Lettera aperta di Mimmo Talarico al presidente Scopelliti

A proposito di pari opportunità e doppia preferenza di genere

prendo atto con piacere che la Giunta regionale, insieme alla Commissione regionale Pari opportunità, si stia mobilitando per introdurre nell’ordinamento regionale una norma sulla doppia preferenza di genere, per favorire, in condizione di uguaglianza, l’accesso delle donne alla carica di consigliere regionale.

Ciò in considerazione del fatto che in Calabria, su cinquanta consiglieri regionali non c’è nemmeno una donna. Un caso unico in Italia, che interroga l’intera classe politica sui limiti e sull’arretratezza del sistema politico calabrese, sugli ostacoli che le donne incontrano in esso per affermare le proprie idee, le proprie sensibilità, il loro specifico punto di vista sulla realtà.

Presentando alla stampa la manifestazione denominata “La Democrazia paritaria”, che si terrà lunedì 26 alla teatro Politeama di Catanzaro, alla quale, insieme al Ministro della Giustizia Paola Severino, parteciperà sia Lei che il Presidente del Consiglio regionale, il Presidente della Commissione regionale per le Pari opportunità Giovanna Cusumano ha dichiarato che verrà presto approntato un emendamento alla legge elettorale vigente per consentire all’elettore di esprimere due preferenze, purché le stesse siano riferite ad un uomo e ad una donna.

Bene. L’iniziativa e’ meritevole. Vorrei però ricordarLe che una proposta di legge sulla doppia preferenza di genere già giace da un anno inevasa presso il consiglio regionale.

Mi riferisco alla proposta di legge n. 170/9^, presentata dal gruppo regionale di Italia dei Valori, che mi vede primo firmatario.
Essa è stata depositata presso la Segreteria del Consiglio regionale in data 08.03.2011 ed assegnata  in data 09.03.2011 alla Commissione Autoriforma per l’esame di merito.

È passato dunque più di un anno da quando l’iter legislativo ha preso formalmente avvio, ma ad oggi lo stesso non ha fatto alcun passo in avanti.
Tant’è che proprio nelle ultime settimane ha preso il via una mobilitazione dal basso delle donne, di diversa estrazione e orientamento politico, per chiedere che il consiglio regionale incominci ad occuparsene.

In tutta sincerità mi sarei aspettato che il presidente  del Consiglio regionale  si attivasse, già nei mesi scorsi, per richiamare il Consiglio regionale alle sue responsabilità, provvedendo all’immediata calendarizzazione della proposta ovvero che avviasse con noi un confronto per un percorso condiviso.
Ma tant’è. Avendo a cuore il conseguimento dell’obiettivo, piuttosto che la nostra visibilità politica, siamo disponibili anche a ritirare la nostra proposta ed a presentare, con la maggioranza, un nuovo testo.

A Lei presidente Scopelliti chiedo ordunque di farsi carico, nelle prossime settimane, di questa nostra offerta, per evitare che su una questione tanto importante, che afferisce alla qualità stessa della democrazia, si possano innescare meccanismi inutili di contrapposizione tra i diversi schieramenti e, paradossalmente, tra le stesse donne che, a vario titolo, propugnano una riforma del sistema elettorale.

Mimmo Talarico (Consigliere regionale IDV)

A proposito di pari opportunità e doppia preferenza di genere

 

prendo atto con piacere che la Giunta regionale, insieme alla Commissione regionale Pari opportunità, si stia mobilitando per introdurre nell’ordinamento regionale una norma sulla doppia preferenza di genere, per favorire, in condizione di uguaglianza, l’accesso delle donne alla carica di consigliere regionale.

 

Ciò in considerazione del fatto che in Calabria, su cinquanta consiglieri regionali non c’è nemmeno una donna. Un caso unico in Italia, che interroga l’intera classe politica sui limiti e sull’arretratezza del sistema politico calabrese, sugli ostacoli che le donne incontrano in esso per affermare le proprie idee, le proprie sensibilità, il loro specifico punto di vista sulla realtà.

 

Presentando alla stampa la manifestazione denominata “La Democrazia paritaria”, che si terrà lunedì 26 alla teatro Politeama di Catanzaro, alla quale, insieme al Ministro della Giustizia Paola Severino, parteciperà sia Lei che il Presidente del Consiglio regionale, il Presidente della Commissione regionale per le Pari opportunità Giovanna Cusumano ha dichiarato che verrà presto approntato un emendamento alla legge elettorale vigente per consentire all’elettore di esprimere due preferenze, purché le stesse siano riferite ad un uomo e ad una donna.

 

Bene. L’iniziativa e’ meritevole. Vorrei però ricordarLe che una proposta di legge sulla doppia preferenza di genere già giace da un anno inevasa presso il consiglio regionale.

 

Mi riferisco alla proposta di legge n. 170/9^, presentata dal gruppo regionale di Italia dei Valori, che mi vede primo firmatario.

Essa è stata depositata presso la Segreteria del Consiglio regionale in data 08.03.2011 ed assegnata  in data 09.03.2011 alla Commissione Autoriforma per l’esame di merito.

 

È passato dunque più di un anno da quando l’iter legislativo ha preso formalmente avvio, ma ad oggi lo stesso non ha fatto alcun passo in avanti.

Tant’è che proprio nelle ultime settimane ha preso il via una mobilitazione dal basso delle donne, di diversa estrazione e orientamento politico, per chiedere che il consiglio regionale incominci ad occuparsene.

 

In tutta sincerità mi sarei aspettato che il presidente  del Consiglio regionale  si attivasse, già nei mesi scorsi, per richiamare il Consiglio regionale alle sue responsabilità, provvedendo all’immediata calendarizzazione della proposta ovvero che avviasse con noi un confronto per un percorso condiviso.

Ma tant’è. Avendo a cuore il conseguimento dell’obiettivo, piuttosto che la nostra visibilità politica, siamo disponibili anche a ritirare la nostra proposta ed a presentare, con la maggioranza, un nuovo testo.

 

A Lei presidente Scopelliti chiedo ordunque di farsi carico, nelle prossime settimane, di questa nostra offerta, per evitare che su una questione tanto importante, che afferisce alla qualità stessa della democrazia, si possano innescare meccanismi inutili di contrapposizione tra i diversi schieramenti e, paradossalmente, tra le stesse donne che, a vario titolo, propugnano una riforma del sistema elettorale.

 

                                                                                                              Mimmo Talarico (Consigliere regionale IDV)

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