Centinaia di calabresi pubblicano su Fb una foto per la SS 106

Centinaia di calabresi pubblicano su Fb una foto per la SS 106

Il Gruppo “BASTA VITTIME SULLA S.S.106”, nato appena il 9 maggio scorso, ha ottenuto ad oggi circa 13.000 adesioni. Successo ottenuto, occorre dirlo, anche grazie alla singolare iniziativa degli organizzatori del gruppo: quella di invitare tutti coloro i quali hanno aderito al gruppo a fare una foto con un cartello e la scritta “Io ho aderito #bastavittime106”.

Centinaia le foto pervenute nel Gruppo che poi invadono il noto social network Facebook: immagini che arrivano da ogni parte della Calabria ma anche dagli emigranti calabresi in Italia e all’estero (addirittura anche dall’Argentina).

Un fenomeno così contagioso e partecipato che ha addirittura ottenuto la prima pagina del noto quotidiano “Il Crotonese”.

«È bello poter constatare – afferma Pugliese, Fondatore del Gruppo e autore del libro “Chi è Stato?” sulla S.S. 106 – che c’è una Calabria sensibile sul tema della “strada della morte” ed è pronta ad aderire all’appello “Basta Vittime Sulla S.S. 106”. Questa è una Calabria diversa, una Calabria sana ed è soprattutto una Calabria che mai come oggi si è determinata per cambiare la storia di questa strada nel rispetto assoluto della memoria dei tanti, tantissimi che proprio su questa strada hanno perso la vita, delle loro famiglie, parenti ed amici».

«Noi non dimentichiamo e, soprattutto, noi andremo avanti in quel processo di necessario ormai improcrastinabile che serve per risvegliare le coscienze di tutti i calabresi prima ancora che delle istituzioni, di chi è responsabile, ecc.».

«Sono molto contento – conclude Pugliese – della prima pagina su “Il Crotonese”: quando l’informazione assolve al suo ruolo importantissimo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi veri della nostra Calabria e sulle iniziative valide, come la nostra, che vengono intraprese e condivise addirittura da moltissimi giovani, per cambiare in meglio la nostra amata regione si riesce inevitabilmente a dar vita ad una utilità per la collettività che diventa straordinaria».

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