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REGGIO CALABRIA – Un acceso dibattito si è scatenato in Calabria sulla proposta di legge regionale riguardante lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi pubblici. Il Gruppo idonei concorsi – coordinamento nazionale ha sollevato forti polemiche in seguito alla seduta della Prima Commissione del Consiglio regionale della Calabria, tenutasi il 4 settembre 2026.
Al centro della contestazione vi è la proposta di legge n. 65/13^, presentata dai consiglieri Gianpaolo Bevilacqua e Mattiani, che nella sua versione originale prevedeva l’obbligo per la Regione e gli enti regionali di scorrere le graduatorie di merito ancora valide prima di bandire nuovi concorsi.
La modifica della proposta di legge e le contestazioni
Questa previsione iniziale avrebbe rappresentato un passo significativo per il riconoscimento delle professionalità già selezionate attraverso procedure concorsuali. Tuttavia, il testo è stato profondamente modificato dagli emendamenti presentati in Commissione. La principale contestazione riguarda l’articolo 1.
Nel testo originario, la Regione e gli enti interessati avrebbero avuto “l’obbligo di procedere allo scorrimento delle proprie graduatorie di merito in corso di validità”. L’emendamento depositato in Commissione ha sostituito questo obbligo con una formula più debole, indicando che gli enti dovrebbero “verificare la possibilità di procedere prioritariamente allo scorrimento”.
Le preoccupazioni del Gruppo idonei concorsi
Per gli idonei, questa modifica rappresenta una differenza sostanziale. La nuova formulazione, infatti, non impone all’amministrazione di utilizzare una graduatoria esistente, ma solo di effettuare una verifica preliminare. Secondo il gruppo, un ente potrebbe procedere con un nuovo concorso dopo aver semplicemente attestato l’impossibilità o la non opportunità dello scorrimento.
Inoltre, un altro punto critico è l’emendamento all’articolo 4, che limiterebbe a 12 mesi l’efficacia della futura legge regionale. Questa scelta è considerata penalizzante per chi è già inserito in graduatorie ancora valide, poiché il tempo necessario all’applicazione della norma potrebbe coincidere con la scadenza delle graduatorie stesse.
Le accuse alla politica regionale e l’appello al voto
Il Gruppo idonei concorsi parla apertamente di una norma “svuotata”, accusando la politica regionale di aver trasformato un intervento potenzialmente favorevole in una misura priva di efficacia vincolante. La protesta assume un carattere politico, chiamando in causa le scelte della politica calabrese in materia di reclutamento nella pubblica amministrazione.
Il gruppo evidenzia un paradosso: professionalità selezionate attraverso concorsi banditi in Calabria possono essere utilizzate da amministrazioni di altre regioni, mentre in Calabria le stesse graduatorie rischiano di non essere valorizzate. Nuovi concorsi di Azienda Zero per la sanità in Calabria sono un esempio di come le politiche di reclutamento siano un tema caldo.
Nel mirino finiscono le politiche di reclutamento e stabilizzazione a livello regionale e nazionale, rispetto alle quali il coordinamento chiede di privilegiare chi possiede una qualificazione ottenuta tramite concorso pubblico.
“Utilizzeremo l’unico strumento sovrano in nostro possesso: il voto”, ha dichiarato il coordinamento, annunciando l’intenzione di sostenere alle prossime elezioni chi dimostrerà concretamente di voler valorizzare le competenze e le graduatorie degli idonei concorsi graduatorie regionali. Il documento è stato firmato dall’avvocata Luana Tassone, presidente nazionale e regionale del Gruppo Idonei Concorsi.
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