Catanzaro: allarme clostridioides difficile dopo il decesso di un bambino

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La morte di un bambino a Catanzaro ha acceso un forte allarme riguardo al Clostridioides difficile, un batterio noto per causare infezioni intestinali.

Questo microrganismo, oggi chiamato più correttamente Clostridioides difficile, può provocare gravi problemi quando l’equilibrio della flora batterica dell’intestino risulta compromesso.

Normalmente, il batterio può essere presente nell’intestino di alcune persone senza manifestare sintomi, tuttavia, in determinate circostanze, può proliferare e produrre tossine che danneggiano la parete del colon.

Cos’è il Clostridioides difficile e come agisce

Il Clostridioides difficile è un batterio che, quando si moltiplica eccessivamente, rilascia tossine, principalmente la tossina A e la tossina B.

Queste sostanze sono responsabili dei danni alla mucosa intestinale, in particolare al colon.

L’infezione, denominata infezione da Clostridioides difficile (CDI), si manifesta soprattutto in situazioni specifiche.

Fattori di rischio e trasmissione del batterio

L’infezione da Clostridioides difficile si contrae frequentemente in diverse condizioni.

Spesso, essa si verifica dopo l’assunzione di antibiotici, i quali eliminano non solo i batteri nocivi ma anche quelli “buoni” dell’intestino, creando così un ambiente favorevole alla proliferazione del C. difficile.

Inoltre, il rischio aumenta significativamente durante o dopo un ricovero ospedaliero o in altre strutture sanitarie.

In questi contesti, infatti, il batterio può diffondersi facilmente attraverso le spore, forme resistenti del microrganismo.

Infine, le persone più vulnerabili sono quelle fragili, gli anziani e coloro che presentano difese immunitarie ridotte, poiché il loro organismo è meno capace di contrastare l’agente patogeno.

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Author: Claudia