestionale e diventa intollerabile sotto tutti i profili  legali.

A questo punto vorremmo capire dove sono gli organismi di controllo e ci chiediamo: esiste ancora l’ufficio ispettivo dell’ASP e della Regione Calabria che possa intervenire su fatti così gravi? I dirigenti regionali e dell’ASP sono tutti quanti seduti a tavole ricche e di tutto imbandite fregandosene di chi non può dare da mangiare ai propri figli?

Perché le continue denuncie di inefficienza, fatte da questa organizzazione, non trovano un minimo di attenzione nelle istituzioni per frenare il degrado imperante di una realtà con grande potenzialità ma gestita in maniera inadeguata senza rispetto per chi lavora e, conseguentemente verso le persone anziane ricoverate? Cosa si nasconde dietro quest’assordante silenzio?

Se questo modo libertino è il preludio di come si andrà a gestire l’intera Sanità Calabrese, ben presto saremo impegnati in una forte lotta di contrasto a tutte le forme irregolari e illegali di gestione, continuando a mobilitare l’intero territorio e quelle persone per bene, nell’unico obiettivo di far valere i diritti del Popolo Calabrese, dei lavoratori e di quella classe dirigente che si ritrova in questi principi per l’affermazione della legalità e della vita del lavoro.

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Author: Cristina

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