Questo post é stato letto 200 volte!
La vedova di Serafino Congi, l’uomo deceduto il 4 gennaio 2005 per un arresto cardiaco lungo il tragitto tra San Giovanni in Fiore e Cosenza, ha rotto il silenzio. Caterina Perri ha denunciato pubblicamente la lunga e inutile attesa che ha preceduto il decesso del marito, sottolineando come la sua storia non sia un caso isolato. La morte di Serafino Congi a seguito di un’emergenza sanitaria mal gestita ha sollevato nuovamente il dibattito sulla “tempo-dipendenza” delle patologie acute in Calabria.
La battaglia di Caterina Perri contro il silenzio istituzionale
Caterina Perri, insegnante di diritto e madre di due figlie, ha espresso il suo dolore e la sua indignazione. Ha paragonato la sua solitudine a quella descritta da Oriana Fallaci, evidenziando il silenzio istituzionale che spesso circonda chi cerca giustizia. La donna ha recentemente presentato il suo libro “L’attesa”, edito da Rubbettino, dove emerge la critica al potere che, pur cambiando forma, rimane immutabile nelle sue contraddizioni.
Un appello contro l’ingiustizia sociale
La vedova ha affermato con forza che “Siamo tutti Serafino”, sottolineando come la sua battaglia non sia una sfida personale, ma un grido contro l’ingiustizia sociale diffusa. Ha idealmente raccolto il testimone di Oriana Fallaci, utilizzando la scrittura e la sua testimonianza per impedire che storie di negligenza e ingiustizia cadano nell’oblio. Questo impegno rappresenta per lei un atto politico fondamentale per spingere le persone a reagire e a non essere complici del sistema.
Il ricordo di un caso che fa riflettere
Il caso di Serafino Congi è diventato un simbolo di come le emergenze sanitarie, quando non gestite con la dovuta urgenza, possano avere esiti fatali. La vicenda, avvenuta quasi vent’anni fa, continua a generare riflessioni sulla qualità dei servizi sanitari e sulla necessità di garantire risposte tempestive ai cittadini in situazioni critiche. La denuncia di Caterina Perri mira a scuotere le coscienze e a promuovere un cambiamento concreto.
Leggi anche:
- Quasi cinque ore in treno da Villa San Giovanni a Cosenza
- Bilancio san Giovanni in Fiore, sindaco alla prova decisiva
- Droga in Lido a Motta San Giovanni, denunciati tre uomini
Questo post é stato letto 200 volte!

