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Catanzaro

Costituita la sede di Catanzaro dell’Associazione Nazionale di Volontariato di Protezione Civile “Angeli Blu”

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Si è costituita la sede di Catanzaro dell’Associazione Nazionale di Volontariato di Protezione Civile “Angeli Blu”. Presidente dell’Associazione è la Dott.sa Agostina R. Palermo e Vice Presidente Pierpaolo Pizzoni. Presente all’incontro anche il Disaster Manager Pietro Gualtieri Presidente Nazionale dell’Associazione di Volontariato di Protezione Civile  “Angeli Blu”.

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 L’Associazione di Volontari di Protezione Civile “Angeli Blu” si prefigge lo scopo di svolgere, nell’ambito della Protezione Civile e nell’intento di agire in favore di tutta la collettività, l’attività di previsione, prevenzione e soccorso in occasione di eventi dannosi, intervenendo nelle emergenze che interessano il territorio Comunale. Un impegno con l’obiettivo, dopo quello della razionalizzazione delle competenze e del coordinamento delle varie forze coinvolte, che deve essere quello di addestrare e qualificare il Volontariato di Protezione Civile, affinché si concretizzi finalmente una sinergia di forze qualificate che determini chi fa e cosa deve fare.

“La gestione di un’emergenza o l’evacuazione di spazi pubblici –  ha sottolineato la Presidente Dott.sa Palermo – sono questioni particolarmente importanti nella società odierna. Allo stesso modo la migliore conoscenza, delle dinamiche comportamentali che agiscono in contesti di emergenza ed il ruolo delle condizioni materiali e le caratteristiche dello spazio interessato, risulta fondamentale per coloro i quali sono chiamati istituzionalmente a prevenire e a gestire tale situazione.”  Per questo una delle prime iniziative da prendere, non in termini episodici ma in modo programmato e concreto, è quella di diffondere al massimo la cultura della protezione civile tra i cittadini, sia in termini di auto protezione sia in quelli di partecipazione sociale.

Fino ad ora l’atteggiamento è stato quello di ricorrere a provvedimenti tampone quando il danno è stato già fatto e ci ritrova in piena emergenza. Tuttavia c’è anche un altro livello su cui lavorare ed è quello della formazione culturale di un popolo. Si deve riuscire a parlare del rischi senza per questo essere considerati degli allarmisti, analizzando i dati e capire l’entità del rischio. Ora è del tutto evidente, che di fronte ad uno stato di dissesto idrogeologico, occorre prestare maggiore attenzione alla prevenzione in quelle parti del territorio che attualmente manifestano evidenti condizioni d’instabilità, e questo è quanto mai necessario e auspicabile.

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