Reggio Calabria: colpo alla ‘ndrangheta, ricostruita confederazione criminale

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Reggio Calabria, 14 luglio 2026 – Un’ampia operazione condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha inferto un duro colpo alla ‘ndrangheta, portando all’arresto di 79 persone.

L’inchiesta ha svelato la complessa struttura di una confederazione criminale che, attraverso storiche famiglie mafiose, controllava il territorio e ridefiniva equilibri e affari illeciti.

I dettagli del blitz sono stati illustrati in procura, evidenziando il lavoro sinergico di carabinieri e polizia.

L’operazione ha coinvolto oltre 500 uomini delle forze dell’ordine, impegnati nell’esecuzione dei provvedimenti giudiziari.

L’operazione e le accuse

L’intervento ha portato a 73 custodie cautelari in carcere e 6 arresti domiciliari.

Le accuse riguardano associazione mafiosa, traffico di stupefacenti aggravato da finalità mafiose, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, riciclaggio, rapina e trasferimento fraudolento di valori.

Il procuratore capo Giuseppe Borrelli ha sottolineato la natura strategica dell’operazione nel contrasto alle organizzazioni criminali locali.

Inoltre, ha ribadito il principio di presunzione di innocenza per tutti gli indagati, in attesa di un’eventuale sentenza definitiva.

L’inchiesta ha permesso di identificare i vertici delle cosche e di comprendere le loro dinamiche interne.

La confederazione criminale e il controllo del territorio

Le indagini hanno confermato l’esistenza di una confederazione tra le diverse organizzazioni di ‘ndrangheta attive nei vari quartieri di Reggio Calabria.

In particolare, è emerso un controllo capillare delle estorsioni sul territorio.

Sono state ricostruite riunioni in cui venivano ridefiniti gli equilibri tra le famiglie, stabilite posizioni di comando e gestiti i proventi delle attività illecite.

Una parte significativa dell’inchiesta ha riguardato le estorsioni, considerate uno strumento chiave per la pressione sul tessuto economico cittadino. È stata documentata una pressione continua su attività economiche e imprenditoriali, inclusi gli appalti per la manutenzione e la pulizia dei treni e degli impianti industriali nel polo ferroviario di Reggio Calabria.

La procura ha evidenziato come il condizionamento non si limitasse a ingerenze esterne, ma includeva una gestione diretta dei servizi, con presunte interferenze nelle assunzioni e nei rapporti sindacali.

Nuovi equilibri e rituali mafiosi

Il procuratore aggiunto Walter Ignazzitto ha fornito ulteriori dettagli, evidenziando come l’inchiesta abbia mostrato una struttura fortemente gerarchica.

La direzione sarebbe riconducibile alle storiche famiglie di Archi.

Si è registrato un ritorno a fenomeni che sembravano ridimensionati, come il rispetto dei rituali e delle regole tradizionali della ‘ndrangheta, con nuove affiliazioni e conferimenti di doti.

Un episodio emblematico, secondo Ignazzitto, è stata la richiesta di attribuzione di una dote di ‘ndrangheta come regalo per una laurea.

Questo dimostra la persistenza del valore simbolico di certi rituali.

Le indagini hanno anche rivelato la volontà delle famiglie storiche di delegare il controllo di alcune zone a gruppi locali, mantenendo però una funzione di indirizzo e supervisione.

Il fenomeno delle estorsioni ha mostrato sia la reticenza di alcuni imprenditori a denunciare, sia la collaborazione di altre vittime, un segnale positivo per la capacità dello Stato di contrastare questi fenomeni.

Un aspetto particolarmente allarmante è la presenza di un ingente quantitativo di armi, anche da guerra, che suggerisce la costituzione di veri e propri arsenali.

Questi sarebbero destinati ad accrescere il potere delle diverse articolazioni criminali nei rapporti interni alla ‘ndrangheta.

L’inchiesta si è avvalsa anche del contributo di collaboratori di giustizia.

L’operazione “Epicentro 2” mira a delineare il volto attuale della ‘ndrangheta cittadina, evidenziando una realtà criminale che, nonostante le trasformazioni, mantiene salde le proprie strutture di comando e controllo.

Questo blitz antimafia rappresenta un passo importante per la sicurezza del territorio.

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Author: Claudia